CIR: risultati primo semestre 2020

Ricavi: € 856,7 milioni (€ 1.059,1 milioni nel primo semestre 2019)

EBITDA: € 103,8 milioni (€ 140,0 milioni nel primo semestre 2019)

EBIT: -€ 8,3 milioni (€ 46,0 milioni nel primo semestre 2019)

Risultato netto: -€ 30,4 milioni

Posizione finanziaria netta della capogruppo a € 397,1 milioni, in aumento rispetto al 31 dicembre 2019 (€ 295,7 milioni)

Milano, 31 luglio 2020 – Il Consiglio di Amministrazione di CIR S.p.A., riunitosi oggi sotto la presidenza di Rodolfo De Benedetti, ha approvato la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2020 presentata dall’amministratore delegato Monica Mondardini.

RISULTATI CONSOLIDATI

I risultati del primo semestre sono stati significativamente influenzati dai rilevanti impatti che la diffusione della pandemia Covid-19 e le relative conseguenze hanno avuto su tutte le attività del gruppo CIR, ossia i servizi socio-sanitari, attraverso la controllata KOS, la produzione di componentistica per il settore automotive, attraverso la controllata Sogefi, e la gestione di investimenti finanziari della holding CIR e controllate non industriali.

L’attività di KOS ha risentito dell’emergenza sanitaria in tutti i settori, con un significativo impatto sull’andamento economico: nelle RSA, l’attività si è concentrata sulla difficile gestione dell’emergenza sanitaria e i nuovi ingressi sono stati bloccati; nelle strutture di riabilitazione si è registrata una diminuzione dei pazienti a seguito del rallentamento della normale attività ospedaliera, in un contesto di stress del sistema sanitario e di polarizzazione dell’attività sull’emergenza; le attività ambulatoriali sono state sospese o fortemente ridotte così come l’attività di diagnostica; parallelamente la società si è focalizzata sull’implementazione delle necessarie misure di protezione del personale e degli ospiti.

L’attività di Sogefi ha subito, come tutto il settore automotive, impatti molto rilevanti per gli effetti della pandemia; la produzione è infatti stata sospesa dapprima in Cina e successivamente, nel corso della seconda metà del mese di marzo, pressoché in tutti gli stabilimenti. Allo stato attuale, la produzione in Cina è tornata a livelli mensili in linea con le previsioni formulate prima della crisi; nelle restanti aree geografiche, la produzione è stata gradualmente riavviata a partire dal mese di maggio, a seguito della ripresa delle attività dei principali clienti, ma con volumi ancora significativamente inferiori a quelli pre- Covid; particolarmente critica rimane la situazione in Mercosur e India.

Nel primo semestre del 2020, i ricavi consolidati di CIR sono ammontati a € 856,7 milioni, in calo del 19,1% rispetto al 2019. Dopo un primo bimestre in crescita del 9,7% sul corrispondente periodo del 2019, l’emergenza sanitaria ha determinato un’immediata e drastica contrazione del fatturato, a causa principalmente della sospensione dell’attività produttiva di Sogefi.

Il margine operativo lordo (EBITDA) consolidato è ammontato a € 103,8 milioni ed è inferiore del 25,8% rispetto al dato della prima metà del 2019 (€ 140,0 milioni), seguendo l’andamento dei ricavi; il risultato operativo (EBIT) consolidato è stato negativo per € 8,3 milioni rispetto a un risultato positivo di € 46,0 milioni nel primo semestre 2019.

Il risultato netto è stato negativo per € 30,4 milioni, rispetto ad un utile di € 1,6 milioni nella prima metà del 2019.

L’indebitamento finanziario netto consolidato al 30 giugno 2020, ante IFRS 16, ammontava a € 285,7 milioni ed è diminuito di € 42,0 milioni rispetto al 31 dicembre 2019 (€ 327,6 milioni). I debiti finanziari per diritti d’uso ex IFRS 16, al 30 giugno 2020, ammontavano complessivamente a € 787,8 milioni e pertanto l’indebitamento finanziario netto consolidato complessivo ammontava a € 1.073,5 milioni. I debiti ex IFRS 16 riguardano principalmente la controllata KOS (€ 731,8 milioni), che opera avvalendosi di immobili prevalentemente in locazione.

La posizione finanziaria netta della Capogruppo (incluse le controllate non industriali) al 30 giugno 2020 era positiva per € 397,1 milioni, in aumento rispetto al 31 dicembre 2019 (€ 295,7 milioni) a seguito dell’incasso derivante dalla vendita dell’intera partecipazione di CIR in GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. ad EXOR (€ 102,4 milioni), finalizzata il 23 aprile 2020.

Il patrimonio netto di Gruppo al 30 giugno 2020 era pari a € 728,5 milioni rispetto a € 770,7 milioni al 31 dicembre 2019 e la diminuzione rispecchia principalmente la perdita del periodo.

Per quanto riguarda KOS, i ricavi sono ammontati a € 337,2 milioni, in crescita del 19,9% rispetto al corrispondente periodo del 2019 grazie al significativo contributo di Charleston (gruppo acquisito nel mese di ottobre 2019, operante in Germania nel settore delle RSA): a perimetro costante, il fatturato è sceso del 10,6%.

L’EBIT è stato pari a € 18,1 milioni rispetto a € 31,6 milioni nel 2019, a causa non solo del calo di ospiti e pazienti in Italia per l’emergenza Covid-19, come precedentemente illustrato, ma anche dei maggiori costi sostenuti in misure di protezione per far fronte e contenere gli effetti della pandemia. Il semestre si è chiuso con una perdita di € 2,1 milioni rispetto a un utile di € 14,4 milioni nel primo semestre 2019.

Il cash flow è stato positivo per € 11,8 milioni e l’indebitamento finanziario netto ante IFRS 16 si è ridotto da € 368,0 milioni al 31 dicembre 2019 a € 356,2 milioni al 30 giugno 2020.

Per quanto riguarda Sogefi, la produzione mondiale automotive nel primo semestre del 2020 è scesa del 33% rispetto al primo semestre del 2019, con Europa e NAFTA, principali aree di attività di Sogefi, al -40%. In tale contesto i ricavi di Sogefi sono stati pari a € 519,5 milioni, in flessione del 33,2% rispetto al 2019. Nelle principali aree geografiche il gruppo ha registrato una performance decisamente migliore del mercato e, grazie alle misure di contenimento dei costi adottate, la redditività (EBITDA/fatturato %) si è deteriorata di soli due punti, da 11% a 9%. Ciononostante, l’EBIT è stato pari a -€ 18,8 milioni, dopo aver recepito oneri non ricorrenti per circa € 18 milioni, rispetto a +€ 24,4 milioni nel primo semestre del 2019. Il semestre si è chiuso con una perdita di € 28,8 milioni, che si confronta con un utile netto della prima metà del 2019 pari a € 6,9 milioni.

L’indebitamento finanziario netto ante IFRS 16 al 30 giugno 2020 è aumentato a € 327,0 milioni, da € 256,2 milioni a fine 2019, e l’incremento è principalmente riconducibile all’aumento del capitale circolante, determinato dalla drastica riduzione delle vendite, con effetto immediato sugli incassi; tale incremento è destinato a riassorbirsi progressivamente con la ripresa dell’attività.

Con riferimento agli investimenti finanziari della holding e controllate dedicate alla gestione finanziaria, tenuto conto delle turbolenze e dei ribassi dei mercati finanziari, nel semestre si è registrata una perdita di € 5,6 milioni e conseguentemente un rendimento negativo pari a -1,4%; il portafoglio di obbligazioni e Hedge Funds ha conseguito un rendimento complessivo positivo dello 0,7%, mentre sono state registrate perdite per adeguamenti a fair value degli investimenti in Private Equity e altre partecipazioni per € 7,9 milioni.

Eventi successivi al 30 giugno 2020

In data 13 luglio 2020 CIR, come previsto nell’accordo del 2 dicembre 2019, ha acquistato una partecipazione nel capitale sociale di Giano Holding S.p.A., che rappresenta in trasparenza il 5% del capitale sociale di GEDI. L’acquisto ha comportato un esborso di € 11,7 milioni, equivalente a un prezzo di € 0,46 per azione GEDI.

Prevedibile evoluzione della gestione

Il grado di incertezza sull’evoluzione dell’attività e dei risultati nel secondo semestre permane elevato.

Per quanto concerne KOS, verso la fine del semestre si è assistito a una inversione di tendenza, con una ripresa dell’attività di riabilitazione, acuti e dell’area diagnostica e oncologia; il settore RSA si è stabilizzato ma non è ancora in fase di ripresa. Allo stato attuale, si prevede che, in assenza di una seconda ondata di contagi in autunno, le aree diagnostica, cure oncologiche, psichiatria ed acuti possano recuperare livelli di attività pre- Covid nel corso del corrente esercizio. Per riabilitazione e RSA il ritorno a regime è previsto nel corso dell’esercizio 2021. Per quanto riguarda inoltre il settore RSA in Germania, si segnala che l’impatto del Covid-19 è stato limitato e il ritorno a pieno regime è previsto entro la fine dell’esercizio in corso.

Per quanto riguarda Sogefi, la visibilità sull’evoluzione del mercato nei prossimi mesi resta limitata sia per l’incertezza che caratterizza l’evoluzione della pandemia sia per la difficoltà di prevedere l’impatto delle circostanze macro economiche determinate dalla stessa sulla domanda nel settore automotive. Per il secondo semestre 2020, IHS Markit, fonte comunemente utilizzata dal settore, prevede che, in assenza di una seconda fase di Covid-19 e conseguenti misure restrittive della produzione e impatti avversi sul mercato, la produzione mondiale potrebbe collocarsi al -10% rispetto al secondo semestre 2019, mentre le previsioni degli analisti di mercato tendono ad essere più prudenti, anticipando una contrazione del mercato mondiale in un range compreso tra -15% e -30%, quest’ultima ipotesi in caso di una seconda ondata di Covid-19.

In questo scenario incerto, Sogefi ha incorporato nelle proprie aspettative sul secondo semestre una ipotesi di mercato mondiale intorno al -20%, a fronte della quale, prevede di poter conseguire un EBIT, esclusi gli oneri per ristrutturazioni, leggermente positivo, una significativa riduzione della perdita netta rispetto al primo semestre e un free cash flow leggermente positivo.

Entrambe le società, alla luce della congiuntura del tutto straordinaria affrontata nel corso del primo semestre, pur disponendo ad oggi di risorse finanziarie in eccesso rispetto all’attuale fabbisogno e pur non prevedendo un incremento del debito rispetto a quello registrato a fine giugno 2020, alla luce dell’incertezza sull’evoluzione del mercato e in previsione delle naturali scadenze dei finanziamenti in essere, hanno avviato trattative con i propri partner finanziari, con cui sono in essere rapporti consolidati, per assicurare le opportune disponibilità di risorse a medio termine.

Alla luce di quanto precede, il gruppo CIR si attende un semestre ancora difficile ma, in assenza di una seconda ondata di Covid-19, in netto miglioramento rispetto al primo.

