CIR: risultati primo trimestre 2020

  • Dopo il primo bimestre in crescita risultati trimestrali penalizzati dalla sospensione delle attività produttive di Sogefi nel corso del mese di marzo, dai maggiori costi sostenuti da KOS per rispondere all’emergenza sanitaria e dalla turbolenza dei mercati finanziari, per la pandemia Covid-19 
  • Ricavi stabili a € 531,5 milioni (€ 530,2 milioni nel 1Q 2019), grazie all’ampliamento del perimetro nel 2019 con l’acquisizione in Germania nel settore della sanità 
  • EBITDA: € 66,2 milioni (€ 69,5 milioni nel 1Q 2019) 
  • EBIT: € 12 milioni (€ 23,6 milioni nel 1Q 2019) 
  • Risultato netto: -€ 12,1 milioni
  • Posizione finanziaria netta della capogruppo molto solida: € 280,7 milioni (circa € 380 milioni previsti per fine aprile)

Milano, 24 aprile 2020 – Il Consiglio di Amministrazione di CIR S.p.A. – Compagnie Industriali Riunite, riunitosi oggi sotto la presidenza di Rodolfo De Benedetti, ha approvato l’informativa finanziaria al 31 marzo 2020 presentata dall’amministratore delegato Monica Mondardini. 

Impatti Covid-19 sul gruppo 

All’inizio di gennaio 2020, l’OMS divulgava la notizia della diffusione del coronavirus in Cina, in particolare nel distretto di Wuhan, e il 30 gennaio dichiarava l’emergenza sanitaria a livello internazionale. Nel corso del mese di febbraio veniva registrata la diffusione del virus in Europa e in America e nel corso del mese di marzo si è prodotta una situazione di sostanziale lockdown. L’Italia è stato il primo paese europeo ad essere investito dalla pandemia, a tutt’oggi uno dei più colpiti, ed ha adottato le misure più restrittive per contenere la diffusione del virus. Tali misure stanno determinando un tendenziale contenimento del fenomeno, ma modalità e tempi della ripresa della vita sociale e delle attività economiche restano incerti e si attende l’inizio di maggio per avere indicazioni sulla possibile evoluzione; anche nei restanti paesi in cui opera il gruppo, la prospettiva di ripresa è ancora incerta.

In tale contesto le società del gruppo CIR hanno immediatamente adottato misure volte alla protezione della salute dei propri dipendenti, in ottemperanza alle disposizioni emanate dai governi dei diversi paesi in cui operano, e hanno avviato tutte le attività necessarie e opportune per gestire la crisi Covid-19 e proteggere la loro sostenibilità.

L’impatto della crisi sulle attività del gruppo è stato e resta significativo: KOS, le cui attività sono tutte operative con l’eccezione di quelle ambulatoriali, ha operato in condizioni del tutto straordinarie, confrontandosi con le conseguenze della particolare esposizione al virus dei soggetti cui sono destinati i suoi servizi; Sogefi, come l’intero settore automotive, ha dovuto sospendere l’attività produttiva, dapprima in Cina (oggi in ripresa) e poi, nel corso della seconda metà del mese di marzo, in tutte le regioni del mondo in cui è presente; infine le turbolenze sui mercati finanziari hanno determinato la registrazione di rettifiche sui valori degli investimenti finanziari gestiti dalla holding CIR e dalle controllate non operative, malgrado il profilo prudente del portafoglio.

Risultati consolidati

Nel primo trimestre del 2020, il gruppo CIR ha registrato ricavi consolidati pari a € 531,5 milioni, stabili rispetto a € 530,2 milioni nel corrispondente periodo del 2019. Nel trimestre KOS ha incrementato i ricavi, grazie all’acquisizione di Charleston in Germania realizzata nel 2019, mentre Sogefi ha registrato una flessione dei ricavi, a causa della sospensione pressoché totale delle attività produttive intervenuta nel corso della seconda metà del mese di marzo. 

Il margine operativo lordo (EBITDA) consolidato è ammontato a € 66,2 milioni (12,5% dei ricavi), in calo del 5% rispetto a € 69,5 milioni (13,1% dei ricavi) nei primi tre mesi del 2019. Il margine operativo lordo dei primi due mesi mostrava un miglioramento della redditività per Sogefi e una sostanziale tenuta per le attività italiane di KOS, mentre nel mese di marzo, per via della sospensione delle attività di Sogefi e degli impatti dell’emergenza sanitaria sul gruppo KOS, l’EBITDA è sceso. 

Il risultato operativo (EBIT) consolidato è stato pari a € 12,0 milioni (2,3% dei ricavi), rispetto a € 23,7 milioni nel primo trimestre 2019; la riduzione riflette l’evoluzione dell’EBITDA e i maggiori ammortamenti di KOS a seguito dell’incorporazione di Charleston. 

Il risultato della gestione finanziaria ha risentito del ribasso generalizzato dei mercati, dando luogo ad un rendimento negativo del portafoglio della holding pari a € 7,5 milioni, a fronte di un risultato positivo per € 3,7 milioni nel primo trimestre 2019. 

Dalla seconda parte del mese di febbraio i mercati finanziari sono stati caratterizzati da forti ribassi, sia nel settore azionario (da inizio anno al 31 marzo l’indice S&P 500 ha perso il 20% e l’indice Eurostoxx 50 il 26%), che nel settore obbligazionario (con rendimenti negativi tra il -5% e il -15% nelle diverse asset class). La perdita di € 7,5 milioni sul portafoglio di investimenti finanziari della capogruppo CIR e delle controllate non industriali è dovuta principalmente all’adeguamento a fair value delle posizioni detenute nei comparti Equity, Hedge Fund ed obbligazionario High Yield; la consistenza media del portafoglio è stata di € 383 milioni, con una performance negativa nel trimestre dell’1,9%, che conferma le sue caratteristiche di volatilità ridotta rispetto ai mercati.

Il risultato netto è stato negativo per € 12,1 milioni rispetto a un utile di € 4,1 milioni nel primo trimestre 2019 (€ 5,7 milioni includendo il risultato delle attività destinate alla dismissione). 

L’indebitamento finanziario netto consolidato al 31 marzo 2020, ante IFRS 16, ammontava a € 367,7 milioni, in aumento di € 40,1 milioni rispetto al 31 dicembre 2019 (€ 327,6 milioni).  KOS ha realizzato investimenti per circa € 25 milioni in acquisizioni e sviluppi greenfield, Sogefi ha realizzato investimenti nel nuovo plant in Romania per € 4,3 milioni.

La posizione finanziaria netta della Capogruppo (incluse le controllate non industriali) al 31 marzo 2020 era positiva per € 280,7 milioni, in riduzione rispetto a 31 dicembre 2019 (€ 295,7 milioni) a causa principalmente dei citati adeguamenti a fair value degli attivi (€ 8,8 milioni), e di nuove immobilizzazioni (€ 0,9 milioni).

I debiti finanziari per diritti d’uso IFRS 16 al 31 marzo 2020 ammontavano complessivamente a € 789,9 milioni e pertanto l’indebitamento finanziario netto consolidato complessivo ammontava a € 1.157,6 milioni. I debiti ex IFRS 16 riguardano principalmente la controllata KOS (€ 733,0 milioni) che opera avvalendosi di immobili prevalentemente in locazione (da notare che Charleston opera esclusivamente in locazione).

Il patrimonio netto di gruppo al 31 marzo 2020 era pari a € 757,7 milioni rispetto a € 770,7 milioni (pro-forma) al 31 dicembre 2019 e la diminuzione rispecchia la perdita del periodo.