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Sogefi: risultati primo semestre 2020

Ricavi: € 519,5 milioni, -31,2% a cambi costanti (mercato auto -33,2%)

Andamento dei ricavi nettamente migliore di quello del mercato nelle principali aree geografiche in cui il gruppo è presente

EBITDA: € 47,0 milioni, 9,1% del fatturato (11,1% nel primo semestre 2019)

Costi fissi ridotti del 27%

EBIT: -€ 18,8 milioni per effetto dei minori volumi e di oneri non ricorrenti

Attesi EBIT e free cash flow positivi nel secondo semestre 2020, in assenza di una seconda fase di lockdown

Milano, 27 luglio 2020 – Il Consiglio di Amministrazione di Sogefi S.p.A., riunitosi oggi sotto la presidenza di Monica Mondardini, ha approvato la relazione finanziaria semestrale del gruppo al 30 giugno 2020. Sogefi, società del Gruppo CIR, è uno dei principali produttori globali di componenti per autoveicoli in tre settori: Aria e Raffreddamento, Filtrazione e Sospensioni.

SINTESI DEI RISULTATI DEL PRIMO SEMESTRE

Nel primo semestre del 2020 il mercato mondiale dell’automobile ha registrato una flessione senza precedenti a seguito della diffusione della pandemia Covid-19 nel mondo e delle conseguenti e opportune misure restrittive adottate dai governi locali o autonomamente assunte dalle imprese, in un’ottica di protezione dei lavoratori e dei cittadini in generale, che hanno comportato la sospensione pressoché generalizzata delle attività produttive non essenziali e in particolare della produzione automotive. Tale sospensione è intervenuta dapprima in Cina e successivamente, nel corso dei mesi di marzo e aprile, nelle restanti aree geografiche. Allo stato attuale l’attività è ripresa ovunque, in Cina con volumi anche maggiori di quelli dell’esercizio precedente e in Europa e NAFTA con volumi significativamente ridotti. Le situazioni produttive più critiche si registrano attualmente in Sud America e India.

La produzione automobilistica mondiale ha registrato nel semestre un calo del 33,2% rispetto al corrispondente periodo del 2019: -41,7% in Europa, -39,9% in Nord America, -24,9% in Asia e -50,6% in Sud America. Nel mese di giugno 2020 il mercato si è parzialmente ripreso (con un gap rispetto ai volumi mondiali del 2019 ridotto a -21,2%), trainato soprattutto dal mercato cinese (+14,1%); in miglioramento anche l’andamento in Europa e NAFTA, ma con volumi ancora molto deboli (-31,2% e -24,3%, rispettivamente). Resta molto critica la situazione nel Mercosur (-56%).

Nel corso del primo semestre la priorità assoluta della società è stata la sicurezza della propria forza lavoro. Dal momento in cui sono pervenute notizie sul fenomeno Covid-19 in Cina, sono state immediatamente assunte disposizioni volte a ridurre il rischio di contagio, a partire dal maggior utilizzo di smart-working. Successivamente, sono state implementate tutte le misure di sospensione dell’attività produttiva e di sicurezza sanitaria nelle fabbriche e sedi di lavoro definite dalle diverse autorità locali o dall’azienda. In questo contesto la società ha rivisto i processi produttivi in tutte le aree geografiche per implementare i protocolli di sicurezza relativi al distanziamento sociale e all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale.

In secondo luogo, Sogefi ha posto in atto tutto quanto in proprio potere per mitigare, nella misura del possibile, l’impatto della crisi e della conseguente contrazione delle vendite sui risultati e sulla solidità patrimoniale della società; è stato rapidamente varato un piano per variabilizzare i costi e limitare il consumo di cassa, e in particolare:

Infine, il gruppo ha riformulato il proprio piano di medio lungo periodo (2020-2024), volto a preservare la redditività e la generazione di cassa, anche a fronte di prospettive incerte sulla ripresa del mercato.

RICAVI

Nel primo semestre 2020, i ricavi di Sogefi sono ammontati a € 519,5 milioni, in flessione rispetto al primo semestre 2019 del 33,2% a cambi storici e del 31,2% a cambi costanti.

Dopo i primi due mesi dell’anno con ricavi a cambi costanti in crescita dell’1%, gli effetti della pandemia Covid-19 sono stati registrati a partire da marzo e sono divenuti particolarmente gravi nei mesi di aprile (-79,5%) e maggio (-64,5%), mentre in giugno si è registrato un significativo recupero, con un notevole contenimento del calo rispetto al corrispondente periodo del 2019 (-24,9%).

L’andamento dei ricavi a cambi costanti nelle principali aree geografiche in cui il gruppo è presente è stato nettamente migliore di quello del mercato: -32,2% in Europa rispetto a -41,7% per il mercato, -30,5% in Nord America rispetto a -39,9% del mercato, +4% in Cina rispetto al -19,7% del mercato. La flessione complessiva dei ricavi è stata invece in linea con quella registrata dal mercato mondiale, a causa della concentrazione del business del gruppo nei mercati che hanno registrato contrazioni maggiori (Europa e NAFTA), a fronte di una presenza meno significativa in Cina, in cui il calo del mercato è stato decisamente più contenuto.

Tra i diversi settori di attività, Filtrazione (con un calo dei ricavi del 25,7% a cambi costanti) e Aria e Raffreddamento (-29,1% a cambi costanti) hanno registrato un andamento decisamente meno sfavorevole del mercato grazie, per Filtrazione, alla maggiore tenuta dei canali OES e Aftermarket e per Aria e Raffreddamento allo sviluppo del portafoglio di contratti in particolare in Nord America. Per le Sospensioni l’impatto della crisi è stato maggiore, con un calo dei ricavi del 38,2% a cambi costanti, che riflette la maggiore concentrazione dell’attività in Europa e Mercosur e gli andamenti del settore in tali aree.

RISULTATO OPERATIVO E RISULTATO NETTO

La drastica riduzione dei volumi determinata dall’evoluzione del mercato a seguito della pandemia Covid-19 ha avuto effetti molto significativi sui risultati economici del gruppo, nonostante l’incisività delle misure di mitigazione adottate.

L’EBITDA è infatti ammontato a € 47,0 milioni rispetto a € 86,4 milioni nel corrispondente periodo del 2019, principalmente a causa del crollo dei volumi; la redditività (EBITDA / Ricavi %) è stata pari al 9,1% e si colloca al di sotto di quella del corrispondente periodo del 2019 (11,1%) di soli 2 punti percentuali, grazie alle misure di variabilizzazione dei costi implementate.

In particolare, il margine di contribuzione ha registrato un leggero miglioramento rispetto al primo semestre del 2019, dal 29,4% al 29,8%, per l’evoluzione favorevole dell’incidenza del costo delle materie prime, dovuta in parte a fenomeni di mercato e in parte ai piani attuati dallo scorso esercizio per ridurre i prezzi di acquisto degli acciai per la produzione delle sospensioni, che ha compensato l’impatto delle inevitabili inefficienze produttive determinate dalla sospensione e ripresa della produzione e dai bassi volumi.  

L’incidenza dei costi fissi è aumentata di circa 2 punti percentuali, un incremento relativamente contenuto se si considera l’entità del crollo dei ricavi ottenuto grazie alle misure di contenimento adottate, in parte temporanee ed in parte destinate a divenire strutturali.

L’EBIT è stato negativo per € 18,8 milioni a fronte di un risultato positivo di € 24,4 milioni nel primo semestre 2019. La riduzione dell’EBIT riflette la riduzione dell’EBITDA conseguente al crollo dei ricavi e recepisce inoltre l’effetto negativo dell’evoluzione dei tassi di cambio per € 4 milioni (€ 1,8 milioni nel primo semestre 2019) registrato dalle attività del gruppo in Nord e Sud America, oneri per ristrutturazione pari a € 7,3 milioni (€ 4,3 milioni nel primo semestre 2019) e write-downs di attivi per € 6,4 milioni (€ 1,9 milioni nell’anno precedente).

In termini di risultato netto, il gruppo ha registrato una perdita di € 28,8 milioni rispetto a un utile di € 6,9 milioni nel primo semestre 2019, dopo oneri finanziari sostanzialmente in linea con quelli dell’anno precedente e proventi fiscali per € 1 milione rispetto a oneri fiscali per € 8,3 milioni nell’esercizio precedente.

INDEBITAMENTO E PATRIMONIO NETTO

Con riferimento al Free Cash Flow, nel primo semestre 2020 si è registrato un consumo di € 64,0 milioni rispetto a € 8,8 milioni nel primo semestre 2019. La riduzione dell’attività e conseguentemente dell’EBITDA ha comportato la contrazione del cash flow operativo solo in parte compensato dal minore flusso di impieghi per investimenti. Va rilevato inoltre che circa l’80% del consumo è da attribuirsi all’incremento del capitale circolante causato dalle particolari circostanze intervenute nel corso del secondo trimestre dell’anno. Infatti, come in generale avviene nel settore, i crediti verso clienti vengono incassati più rapidamente rispetto ai tempi di pagamento dei fornitori, anche grazie al ricorso al factoring. A fronte del crollo delle vendite nel secondo trimestre, sono conseguentemente diminuiti gli incassi dai clienti, mentre sono continuati gli esborsi verso i fornitori. Tale squilibrio dovrebbe progressivamente riassorbirsi con la ripresa dell’attività.

L’indebitamento finanziario netto ante IFRS 16 al 30 giugno 2020 è aumentato a € 327,0 milioni, da € 256,2 milioni a fine 2019 e € 267,3 milioni a fine giugno 2019. Includendo i debiti finanziari per diritti d’uso, secondo il principio IFRS 16, l’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2020 ammontava a € 382,9 milioni rispetto a € 318,9 milioni al 31 dicembre 2019.

Al 30 giugno 2020 il gruppo ha linee di credito committed in eccesso rispetto al debito per € 194,2 milioni e i covenants previsti dai contratti di finanziamento in essere sono stati rispettati.

Al 30 giugno 2020 il patrimonio netto, esclusa la quota di azionisti terzi, ammontava a € 144,9 milioni (€ 188,7 milioni al 31 dicembre 2019).

RISULTATI DELLA CAPOGRUPPO SOGEFI S.P.A.

Nel primo semestre 2020 la capogruppo Sogefi S.p.A. ha registrato una perdita netta di € 5,8 milioni rispetto all’utile netto di € 32,7 milioni nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente. A fronte del quadro particolarmente incerto in quasi tutti i paesi di operatività del gruppo, è stata sospesa la distribuzione di dividendi dalle società controllate a Sogefi S.p.A..

IMPATTI COVID-19 SULL’ATTIVITA’

A seguito della diffusione della pandemia Covid-19, Sogefi ha sospeso dapprima la produzione in Cina e successivamente, nella seconda parte del mese di marzo, pressoché in tutti gli stabilimenti. Allo stato attuale, la produzione in Cina è tornata a livelli mensili in linea con le stime della Società precedenti alla crisi; negli altri stabilimenti la produzione è stata gradualmente riavviata a partire dal mese di maggio, a seguito della ripresa delle attività dei principali clienti, ma con volumi ancora significativamente inferiori alle attese di inizio anno.

Per quanto riguarda gli impatti della pandemia sul gruppo, le stime ante Covid-19 prevedevano un andamento del fatturato 2020 sostanzialmente in linea con il 2019. Nei primi due mesi dell’anno, la Società ha realizzato volumi superiori alle attese, seguiti da un calo estremamente significativo e un graduale recupero nel mese di giugno. Per effetto di tale andamento, Sogefi ha registrato ricavi pari a € 519,5 milioni, in calo del 33,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; tale riduzione è pressoché integralmente ascrivibile agli effetti della crisi. La contrazione dei volumi, anche se in parte compensata dalla riduzione dei costi fissi, ha comunque comportato un impatto negativo stimabile in € 50 milioni sull’EBIT e € 39 milioni sul risultato netto, nonché un significativo incremento del debito.

La Società, oltre ad aver reagito per ridurre gli impatti della crisi da marzo a oggi, ha operato per adattarsi alle mutate circostanze del mercato e recuperare rapidamente l’equilibrio economico / finanziario, pure in un contesto di volumi ridotti quale quello ad oggi prevedibile, anche per il secondo semestre ed il 2021.

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

La visibilità sull’evoluzione del mercato nei prossimi mesi resta limitata; per quanto concerne il fenomeno della pandemia, se il contenimento in Europa appare ormai consolidato, la diffusione in Nord e Sud America non è ancora entrata nella fase di contenimento; permane inoltre il rischio di una seconda fase di Covid-19 ed infine allo stato attuale rimane difficile prevedere l’impatto delle circostanze macroeconomiche determinate dalla pandemia sulla domanda nel settore automotive.

Per il secondo semestre 2020, IHS prevede che, in assenza di una seconda fase di Covid-19 e conseguenti misure restrittive della produzione e impatti avversi sul mercato, la produzione mondiale potrebbe collocarsi al -10% rispetto al secondo semestre 2019, mentre le previsioni degli analisti di mercato tendono ad essere più prudenti anticipando una contrazione del mercato mondiale in un range compreso tra -15% e -30%, quest’ultima ipotesi in caso di una seconda ondata di Covid-19.

In questo scenario incerto, Sogefi ha incorporato nelle proprie aspettative sul secondo semestre una ipotesi di mercato mondiale intorno al -20%, a fronte della quale prevede di poter conseguire un EBIT, esclusi gli oneri per ristrutturazioni, leggermente positivo, una significativa riduzione della perdita netta rispetto al primo semestre ed un free cash flow leggermente positivo.

Inoltre, alla luce delle prospettive di mercato sicuramente incerte anche per gli esercizi futuri, Sogefi ha avviato un piano per una significativa riduzione dei costi fissi, che verrà completata entro il primo semestre 2021, nonché azioni di razionalizzazione del footprint e gestione dei fornitori.

La Società, pur disponendo ad oggi di risorse finanziarie in eccesso rispetto all’attuale fabbisogno e pur non prevedendo un incremento del debito rispetto a quello registrato a fine giugno 2020, alla luce dell’incertezza sull’evoluzione del mercato e in previsione delle naturali scadenze dei finanziamenti in essere, ha avviato trattative con i suoi partner finanziari, con cui sono in essere rapporti consolidati, per ottenere rinnovi e nuovi prestiti a medio termine per un valore complessivo nell’ordine di € 100 milioni.

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CIR: risultati primo trimestre 2020

  • Dopo il primo bimestre in crescita risultati trimestrali penalizzati dalla sospensione delle attività produttive di Sogefi nel corso del mese di marzo, dai maggiori costi sostenuti da KOS per rispondere all’emergenza sanitaria e dalla turbolenza dei mercati finanziari, per la pandemia Covid-19 
  • Ricavi stabili a € 531,5 milioni (€ 530,2 milioni nel 1Q 2019), grazie all’ampliamento del perimetro nel 2019 con l’acquisizione in Germania nel settore della sanità 
  • EBITDA: € 66,2 milioni (€ 69,5 milioni nel 1Q 2019) 
  • EBIT: € 12 milioni (€ 23,6 milioni nel 1Q 2019) 
  • Risultato netto: -€ 12,1 milioni
  • Posizione finanziaria netta della capogruppo molto solida: € 280,7 milioni (circa € 380 milioni previsti per fine aprile)

Milano, 24 aprile 2020 – Il Consiglio di Amministrazione di CIR S.p.A. – Compagnie Industriali Riunite, riunitosi oggi sotto la presidenza di Rodolfo De Benedetti, ha approvato l’informativa finanziaria al 31 marzo 2020 presentata dall’amministratore delegato Monica Mondardini. 

Impatti Covid-19 sul gruppo 

All’inizio di gennaio 2020, l’OMS divulgava la notizia della diffusione del coronavirus in Cina, in particolare nel distretto di Wuhan, e il 30 gennaio dichiarava l’emergenza sanitaria a livello internazionale. Nel corso del mese di febbraio veniva registrata la diffusione del virus in Europa e in America e nel corso del mese di marzo si è prodotta una situazione di sostanziale lockdown. L’Italia è stato il primo paese europeo ad essere investito dalla pandemia, a tutt’oggi uno dei più colpiti, ed ha adottato le misure più restrittive per contenere la diffusione del virus. Tali misure stanno determinando un tendenziale contenimento del fenomeno, ma modalità e tempi della ripresa della vita sociale e delle attività economiche restano incerti e si attende l’inizio di maggio per avere indicazioni sulla possibile evoluzione; anche nei restanti paesi in cui opera il gruppo, la prospettiva di ripresa è ancora incerta.

In tale contesto le società del gruppo CIR hanno immediatamente adottato misure volte alla protezione della salute dei propri dipendenti, in ottemperanza alle disposizioni emanate dai governi dei diversi paesi in cui operano, e hanno avviato tutte le attività necessarie e opportune per gestire la crisi Covid-19 e proteggere la loro sostenibilità.

L’impatto della crisi sulle attività del gruppo è stato e resta significativo: KOS, le cui attività sono tutte operative con l’eccezione di quelle ambulatoriali, ha operato in condizioni del tutto straordinarie, confrontandosi con le conseguenze della particolare esposizione al virus dei soggetti cui sono destinati i suoi servizi; Sogefi, come l’intero settore automotive, ha dovuto sospendere l’attività produttiva, dapprima in Cina (oggi in ripresa) e poi, nel corso della seconda metà del mese di marzo, in tutte le regioni del mondo in cui è presente; infine le turbolenze sui mercati finanziari hanno determinato la registrazione di rettifiche sui valori degli investimenti finanziari gestiti dalla holding CIR e dalle controllate non operative, malgrado il profilo prudente del portafoglio.

Risultati consolidati

Nel primo trimestre del 2020, il gruppo CIR ha registrato ricavi consolidati pari a € 531,5 milioni, stabili rispetto a € 530,2 milioni nel corrispondente periodo del 2019. Nel trimestre KOS ha incrementato i ricavi, grazie all’acquisizione di Charleston in Germania realizzata nel 2019, mentre Sogefi ha registrato una flessione dei ricavi, a causa della sospensione pressoché totale delle attività produttive intervenuta nel corso della seconda metà del mese di marzo. 

Il margine operativo lordo (EBITDA) consolidato è ammontato a € 66,2 milioni (12,5% dei ricavi), in calo del 5% rispetto a € 69,5 milioni (13,1% dei ricavi) nei primi tre mesi del 2019. Il margine operativo lordo dei primi due mesi mostrava un miglioramento della redditività per Sogefi e una sostanziale tenuta per le attività italiane di KOS, mentre nel mese di marzo, per via della sospensione delle attività di Sogefi e degli impatti dell’emergenza sanitaria sul gruppo KOS, l’EBITDA è sceso. 

Il risultato operativo (EBIT) consolidato è stato pari a € 12,0 milioni (2,3% dei ricavi), rispetto a € 23,7 milioni nel primo trimestre 2019; la riduzione riflette l’evoluzione dell’EBITDA e i maggiori ammortamenti di KOS a seguito dell’incorporazione di Charleston. 

Il risultato della gestione finanziaria ha risentito del ribasso generalizzato dei mercati, dando luogo ad un rendimento negativo del portafoglio della holding pari a € 7,5 milioni, a fronte di un risultato positivo per € 3,7 milioni nel primo trimestre 2019. 

Dalla seconda parte del mese di febbraio i mercati finanziari sono stati caratterizzati da forti ribassi, sia nel settore azionario (da inizio anno al 31 marzo l’indice S&P 500 ha perso il 20% e l’indice Eurostoxx 50 il 26%), che nel settore obbligazionario (con rendimenti negativi tra il -5% e il -15% nelle diverse asset class). La perdita di € 7,5 milioni sul portafoglio di investimenti finanziari della capogruppo CIR e delle controllate non industriali è dovuta principalmente all’adeguamento a fair value delle posizioni detenute nei comparti Equity, Hedge Fund ed obbligazionario High Yield; la consistenza media del portafoglio è stata di € 383 milioni, con una performance negativa nel trimestre dell’1,9%, che conferma le sue caratteristiche di volatilità ridotta rispetto ai mercati.

Il risultato netto è stato negativo per € 12,1 milioni rispetto a un utile di € 4,1 milioni nel primo trimestre 2019 (€ 5,7 milioni includendo il risultato delle attività destinate alla dismissione). 

L’indebitamento finanziario netto consolidato al 31 marzo 2020, ante IFRS 16, ammontava a € 367,7 milioni, in aumento di € 40,1 milioni rispetto al 31 dicembre 2019 (€ 327,6 milioni).  KOS ha realizzato investimenti per circa € 25 milioni in acquisizioni e sviluppi greenfield, Sogefi ha realizzato investimenti nel nuovo plant in Romania per € 4,3 milioni.

La posizione finanziaria netta della Capogruppo (incluse le controllate non industriali) al 31 marzo 2020 era positiva per € 280,7 milioni, in riduzione rispetto a 31 dicembre 2019 (€ 295,7 milioni) a causa principalmente dei citati adeguamenti a fair value degli attivi (€ 8,8 milioni), e di nuove immobilizzazioni (€ 0,9 milioni).

I debiti finanziari per diritti d’uso IFRS 16 al 31 marzo 2020 ammontavano complessivamente a € 789,9 milioni e pertanto l’indebitamento finanziario netto consolidato complessivo ammontava a € 1.157,6 milioni. I debiti ex IFRS 16 riguardano principalmente la controllata KOS (€ 733,0 milioni) che opera avvalendosi di immobili prevalentemente in locazione (da notare che Charleston opera esclusivamente in locazione).

Il patrimonio netto di gruppo al 31 marzo 2020 era pari a € 757,7 milioni rispetto a € 770,7 milioni (pro-forma) al 31 dicembre 2019 e la diminuzione rispecchia la perdita del periodo.

Sanità

KOS, controllata da CIR (59,5%) e partecipata da F2i Healthcare, è il principale operatore italiano nel settore della sanità socio-assistenziale (long-term care). Il gruppo gestisce 137 strutture, prevalentemente nel centro e nel nord Italia ed in Germania, per un totale di oltre 12.500 posti letto, ed è attivo, oltre che in Italia, anche in India e nel Regno Unito nel settore della diagnostica e cure oncologiche. 

Nei primi tre mesi del 2020, KOS ha realizzato ricavi per € 181,3 milioni, in aumento del 29,2%, per l’allargamento del perimetro grazie all’acquisizione di Charleston, rispetto a € 140,3 milioni nel corrispondente periodo del 2019. I ricavi delle attività in Italia, UK e India sono diminuiti complessivamente dell’1,5% rispetto al 2019; i ricavi di Charleston sono ammontati a € 43,1 milioni. 

L’EBITDA consolidato è stato pari a € 35,6 milioni rispetto a € 33,1 milioni nel 2019, con un contributo di Charleston di € 7,7 milioni nel trimestre; sul restante perimetro si è registrata una flessione, dovuta agli effetti della pandemia Covid-19 sul gruppo.

L’EBIT consolidato è stato di € 12,3 milioni rispetto a € 16,8 milioni registrati nel primo trimestre 2019. Il decremento è dovuto ai maggiori ammortamenti derivanti dal cambio di perimetro rispetto al primo trimestre del 2019, pari a € 6,8 milioni.

L’utile netto consolidato è ammontato a € 2,0 milioni rispetto a € 7,8 milioni nel 2019.

Al 31 marzo 2020 KOS presentava un indebitamento finanziario netto ante IFRS 16 di € 392,5 milioni rispetto a € 368,0 milioni al 31 dicembre 2019, dopo investimenti in acquisizioni e sviluppi greenfield per € 24,7 milioni. Il cash flow operativo è stato minore di quanto normalmente generato dall’attività per le circostanze determinate dalla pandemia.

Al 31 marzo 2020 il patrimonio netto consolidato ammontava a € 287,8 milioni rispetto a € 285,9 milioni al 31 dicembre 2019.

Componentistica per autoveicoli

Sogefi è uno dei principali produttori mondiali nei settori delle sospensioni, della filtrazione e dell’aria e raffreddamento per autoveicoli con 41 stabilimenti in quattro continenti. La società è controllata da CIR (56,6%) ed è quotata in Borsa. 

Sogefi ha registrato ricavi pari a € 350,2 milioni, in flessione del 10,2% rispetto al corrispettivo periodo del 2019. La flessione è stata complessivamente più contenuta di quella registrata dal mercato (-24,7%) grazie al buon andamento di tutte le aree geografiche esclusa la Cina nel primo bimestre dell’anno. 

L’EBITDA del primo trimestre 2020 è ammontato a € 34,9 milioni, rispetto a € 41,3 milioni nel corrispondente periodo del 2019; la redditività (EBITDA / Ricavi %) è stata pari al 10% e si colloca al di sotto del 10,6% del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. 

L’EBIT è ammontato a € 3,7 milioni a fronte di € 11,3 milioni nel primo trimestre 2019. La riduzione dell’EBIT si è verificata nel mese di marzo, per il crollo dei volumi, e recepisce un effetto negativo dei tassi di cambio per € 5,3 milioni, relativo principalmente al Sud America. 

Il trimestre si è chiuso con un risultato netto in perdita di € 5,6 milioni e si confronta con un risultato netto del primo trimestre 2019 pari a € 0,2 milioni (€ 1,6 milioni includendo il risultato delle attività destinate alla dismissione).

Il Free Cash Flow del primo trimestre 2020 è stato positivo per € 5,4 milioni rispetto a -€ 9,1 milioni nel 2019, grazie a un andamento decisamente più favorevole del capitale circolante.

L’indebitamento finanziario netto ante IFRS 16 al 31 marzo 2020 era pari a € 256,7 milioni, sostanzialmente stabile rispetto a € 256,2 milioni a fine 2019 e in riduzione rispetto a € 262,1 milioni a marzo 2019. Includendo l’importo di € 56,7 milioni derivante dall’applicazione dell’IFRS 16, l’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2020 ammontava a € 313,4 milioni in calo rispetto a € 318,9 milioni del 31 dicembre 2019. Al 31 marzo 2020 Sogefi aveva linee di credito in eccesso rispetto all’indebitamento finanziario netto per € 298 milioni, in relazione alle quali tutte le condizioni sono rispettate e pertanto disponibili per l’utilizzo a semplice richiesta.

Al 31 marzo 2020 il patrimonio netto, esclusa la quota degli azionisti terzi, ammontava a € 181,1 milioni (€ 188,7 milioni al 31 dicembre 2019).

Investimenti non-core

Gli investimenti non-core del gruppo ammontavano a € 76,9 milioni al 31 marzo 2020 (€ 74,5 milioni al 31 dicembre 2019).

Si componevano di un portafoglio diversificato di fondi nel settore del private equity, il cui fair value al 31 marzo 2020 era pari a € 59,2 milioni, e di un portafoglio diversificato di partecipazioni minoritarie dirette del valore di € 17,7 milioni al 31 marzo 2020.

Eventi successivi al 31 marzo 2020

In data 20 aprile 2020 il Consiglio di Amministrazione di CIR ha deciso – al fine di non precludere alle società operative del gruppo la possibilità di accedere eventualmente ai finanziamenti bancari assistiti dalla garanzia SACE  previsti dal d.l. 8 aprile 2020, n. 23 per far fronte all’emergenza Covid-19 – di ritirare sia la proposta di distribuzione del dividendo di € 0,02 per azione per l’esercizio 2019, sia la proposta di autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie e, conseguentemente, rinviare all’8 giugno 2020 l’Assemblea ordinaria e straordinaria prevista per il 24 aprile 2020. Il Consiglio si è riservato in ogni caso la facoltà di valutare l’opportunità di sottoporre all’Assemblea degli azionisti nel corso del secondo semestre le proposte ritirate, qualora lo consenta l’evolversi dell’emergenza in atto.

In data 23 aprile 2020 è stata conclusa la cessione a EXOR N.V.. della partecipazione del 43,78% di CIR in GEDI Gruppo Editoriale. In particolare, è stata perfezionata la vendita di GEDI in favore di Giano Holding S.p.A., società per azioni di nuova costituzione interamente detenuta da EXOR, ad un prezzo per azione pari a € 0,46, che corrisponde a un ammontare complessivo di € 102,4 milioni. È stato inoltre stipulato un accordo di investimento tra CIR, EXOR e Giano Holding, che disciplina l’acquisto da parte di CIR, al completamento dell’offerta pubblica di acquisto obbligatoria avente a oggetto le azioni GEDI e al medesimo prezzo dell’offerta (€ 0,46), di una partecipazione in Giano Holding rappresentativa, in trasparenza, del 5% del capitale sociale emesso di GEDI.

Prevedibile evoluzione della gestione 

Nell’attuale stato di incertezza sull’evoluzione a livello globale della pandemia e delle misure che i governi dei differenti paesi adotteranno per la fase di ripresa, risulta impossibile formulare previsioni attendibili sull’impatto del fenomeno Covid-19 sul gruppo CIR.

Particolare incertezza riguarda l’evoluzione dell’attività di Sogefi, tenuto conto delle ripercussioni particolarmente significative che la pandemia ha sul settore automotive. Il gruppo è focalizzato nel fare tutto quanto in proprio potere per gestire la crisi: ha implementato misure per ridurre i costi e contenere al massimo gli esborsi per costi correnti ed investimenti non strettamente necessari, procede regolarmente ad assessment sulle posizioni di liquidità, rapportandosi con i propri partner finanziari, e si prepara alla ripresa, prevedendo standard di sicurezza rafforzati per il personale e flessibilità dei costi, in rapporto a volumi che  saranno per una fase penalizzati dalle circostanze. Ciononostante, tanto il periodo di chiusura come i primi mesi di ripresa determineranno la registrazione di perdite economiche, che si rifletteranno anche su un incremento dell’indebitamento netto.

Per quanto riguarda KOS, i prossimi mesi saranno dedicati a contenere gli impatti negativi previsti dalla diffusione del virus Covid-19 con particolare riferimento alla difesa della salute di ospiti, pazienti ed operatori. Dopo una fase di intensa attività di sviluppo, nel corso del prosieguo dell’esercizio la società si focalizzerà sull’integrazione delle numerose acquisizioni fatte nel corso dell’ultimo periodo.

Per quanto riguarda gli investimenti della capogruppo, la gestione di tali attivi finanziari rimane orientata su politiche prudenziali e di lungo termine. La capogruppo CIR (congiuntamente alle altre controllate non industriali) ha una situazione patrimoniale molto solida, con una disponibilità netta di cassa pari a € 280,7 milioni, non vincolata e non gravata da impegni, che si è incrementata nel corso del mese di aprile di € 102,4 milioni per la cessione della partecipazione in GEDI.

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Sogefi: risultati primo trimestre 2020

Ricavi a € 350,2 milioni, -8,8% (mercato -24,4%)

Ricavi a +1% nel primo bimestre e -30% in marzo, per l’effetto Covid-19

EBITDA a € 34,9 milioni, 10% del fatturato (10,6% nel primo trimestre 2019)

Indebitamento netto a € 256,7 milioni (€ 262,1 milioni al 31/03/2019)

Milano, 20 aprile 2020 – Il Consiglio di Amministrazione di Sogefi S.p.A., riunitosi oggi sotto la presidenza di Monica Mondardini, ha approvato il resoconto intermedio di gestione del gruppo al 31 marzo 2020, presentato dall’amministratore delegato Mauro Fenzi.

Sogefi, società del Gruppo CIR, è uno dei principali produttori globali di componenti per autoveicoli in tre settori: Aria e Raffreddamento, Filtrazione e Sospensioni.

SINTESI DEI RISULTATI DEL PRIMO TRIMESTRE

Nel primo trimestre del 2020, il mercato automobilistico mondiale ha registrato tassi di decrescita verificatisi in precedenza solo durante la crisi del 2009. La produzione globale è scesa del 24,4% rispetto al primo trimestre del 2019: -21,3% in Europa, -10,8% in Nord America, -44,7% in Asia e -16,3% in Sud America. A marzo il calo si è attestato a -38,2%, con l’Europa a -48,3%.

L’eccezionale andamento descritto riflette gli impatti della diffusione prima in Cina e poi nel resto del mondo della pandemia Covid-19 e le conseguenti ed opportune misure restrittive adottate dai governi locali o autonomamente assunte dalle imprese, in un’ottica di protezione dei lavoratori e dei cittadini in generale, che hanno comportato la sospensione pressoché generalizzata delle attività produttive non essenziali e in particolare della produzione automotive. Tale sospensione è intervenuta dapprima in Cina e successivamente nelle restanti aree geografiche, nel corso del mese di marzo. Allo stato attuale, l’attività in Cina è ripresa, con volumi ridotti, dalla metà del mese di marzo, mentre resta ferma nelle restanti aree ed i tempi e le modalità di riapertura permangono del tutto incerti. Va peraltro sottolineato che il mercato automotive, già prima della diffusione della pandemia, registrava una fase di debolezza, dopo l’inversione di tendenza verificatasi a metà del 2018, con una produzione mondiale in calo del 5,8% nel 2019 e nuovamente in flessione all’inizio del 2020.

In questo contesto Sogefi ha sospeso la produzione dapprima in Cina e poi, nella seconda parte del mese di marzo, in tutti gli stabilimenti ad esclusione di quello ubicato in USA, parzialmente attivo. Allo stato attuale la produzione in Cina è stata riavviata, facendo seguito alla riapertura di quasi tutti i principali clienti.

Nel corso del primo trimestre la priorità della società è stata la sicurezza della propria forza lavoro; dal momento in cui sono state ricevute notizie sul fenomeno Covid-19 in Cina, sono state immediatamente assunte disposizioni volte a ridurre il rischio di contagio derivante dai rapporti con la Cina, incentivando lo smart-working. Successivamente, sono state implementate tutte le misure di sicurezza sanitarie definite e richieste dalle diverse autorità locali.

Inoltre, la società sta provvedendo a mettere in campo tutto quanto in suo potere per gestire la crisi e proteggere l’azienda, focalizzandosi sulla continuità, mediante assessment sulla liquidità e piani di contenimento degli esborsi, attraverso la riduzione dei costi e degli investimenti non strettamente necessari.

RICAVI

Nel primo trimestre 2020 Sogefi ha registrato ricavi pari a € 350,2 milioni, in flessione rispetto al primo trimestre 2019 del 10,2% a cambi storici e dell’8,8% a cambi costanti. Nei primi due mesi dell’anno i ricavi a cambi costanti avevano evidenziato una crescita dell’1%, grazie al buon andamento di tutte le aree geografiche ad eccezione della Cina. Nel mese di marzo, tenuto conto delle circostanze determinate dalla pandemia Covid-19, è stata registrata una contrazione delle vendite del 30%, calo che ha riguardato tutte aree geografiche e tutte le divisioni.

La flessione nel trimestre (-8,8% a cambi costanti) è stata complessivamente molto più contenuta di quella registrata dal mercato (-24,4%).

Andamento dei ricavi per aree geografiche

Per aree geografiche, il fatturato a cambi costanti è sceso del 9% in Europa, rispetto al 21,3% del mercato, grazie anche alla tenuta delle vendite Aftermarket, e del 4% in Nord America, rispetto al -10,8% del mercato, grazie alle nuove produzioni avviate nei primi due mesi dell’anno.

Andamento dei ricavi per Business Unit

Per settore di attività, Filtrazione, con una crescita a cambi costanti dell’1,8% è in controtendenza rispetto al mercato grazie al contributo nel nuovo stabilimento in Marocco e alla tenuta fino a marzo dei ricavi Aftermarket e OES. Aria e Raffreddamento ha registrato una flessione più contenuta del mercato (-8,2% a cambi correnti e -8,7% a cambi costanti), con ricavi sostenuti dai nuovi contratti acquisiti in Nord America, mentre il fatturato delle Sospensioni ha registrato un calo del 18,5% (-20,9% a cambi correnti), risentendo in particolare delle difficoltà di mercato in Cina e della sospensione della produzione in Europa avvenuta qualche giorno prima rispetto alla produzione di componentistica per i motori.

RISULTATO OPERATIVO E RISULTATO NETTO

L’EBITDA del primo trimestre 2020 è ammontato a € 34,9 milioni, rispetto a € 41,3 milioni nel corrispondente periodo del 2019; la redditività (EBITDA / Ricavi %) è stata pari al 10% e si colloca al di sotto del 10,6% del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. L’andamento dei primi due mesi poneva in evidenza un miglioramento della redditività, ma il repentino calo dei volumi nel mese di marzo, in seguito alla sospensione delle attività produttive, ha avuto un impatto significativo, tenuto conto anche dei tempi tecnici necessari per implementare le azioni di contenimento dei costi. L’evoluzione dell’EBITDA nel primo trimestre sottintende una buona tenuta complessiva del risultato in Europa grazie ai due primi mesi dell’anno ed evoluzioni negative in Cina, per il crollo dell’attività, in Sudamerica, per la situazione economica in particolare in Argentina e l’evoluzione dei tassi di cambio delle monete locali, nonché in Nordamerica, soprattutto a causa dei tassi di cambio.

L’EBIT è ammontato a € 3,7 milioni a fronte di € 11,3 milioni nel primo trimestre 2019. La riduzione dell’EBIT si è prodotta nel mese di marzo, per il crollo dei volumi, e recepisce un effetto negativo dei tassi di cambio per € 5,3 milioni, registrato dalle attività del gruppo in Nord e Sud America.

Il risultato netto è stato negativo per € 5,6 milioni rispetto a un utile di € 1,6 milioni nel primo trimestre 2019, dopo oneri fiscali per € 2,5 milioni, rispetto a € 3,6 milioni nell’esercizio precedente.

INDEBITAMENTO E PATRIMONIO NETTO

Il Free Cash Flow del primo trimestre 2020 è stato positivo per € 5,4 milioni rispetto a -€ 9,1 milioni nel primo trimestre 2019, grazie a un andamento decisamente più favorevole del capitale circolante.

L’indebitamento finanziario netto ante IFRS 16 al 31 marzo 2020 era pari a € 256,7 milioni, sostanzialmente stabile rispetto a € 256,2 milioni a fine 2019 e in riduzione rispetto a € 262,1 milioni a marzo 2019. Includendo l’importo di € 56,7 milioni derivante dall’applicazione dell’IFRS 16, l’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2020 ammontava a € 313,4 milioni in calo rispetto a € 318,9 milioni al 31 dicembre 2019.

Al 31 marzo 2020 il Gruppo ha linee di credito committed in eccesso rispetto all’indebitamento finanziario netto per € 298,0 milioni.

Il patrimonio netto, esclusa la quota degli azionisti terzi, ammontava a € 181,1 milioni al 31 marzo 2020 (€ 188,7 milioni al 31 dicembre 2019).

RISULTATI DELLA CAPOGRUPPO SOGEFI S.P.A.

La capogruppo Sogefi S.p.A. ha registrato una perdita netta di € 2,8 milioni nel primo trimestre 2020 (-€ 3,2 milioni nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente).

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

In un contesto di visibilità estremamente ridotta, le più recenti fonti settoriali prevedono che la produzione mondiale di automobili nel 2020 possa subire un calo tra il 20 e il 25%, in funzione di diversi scenari sugli effetti del Covid-19.

Allo stato attuale in effetti tutti gli elementi che concorrono alla formulazione di previsioni per l’esercizio restano totalmente incerti: l’evoluzione della pandemia, le risoluzioni delle autorità in materia di ripresa delle attività economiche oggi in lockdown ed infine, in seguito all’eventuale ripresa dell’attività, la reazione della domanda, in un contesto di grave recessione quale quello che potrebbe delinearsi in diverse regioni del mondo. Le circostanze evocate rendono allo stato altamente incerta qualunque previsione che la società formulasse.

Il gruppo è focalizzato nel fare tutto quanto in proprio potere per gestire la crisi: ha implementato misure per ridurre i costi e contenere al massimo gli esborsi per costi correnti ed investimenti non strettamente necessari, procede regolarmente ad assessment sulle posizioni di liquidità, tenendone informato il Consiglio di Amministrazione, rapportandosi con i propri partner finanziari, e si prepara alla ripresa, prevedendo standard di sicurezza rafforzati per il personale e flessibilità dei costi, in rapporto a volumi che  saranno per una fase penalizzati dalle circostanze.

Ciononostante, tanto il periodo di chiusura come i primi mesi di ripresa determineranno la registrazione di perdite economiche, che si rifletteranno anche su un incremento dell’indebitamento netto.

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Risultati consolidati 2019

  • Fusione CIR-COFIDE: operazione accolta positivamente dal mercato 
  • Raggiunto in data 2 dicembre 2019 accordo per la cessione a EXOR N.V. della partecipazione in GEDI (43,7%) a € 0,46 per azione, che incorpora un premio di circa 70%
  • Ricavi a € 2.114,4 milioni, in linea con il 2018 (€ 2.115,6 milioni)
  • Continua la crescita dei ricavi della controllata KOS (€ 595,2 milioni, +9,2%). Avviato lo sviluppo delle attività core all’estero con l’acquisizione di Charleston 
  • EBITDA: € 290,3 milioni 
  • EBIT: € 85,5 milioni 
  • Risultato netto escludendo la partecipata GEDI positivo per € 14,3 milioni
  • Perdita registrata sulla partecipazione GEDI pari a € 136,7 milioni, di cui € 58,6 milioni per le perdite pro quota della partecipata e € 78,1 milioni per l’adeguamento del valore di carico al prezzo pattuito per la cessione
  • Posizione finanziaria netta della capogruppo solida: € 295,7 milioni (€ 299,6 milioni nel 2018)
  • Dividendo proposto pari a € 0,02 per azione, in linea con il 2019, considerato il concambio

Milano, 9 marzo 2020 – In data 19 febbraio 2020 è divenuta efficace la fusione per incorporazione di CIR S.p.A. – Compagnie Industriali Riunite in COFIDE – Gruppo De Benedetti S.p.A.; la denominazione della Società risultante dalla fusione è CIR. 

Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi in data odierna sotto la presidenza di Rodolfo De Benedetti, ha approvato i bilanci, separati e consolidati al 31 dicembre 2019 di CIR e COFIDE, in quanto la fusione è avvenuta nel 2020, e ha analizzato i risultati pro-forma del gruppo – come se la fusione fosse già avvenuta lo scorso esercizio – presentati dall’Amministratore Delegato Monica Mondardini. L’informazione che segue si riferisce ai risultati pro-forma, dando altresì sinteticamente conto dei risultati di CIR e COFIDE ante fusione.

Il Consiglio, inoltre, ha deliberato di proporre all’Assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo pari a € 0,02 per azione.

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Nel corso dell’esercizio 2019 sono state realizzate importanti operazioni, che hanno ridisegnato la struttura e il perimetro del gruppo.

È stata avviata la fusione tra CIR e la sua controllante COFIDE, approvata dai rispettivi Consigli di Amministrazione in data 11 marzo 2019 e divenuta efficace in data 19 febbraio 2020. La fusione ha permesso di accorciare e semplificare la catena di controllo, di ridurre costi improduttivi e di rendere il titolo più liquido, grazie al maggiore flottante. Il mercato ha reagito positivamente. 

È stato concluso l’accordo con EXOR N.V. per la cessione della partecipazione di CIR in GEDI Gruppo Editoriale. La vendita di GEDI, gruppo di cui CIR deteneva il controllo da più di trent’anni, si inquadra nella strategia di CIR di focalizzare il proprio impegno manageriale e le proprie risorse verso i settori in cui è presente, con maggiore potenziale di creazione di valore. Il trasferimento del controllo alla holding EXOR garantisce a GEDI, che opera in un mercato altamente sfidante, di poter contare su un azionista forte, con esperienza nel settore e con un progetto di lungo termine. L’accordo prevede un prezzo per azione, che incorpora un premio di circa il 70% rispetto ai valori di borsa antecedenti l’annuncio: il mercato ha reagito positivamente all’operazione premiando CIR. Ciò nondimeno, CIR ha registrato una significativa perdita in quanto il prezzo di cessione è stato inferiore al valore di carico.

È stato fatto il primo passo per l’espansione all’estero delle attività core della controllata KOS tramite l’acquisizione dell’azienda tedesca Charleston, che opera nel settore delle residenze sanitarie assistenziali con 47 strutture per un totale di 4.050 posti letto e prevede un fatturato 2020 di € 175 milioni. Charleston rappresenta per KOS un incremento di dimensione del 30% e l’avvio di un percorso di crescita internazionale che si aggiunge all’intensa attività di consolidamento in Italia.

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Il bilancio 2019, come già ampiamente commentato nei resoconti intermedi di gestione, è stato formulato applicando il nuovo principio contabile IFRS 16 che ha determinato variazioni su tutti i principali indicatori economici, l’EBITDA in particolare, e la rilevazione quale debito del valore attuale dei futuri canoni di affitto.

Inoltre, in seguito all’operazione annunciata in data 2 dicembre 2019, la partecipazione in GEDI è stata classificata, secondo il principio IFRS 5, quale “attività destinata alla dismissione”. 

I risultati consolidati 2019 hanno risentito della perdita derivante dal risultato netto pro forma dell’esercizio 2019 di GEDI, gravato da svalutazioni di avviamenti e valori delle testate (la Repubblica e La Stampa), e dell’adeguamento del valore di carico al prezzo pattuito per la cessione.

I dati economici di seguito presentati, relativi al bilancio consolidato 2019, in applicazione del principio IFRS 5, non includono GEDI, con la eccezione del risultato netto e del patrimonio netto.

Risultati consolidati

Il gruppo ha registrato ricavi consolidati pari a € 2.114,4 milioni, sostanzialmente stabili rispetto al 2018, con KOS in crescita del 9,2% e Sogefi in flessione del 3,3%.

Il margine operativo lordo (EBITDA) consolidato è ammontato a € 290,3 milioni (13,7% dei ricavi); ante applicazione del principio IFRS 16, l’EBITDA risulterebbe pari a € 238,6 milioni, in riduzione del 7,4% rispetto al valore del 2018 (€ 257,7 milioni), a causa dell’andamento non favorevole del mercato automotive, in cui opera Sogefi, e dei significativi oneri non ricorrenti sostenuti per la realizzazione di operazioni straordinarie, in particolare l’acquisizione di Charleston da parte di KOS e la fusione CIR-COFIDE.

Il risultato operativo (EBIT) consolidato è stato pari a € 85,5 milioni (4% dei ricavi), rispetto a € 109,6 milioni nel 2018 e la diminuzione è dovuta ai fattori già sopra menzionati. 

Il risultato netto prima degli effetti relativi a GEDI è stato positivo per € 14,3 milioni (€ 22,6 milioni escludendo elementi non ricorrenti e cambi di principi contabili, in linea con € 21,8 milioni, valore comparabile per l’esercizio 2018); includendo GEDI, il gruppo ha registrato una perdita di € 122,4 milioni.

Il portafoglio di investimenti finanziari della capogruppo e delle controllate non industriali ha registrato un rendimento del 4,5% (esclusi private equity e altre partecipazioni), leggermente superiore ai benchmark di mercato in tutte le categorie di assets.

L’indebitamento finanziario netto consolidato al 31 dicembre 2019, ante IFRS 16, ammontava a € 327,6 milioni, in aumento di € 107,8 milioni rispetto al 31 dicembre 2018 (€ 219,8 milioni). A fronte di un free cash flow consolidato pari a circa € 66 milioni, KOS ha realizzato investimenti in acquisizioni e greenfield per € 117,7 milioni, Sogefi ha realizzato investimenti in nuovi plants per € 10,5 milioni, sono stati distribuiti dividendi per complessivi € 40,9 milioni e sono state acquistate azioni proprie per € 4,7 milioni. 

I debiti finanziari per diritti d’uso ex IFRS 16 al 31 dicembre 2019 ammontavano complessivamente a € 800,1 milioni e pertanto l’indebitamento finanziario netto consolidato complessivo ammontava a € 1.127,7 milioni. I debiti ex IFRS16 riguardano principalmente la controllata KOS (€ 737,3 milioni), che opera avvalendosi di immobili prevalentemente in locazione (da notare che Charleston opera esclusivamente in locazione).

Il patrimonio netto di gruppo al 31 dicembre 2019 era pari a € 770,7 milioni rispetto a € 923,3 milioni al 31 dicembre 2018 e la riduzione è riconducibile alla perdita registrata su GEDI, alla distribuzione di dividendi e all’acquisto di azioni proprie.

Al 31 dicembre 2019 il gruppo impiegava 18.648 dipendenti rispetto a 14.006 al 31 dicembre 2018. L’incremento è dovuto all’acquisizione di Charleston che impiega 3.981 persone.

Sanità

KOS, controllata da CIR (59,5%) e partecipata da F2i Healthcare, è il principale operatore italiano nel settore della sanità socio-assistenziale (long-term care). Il gruppo gestisce 135 strutture, prevalentemente nel centro e nel nord Italia ed in Germania, per un totale di 12.464 posti letto, ed è attivo, oltre che in Italia, anche in India e nel Regno Unito nel settore della diagnostica e cure oncologiche. 

Nel 2019 i ricavi consolidati di KOS sono aumentati del 9,2% a € 595,2 milioni. L’area Long Term Care ha registrato un incremento dei ricavi del 9,5%, grazie alla crescita organica e al contributo delle acquisizioni effettuate nel 2018 e nel 2019; anche l’area Diagnostica e cure oncologiche è cresciuta significativamente (+11,7%), grazie all’evoluzione del portafoglio di contratti. 

L’EBITDA consolidato è stato pari a € 141,3 milioni (€ 102,0 milioni escluso l’effetto derivante dal principio IFRS16, in linea con l’importo registrato nel precedente esercizio). I benefici derivanti dalle nuove acquisizioni, in particolare da Charleston, emergeranno già a partire dal 2020 e andranno a regime nel corso del prossimo triennio. 

L’EBIT consolidato è stato di € 67,7 milioni, leggermente superiore a quello registrato nel 2018 (€ 66,3 milioni).

L’utile netto consolidato è ammontato a € 30,3 milioni, in flessione rispetto a € 35,2 milioni registrati nel 2018, a causa dei maggiori oneri finanziari (€ 1,9 milioni), dell’impatto negativo del principio IFRS16 (€ 2,5 milioni) e degli oneri straordinari sostenuti per le acquisizioni.

Al 31 dicembre 2019 il gruppo KOS presentava un indebitamento finanziario netto ante IFRS16 di € 368,0 milioni rispetto a € 259,4 milioni al 31 dicembre 2018; il cash flow è stato positivo per circa € 44 milioni, sono state realizzate acquisizioni per € 99 milioni e sviluppi greenfield per € 18,7 milioni; infine sono stati distribuiti dividendi per € 35,9 milioni.

Al 31 dicembre 2019 il patrimonio netto consolidato ammontava a € 292,2 milioni, rispetto a € 297,7 milioni al 31 dicembre 2018.

Nel corso del 2019 è proseguito il percorso di crescita di KOS nel long-term care con l’acquisizione di Charleston Holding GmbH, società tedesca attiva nella fornitura di servizi residenziali per anziani non autosufficienti e di servizi ancillari per pazienti anziani e con elevata disabilità, Villa Pineta S.r.l., ospedale privato a Modena, Casa Serena S.r.l., residenza protetta con sede a Carasco (GE). KOS ha inoltre acquisito SELEMAR S.r.l., che gestisce un laboratorio analisi a Urbino, e Laboratorio Gamma S.r.l. con sede a Grosseto.

Componentistica per autoveicoli

Sogefi è uno dei principali produttori mondiali nei settori delle sospensioni, della filtrazione e dell’aria e raffreddamento per autoveicoli con 41 stabilimenti in quattro continenti. La società è controllata da CIR (56,7%) ed è quotata in Borsa. 

Nel 2019 Sogefi ha registrato ricavi pari a € 1.519,2 milioni, in calo del 3,3% rispetto al 2018. La flessione è stata complessivamente più contenuta di quella registrata dal mercato (-5,8%) grazie al migliore andamento del fatturato in Europa. Per settore di attività, rispetto all’andamento del mercato, Filtrazione ha registrato in controtendenza una crescita dell’1,7%, Aria e Raffreddamento ha presentato una flessione più contenuta (-1,7%), mentre Sospensioni ha registrato un calo del 5,6%, in linea con il mercato.

L’EBITDA è ammontato a € 174,3 milioni (di cui € 12,4 milioni per l’applicazione del principio IFRS 16), e la redditività (EBITDA / Ricavi %), nonostante il calo dei volumi, è stata pari        all’11,5%, valore in linea con quello dell’esercizio precedente a criteri contabili costanti ed escludendo nel 2018 il provento non ricorrente di € 6,6 milioni derivante dalla chiusura dei claims qualità di Systèmes Moteurs S.A.S.. 

L’EBIT è stato pari a € 39,6 milioni (€ 43 milioni escludendo i write-off di alcuni progetti) a fronte di € 60,1 milioni nel 2018 (€ 53,5 milioni senza considerare il già citato provento non ricorrente di € 6,6 milioni). Il risultato operativo ha mostrato una buona crescita in Europa grazie alle azioni intraprese nel periodo, mentre hanno inciso negativamente fattori congiunturali che hanno interessato le attività nordamericane del gruppo, l’andamento sfavorevole del mercato cinese e sudamericano e i costi di avviamento dei nuovi plants in Marocco (Filtrazione) e Romania (Sospensioni).   

L’utile netto è ammontato a € 3,2 milioni rispetto a € 14,0 milioni nel 2018.   

L’indebitamento finanziario netto ante IFRS 16 al 31 dicembre 2019 era pari a € 256,2 milioni, in leggero calo rispetto a € 260,5 milioni a fine 2018. Includendo l’importo di € 62,7 milioni derivante dall’applicazione dell’IFRS 16, l’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2019 ammontava a € 318,9 milioni.

Al 31 dicembre 2019 il patrimonio netto consolidato ammontava a € 207,8 milioni (€ 213,8 milioni al 31 dicembre 2018).

Attività destinata alla dismissione

Nel 2019 GEDI ha conseguito ricavi consolidati per € 603,5 milioni, in calo del 7% rispetto al 2018, a causa della contrazione del mercato pubblicitario e della perdurante flessione delle copie vendute di quotidiani e periodici. 

Il risultato operativo rettificato, ante oneri non ricorrenti e IFRS16, è stato pari a € 26,9 milioni, a fronte di € 33,1 milioni nel 2018. 

Nel 2019 sono state registrate significative svalutazioni sui valori di carico delle testate, in un quadro di mercato deterioratosi al di là delle previsioni. In particolare, GEDI ha svalutato il valore delle testate la Repubblica e La Stampa per un importo di € 105,6 milioni al netto delle imposte differite iscritte a bilancio su tali assets. Inoltre, è stata ceduta la partecipazione detenuta in Persidera, registrando una minusvalenza pari ad € 16,5 milioni. Infine, è stato costituito un fondo per ristrutturazioni aziendali per € 25,1 milioni. GEDI ha pertanto registrato una perdita netta di € 129,0 milioni.

Investimenti non-core

Gli investimenti non-core del gruppo ammontavano a € 74,5 milioni al 31 dicembre 2019 (€ 86,0 milioni al 31 dicembre 2018).

Si componevano di un portafoglio diversificato di fondi nel settore del private equity, il cui fair value al 31 dicembre 2019 era pari a € 56,6 milioni, e di un portafoglio diversificato di partecipazioni minoritarie dirette del valore di € 17,9 milioni al 31 dicembre 2019.

Prevedibile evoluzione della gestione

L’evoluzione dei risultati del gruppo dipenderà da quella dei settori in cui operano le sue partecipazioni strategiche, oltre che dall’andamento dei mercati finanziari, cui sono legati i rendimenti dell’attivo finanziario gestito dalle società non industriali del gruppo.

Per il 2020, KOS prevede un incremento dei ricavi dell’ordine del 30%, grazie alla crescita delle attività italiane (intorno al 5%) e al consolidamento di Charleston sull’intero esercizio; la redditività degli investimenti più recenti andrà a regime nell’arco dei prossimi 3-5 anni.

Nel settore automotive l’incertezza sulle prospettive di mercato risulta oggi accentuata dall’imprevedibilità dell’evoluzione del fenomeno Covid-19 e dei suoi effetti sull’economia mondiale e sul commercio internazionale. Il gruppo ha un’esposizione diretta al mercato cinese ridotta (la Cina rappresenta il 5% del fatturato), ma indubbiamente sussiste il rischio dell’impatto globale del Coronavirus su un mercato già in situazione di debolezza. Ante fenomeno Coronavirus, i cui effetti non sono allo stato prevedibili, sulla base del proprio portafoglio contratti e delle previsioni sull’evoluzione del mercato, Sogefi ha previsto un fatturato in linea con quello del 2019, dato confermato nel primo bimestre del 2020, la tenuta della redditività in Europa e il miglioramento della redditività in Nordamerica, grazie ai nuovi contratti acquisiti dalla business unit Aria e Raffreddamento.

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Risultati del gruppo CIR 

Nel 2019 gruppo CIR ha registrato ricavi consolidati pari a € 2.114,4 milioni, sostanzialmente stabili rispetto al 2018, con KOS in crescita del 9,2% e Sogefi in flessione del 3,3%.

Il margine operativo lordo (EBITDA) consolidato è ammontato a € 292,6 milioni (13,8% dei ricavi); ante applicazione del principio IFRS 16, l’EBITDA 2019 risulterebbe pari a € 240,9 milioni, in riduzione del 7% rispetto al valore del 2018 (€ 259,0 milioni), a causa dell’andamento non favorevole del mercato automotive, in cui opera Sogefi, e dei significativi oneri non ricorrenti sostenuti per la realizzazione di operazioni straordinarie, in particolare l’acquisizione di Charleston da parte di KOS e la fusione CIR-COFIDE.

Il risultato operativo (EBIT) consolidato è stato pari a € 87,8 milioni (4,1% dei ricavi), rispetto a € 111,0 milioni nel 2018 e la diminuzione è dovuta ai fattori già sopra menzionati.

Il risultato netto prima degli effetti relativi a GEDI è stato positivo per € 15,0 milioni; includendo GEDI, il gruppo ha registrato una perdita di € 121,7 milioni.

Risultati del gruppo COFIDE 

Il gruppo ha registrato ricavi consolidati pari a € 2.114,4 milioni, sostanzialmente stabili rispetto al 2018, con KOS in crescita del +9,2% e Sogefi in flessione del 3,3%.

Il margine operativo lordo (EBITDA) consolidato è ammontato a € 290,3 milioni (13,7% dei ricavi); ante applicazione del principio IFRS16, l’EBITDA 2019 risulterebbe pari a € 238,6 milioni, in riduzione del 7,4% rispetto al valore del 2018 (€ 257,7 milioni), a causa dell’andamento non favorevole del mercato automotive, in cui opera Sogefi, e dei significativi oneri non ricorrenti sostenuti per la realizzazione di operazioni straordinarie, in particolare l’acquisizione di Charleston da parte di KOS e la fusione CIR-COFIDE.

Il risultato operativo (EBIT) consolidato è stato pari a € 85,5 milioni (4% dei ricavi), rispetto a € 109,6 milioni nel 2018 e la diminuzione è dovuta ai fattori già sopra menzionati.

Il risultato netto prima degli effetti relativi a GEDI è stato positivo per € 7,8 milioni; includendo GEDI, il gruppo ha registrato una perdita di € 69,8 milioni.

La capogruppo COFIDE S.p.A. ha chiuso il 2019 con un utile netto di € 13,4 milioni rispetto a un utile netto di € 11,1 milioni nel 2018. 

Proposta di dividendo

Il Consiglio di Amministrazione ha deciso di proporre all’Assemblea degli azionisti un dividendo unitario di € 0,02. Il valore per azione è allineato al livello della remunerazione 2018 degli azionisti ex CIR. Il dividendo sarà messo in pagamento il 20 maggio 2020 con stacco della cedola n. 35 in data 18 maggio e record date 19 maggio. 

Assemblea degli azionisti

L’Assemblea degli azionisti è convocata in unica convocazione per il prossimo 24 aprile. Il Consiglio nella riunione odierna ha deliberato:

  • di proporre all’Assemblea degli azionisti la revoca e il rinnovo della delega al Consiglio di Amministrazione stesso per un periodo di 18 mesi per l’acquisto di massimo 200.000.000 di azioni proprie e comunque fino a concorrenza del 20% del capitale sociale a un prezzo unitario che non dovrà essere superiore al 10% e non inferiore al 10% rispetto al prezzo di riferimento registrato dalle azioni nella seduta del mercato regolamentato precedente ogni singola operazione di acquisto o la data in cui viene fissato il prezzo e comunque, ove gli acquisti siano effettuati sul mercato regolamentato, per un corrispettivo non superiore al prezzo più elevato tra il prezzo dell’ultima operazione indipendente e il prezzo dell’offerta d’acquisto indipendente corrente più elevata sul medesimo mercato, in conformità a quanto previsto dal Regolamento Delegato UE n. 2016/1052. Le motivazioni principali per cui viene rinnovata l’autorizzazione sono: adempiere agli obblighi derivanti da eventuali programmi di opzioni su azioni o altre assegnazioni di azioni della società ai dipendenti o ai membri degli organi di amministrazione di CIR o di società da questa controllate e controllante; adempiere alle obbligazioni eventualmente derivanti da strumenti di debito convertibili o scambiabili con strumenti azionari; disporre di un portafoglio azioni proprie da utilizzare come corrispettivo in eventuali operazioni straordinarie, anche di scambio di partecipazioni, con altri soggetti nell’ambito di operazioni di interesse della società (c.d. “magazzino titoli”); svolgere attività di sostegno della liquidità del titolo sul mercato; cogliere opportunità di creazione di valore, nonché di efficiente impiego della liquidità, in relazione all’andamento del mercato; per ogni altra finalità che le competenti Autorità dovessero qualificare come prassi di mercato ammesse ai sensi della applicabile disciplina europea e domestica, e con le modalità ivi stabilite; 
  • di proporre all’approvazione dell’Assemblea degli azionisti un piano di stock grant per il 2020 destinato ad amministratori e/o dirigenti della società e di società controllate per un massimo di n. 4.500.000 diritti condizionati, ciascuno dei quali attribuirà ai beneficiari il diritto di ricevere in assegnazione a titolo gratuito n. 1 azione CIR. Le azioni assegnate verranno messe a disposizione utilizzando azioni proprie della società;
  • di proporre il rinnovo del Consiglio di Amministrazione, come previsto dall’accordo di fusione;
  • di proporre il rinnovo del Collegio sindacale in scadenza con l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2019;
  • di proporre, in sede straordinaria, la revoca e il rinnovo  delle deleghe al Consiglio di Amministrazione per aumenti di capitale fino a un importo massimo di € 500 milioni, per aumenti di capitale sociale a favore di amministratori e dipendenti della società e di controllate, per un importo massimo di € 11 milioni, e per emettere, anche con esclusione del diritto di opzione, e in tal caso a favore di investitori istituzionali, obbligazioni convertibili o con warrant.

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Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Giuseppe Gianoglio dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

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Indicatori alternativi di performance

Di seguito viene riportato il significato e il contenuto degli “indicatori alternativi di performance”, non previsti dai principi contabili IFRS, utilizzati nel presente comunicato al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economico-finanziaria del gruppo. 

– EBITDA (margine operativo lordo): indicatore della performance operativa calcolato sommando al “risultato operativo” gli “ammortamenti e svalutazioni”; 
– Indebitamento finanziario netto consolidato: indicatore della struttura finanziaria del gruppo; corrisponde alla somma algebrica di crediti finanziari, titoli, altre attività finanziarie e disponibilità liquide e mezzi equivalenti delle attività correnti, di prestiti obbligazionari, altri debiti finanziari e debiti finanziari per diritti d’uso delle passività non correnti, di debiti verso banche, prestiti obbligazionari, altri debiti finanziari e debiti finanziari per diritti d’uso delle passività correnti.

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Sogefi: ricavi 2019 € 1.519,2m, -2,2% a cambi costanti (mercato -5,8%)

SOGEFI (GRUPPO CIR): RICAVI 2019 € 1.519,2M, -2,2% A CAMBI COSTANTI (MERCATO -5,8%)

EBITDA a € 174,3 milioni, 11,5% del fatturato

Redditività in linea con il 2018 e in miglioramento nel corso del 2019 

EBIT a € 39,6 milioni dopo significativi costi di avviamento di nuovi siti produttivi e svalutazioni di attivi

Milano, 24 febbraio 2020 – Il Consiglio di Amministrazione di Sogefi S.p.A., riunitosi oggi sotto la presidenza di Monica Mondardini, ha approvato il progetto di bilancio dell’esercizio 2019. Sogefi, società del Gruppo CIR, è uno dei principali produttori globali di componenti per autoveicoli in tre settori: Aria e Raffreddamento, Filtrazione e Sospensioni.

Mauro Fenzi, amministratore delegato di Sogefi, ha dichiarato:

“Sogefi è riuscita in un anno difficile a fare meglio del mercato e a mantenere sostanzialmente stabile la marginalità che, in particolare, ha mostrato un miglioramento nel quarto trimestre e in Europa nell’intero anno. Il team manageriale e i dipendenti di una società di grande tradizione come Sogefi, che vanta un rapporto consolidato con i propri clienti, continueranno ad impegnarsi per affrontare le sfide di un mercato in profonda evoluzione”.

Ricavi

Nel 2019, il mercato automobilistico mondiale ha registrato un calo della produzione del 5,8% rispetto al 2018: -4,7% in Europa, -3,9% in Nord America, -8,9% in Asia e -4% in Sud America. Nel quarto trimestre, la flessione è stata del 5,4%, con l’Europa e NAFTA molto deboli (-6,3% e -8,9%, rispettivamente).

Sogefi ha registrato ricavi pari a € 1.519,2 milioni, in flessione rispetto al 2018 del 3,3% a cambi storici e del 2,2% a cambi costanti.

Il fatturato a cambi costanti è sceso del 1,7% in Europa, del 6,3% in Nord America e dell’8,2% in Asia, mentre in Sud America è cresciuto dell’8,1%. La flessione è complessivamente più contenuta di quella registrata dal mercato (-5,8%) grazie all’andamento del fatturato in Europa che ha tenuto rispetto al mercato (-1,7%, rispetto al -4,7% del mercato).

Anche nell’ultimo trimestre dell’anno Sogefi ha confermato un andamento delle vendite migliore dell’evoluzione del mercato (-3,5% a cambi correnti e 2,2% a cambi costanti, a fronte del -5,4% del mercato), con l’Europa a -1,8% e crescite in Cina e India.

Per settore di attività, Filtrazione, con una crescita del 2,7% (+1,7% a cambi correnti) è in controtendenza rispetto al mercato, Aria e Raffreddamento ha registrato una flessione più contenuta del mercato (-3,5% a cambi costanti e -1,7% a cambi correnti) mentre il fatturato delle Sospensioni ha registrato un calo del 5,6% (-8,8% a cambi correnti).

Risultati operativi e utile netto

L’EBITDA del 2019 è ammontato a € 174,3 milioni (di cui € 12,4 milioni derivanti dall’applicazione del principio IFRS 16), e la redditività (EBITDA / Ricavi %), nonostante il calo dei volumi, è stata pari al 11,5%, valore in linea con quello dell’esercizio precedente a criteri contabili costanti ed escludendo nel 2018 il provento non ricorrente di € 6,6 milioni derivante dalla chiusura dei claims qualità di Systèmes Moteurs S.A.S..

Nel quarto trimestre, la redditività (11,8%) è in linea con quella del terzo trimestre dell’esercizio e conferma la ripresa nel corso dell’anno (10,6% e 11,6% nel primo e secondo trimestre, rispettivamente). Inoltre, la redditività nel quarto trimestre si colloca al di sopra del valore registrato nel quarto trimestre del 2018, 9,7% a parità di criteri contabili.

L’EBIT è stato pari a € 39,6 milioni a fronte di € 60,1 milioni nel 2018 (€ 53,5 milioni senza considerare il già citato provento non ricorrente di € 6,6 milioni); la redditività (EBIT / Ricavi %) è risultata del 2,6%, rispetto al 3,4% del 2018. La riduzione dell’EBIT è dovuta in parte alla diminuzione dell’EBITDA in valore assoluto, legata al calo del fatturato, in parte ai costi di avviamento degli stabilimenti in Marocco e Romania ed infine a write-off di attività per € 10,7 milioni.

Il risultato operativo ha mostrato una buona crescita in Europa grazie alle azioni intraprese nel periodo, mentre hanno inciso negativamente i fattori congiunturali che hanno interessato le attività nordamericane del gruppo, nonché l’andamento sfavorevole del mercato cinese e sudamericano.

L’utile prima delle imposte è ammontato a € 15,9 milioni (€ 36,2 milioni nel 2018) dopo oneri finanziari di € 23,7 milioni (€ 19,5 milioni, ante applicazione IFRS 16), rispetto a € 23,9 milioni nel 2018. 

L’utile netto è ammontato a € 3,2 milioni rispetto a € 14,0 milioni nel 2018, dopo oneri fiscali per € 13,7 milioni, rispetto a € 20,0 milioni nell’esercizio precedente. L’incremento dell’incidenza dell’imposte riflette la composizione del risultato, con territori in significativo utile ed altri in cui, a fronte di perdite legate all’avvio dell’attività o a perduranti criticità di mercato, si è ritenuto di non registrare imposte differite attive. Il risultato netto include un utile di € 4,0 milioni derivante dalla cessione dello stabilimento di Fraize (riportato nella voce “Attività operativa cessata”), che si confronta con un utile di € 1,1 milioni della stessa attività nel 2018.

Indebitamento netto

Il Free Cash Flow del 2019 è stato positivo per € 8,4 milioni rispetto a € 2,9 milioni nel 2018, che includeva l’esborso per l’acquisto delle minoranze della filiale indiana (€ 16,7 milioni). 

L’indebitamento finanziario netto ante IFRS 16 al 31 dicembre 2019 era pari a € 256,2 milioni, in leggero calo rispetto a € 260,5 milioni a fine 2018. Includendo l’importo di € 62,7 milioni derivante dall’applicazione dell’IFRS 16, l’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2019 ammontava a € 318,9 milioni.

Patrimonio netto

Al 31 dicembre 2019 il patrimonio netto, esclusa la quota di azionisti terzi, ammontava

€ 188,7 milioni (€ 192,9 milioni al 31 dicembre 2018).

Dipendenti

dipendenti del Gruppo Sogefi al 31 dicembre 2019 erano 6.818 rispetto a 6.967 al 31 dicembre 2018. La riduzione è dovuta, oltre che al calo dell’attività, alla cessione nel 2019 dello stabilimento di Fraize (127 dipendenti al 31 dicembre 2018).

Risultati della capogruppo Sogefi S.p.A.

La Società capogruppo Sogefi S.p.A. ha registrato nel corso del 2019 un utile netto di € 7,7 milioni rispetto alla perdita netta di € 13,7 milioni del corrispondente periodo dell’anno precedente. L’incremento è stato determinato principalmente dal maggior flusso di dividendi distribuito dalle società controllate e da minori oneri finanziari.

Evoluzione prevedibile della gestione

Le fonti settoriali prevedono la produzione mondiale di automobili nel 2020 in lieve flessione a livello globale con l’Europa a -1,4%; per il primo trimestre 2020 l’andamento dovrebbe essere significativamente in calo, principalmente in Cina, con un recupero nei trimestri successivi. Ciò premesso, è opportuno sottolineare che le prospettive del mercato restano altamente incerte e la visibilità ridotta.

Tenuto conto del proprio portafoglio di contratti, Sogefi prevede un andamento del fatturato sostanzialmente in linea con il 2019 e leggermente superiore al mercato.

Si prevede una tenuta della redditività in Europa, grazie alle misure adottate principalmente nel business Sospensioni, e un miglioramento della redditività in Nord America, grazie ai nuovi contratti acquisiti dal business Aria e Raffreddamento.

L’anno in corso sarà chiave per le attività di sviluppo del nuovo stabilimento Sospensioni in Romania che contribuirà al rafforzamento del business in EMEA dal 2022 in avanti.

Tali previsioni non incorporano gli effetti del Coronavirus; tenuto conto dell’esposizione relativamente contenuta di Sogefi al mercato cinese, il rischio principale è costituito dall’impatto sull’economia mondiale e sulla produzione di auto nel mondo. 

Proposta di dividendo

Il Consiglio di Amministrazione proporrà all’Assemblea degli Azionisti di non distribuire dividendi.

Assemblea degli Azionisti

L’Assemblea degli Azionisti di Sogefi è convocata in prima convocazione per il 20 aprile 2020 e in seconda convocazione per il 21 aprile 2020.

Il Consiglio di Amministrazione, in particolare, ha deliberato di proporre all’Assemblea degli Azionisti:

  • la revoca e il rinnovo della delega al Consiglio di Amministrazione stesso, tenuto conto della vigente normativa legislativa e regolamentare, della Delibera Consob 3 aprile 2019 n. 20876 e delle Linee Guida Consob del luglio 2019, per un periodo di 18 mesi per l’acquisto di massimo 10 milioni di azioni proprie (comprese n. 2.212.478  azioni  proprie  ad  oggi  detenute,  corrispondenti  al 1,8419%  del capitale sociale) a un prezzo unitario che non dovrà essere superiore al 10% e inferiore al 10% rispetto al prezzo di riferimento registrato dalle azioni nella seduta del mercato regolamentato precedente ogni singola operazione di acquisto o la data in cui viene fissato il prezzo e comunque, ove gli acquisti siano effettuati sul mercato regolamentato, per un corrispettivo non superiore al prezzo  più  elevato  tra  il  prezzo  dell’ultima  operazione  indipendente  e  il  prezzo  dell’offerta d’acquisto  indipendente  corrente  più  elevata  sul  medesimo  mercato,  in  conformità  a  quanto previsto dal Regolamento Delegato UE n. 2016/1052. Le motivazioni principali per cui viene rinnovata l’autorizzazione sono: adempiere agli obblighi derivanti da eventuali programmi di opzioni su azioni o altre assegnazioni di azioni della Società ai dipendenti  o ai membri degli organi di amministrazione di Sogefi o di società a questa collegate; adempiere alle obbligazioni eventualmente derivanti da strumenti di debito convertibili  o  scambiabili  con  strumenti  azionari;  disporre  di  un  portafoglio  azioni  proprie  da utilizzare  come corrispettivo  in  eventuali  operazioni  straordinarie,  anche  di  scambio  di partecipazioni, con altri soggetti nell’ambito di operazioni di interesse della società (c.d. “magazzino titoli”); svolgere attività di sostegno della liquidità del titolo sul mercato; cogliere opportunità di creazione di valore, nonché di efficiente impiego della liquidità, in relazione all’andamento del mercato; per ogni altra finalità che le competenti Autorità dovessero qualificare come prassi di mercato ammesse ai sensi della applicabile disciplina europea e domestica, e con le modalità ivi stabilite;
  • l’approvazione di un piano di stock grant per il 2020 destinato a dipendenti della Società e di società controllate per un massimo di n. 1.000.000 diritti condizionati, ciascuno dei quali attribuirà ai beneficiari il diritto di ricevere in assegnazione a titolo gratuito n. 1 azione Sogefi. Le azioni assegnate verranno messe a disposizione utilizzando azioni proprie detenute dalla Società. Il Piano ha l’obiettivo di fidelizzare il rapporto tra i beneficiari e le società del Gruppo fornendo un incentivo volto ad accrescerne l’impegno per il miglioramento delle performance aziendali.

L’Assemblea degli Azionisti sarà inoltre chiamata a deliberare in merito alla nomina di un Amministratore che si propone di confermare nella persona dell’Ing. Mauro Fenzi (Amministratore Delegato e Direttore Generale della Società), cooptato dal Consiglio, ai sensi dell’art. 2386 del Codice Civile, in data 9 dicembre 2019.

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