Sanità

KOS, controllata da CIR (59,5%) e partecipata da F2i Healthcare, è il principale operatore italiano nel settore della sanità socio-assistenziale (long-term care). Il gruppo gestisce 137 strutture, prevalentemente nel centro e nel nord Italia ed in Germania, per un totale di oltre 12.500 posti letto, ed è attivo, oltre che in Italia, anche in India e nel Regno Unito nel settore della diagnostica e cure oncologiche. 

Nei primi tre mesi del 2020, KOS ha realizzato ricavi per € 181,3 milioni, in aumento del 29,2%, per l’allargamento del perimetro grazie all’acquisizione di Charleston, rispetto a € 140,3 milioni nel corrispondente periodo del 2019. I ricavi delle attività in Italia, UK e India sono diminuiti complessivamente dell’1,5% rispetto al 2019; i ricavi di Charleston sono ammontati a € 43,1 milioni. 

L’EBITDA consolidato è stato pari a € 35,6 milioni rispetto a € 33,1 milioni nel 2019, con un contributo di Charleston di € 7,7 milioni nel trimestre; sul restante perimetro si è registrata una flessione, dovuta agli effetti della pandemia Covid-19 sul gruppo.

L’EBIT consolidato è stato di € 12,3 milioni rispetto a € 16,8 milioni registrati nel primo trimestre 2019. Il decremento è dovuto ai maggiori ammortamenti derivanti dal cambio di perimetro rispetto al primo trimestre del 2019, pari a € 6,8 milioni.

L’utile netto consolidato è ammontato a € 2,0 milioni rispetto a € 7,8 milioni nel 2019.

Al 31 marzo 2020 KOS presentava un indebitamento finanziario netto ante IFRS 16 di € 392,5 milioni rispetto a € 368,0 milioni al 31 dicembre 2019, dopo investimenti in acquisizioni e sviluppi greenfield per € 24,7 milioni. Il cash flow operativo è stato minore di quanto normalmente generato dall’attività per le circostanze determinate dalla pandemia.

Al 31 marzo 2020 il patrimonio netto consolidato ammontava a € 287,8 milioni rispetto a € 285,9 milioni al 31 dicembre 2019.

Componentistica per autoveicoli

Sogefi è uno dei principali produttori mondiali nei settori delle sospensioni, della filtrazione e dell’aria e raffreddamento per autoveicoli con 41 stabilimenti in quattro continenti. La società è controllata da CIR (56,6%) ed è quotata in Borsa. 

Sogefi ha registrato ricavi pari a € 350,2 milioni, in flessione del 10,2% rispetto al corrispettivo periodo del 2019. La flessione è stata complessivamente più contenuta di quella registrata dal mercato (-24,7%) grazie al buon andamento di tutte le aree geografiche esclusa la Cina nel primo bimestre dell’anno. 

L’EBITDA del primo trimestre 2020 è ammontato a € 34,9 milioni, rispetto a € 41,3 milioni nel corrispondente periodo del 2019; la redditività (EBITDA / Ricavi %) è stata pari al 10% e si colloca al di sotto del 10,6% del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. 

L’EBIT è ammontato a € 3,7 milioni a fronte di € 11,3 milioni nel primo trimestre 2019. La riduzione dell’EBIT si è verificata nel mese di marzo, per il crollo dei volumi, e recepisce un effetto negativo dei tassi di cambio per € 5,3 milioni, relativo principalmente al Sud America. 

Il trimestre si è chiuso con un risultato netto in perdita di € 5,6 milioni e si confronta con un risultato netto del primo trimestre 2019 pari a € 0,2 milioni (€ 1,6 milioni includendo il risultato delle attività destinate alla dismissione).

Il Free Cash Flow del primo trimestre 2020 è stato positivo per € 5,4 milioni rispetto a -€ 9,1 milioni nel 2019, grazie a un andamento decisamente più favorevole del capitale circolante.

L’indebitamento finanziario netto ante IFRS 16 al 31 marzo 2020 era pari a € 256,7 milioni, sostanzialmente stabile rispetto a € 256,2 milioni a fine 2019 e in riduzione rispetto a € 262,1 milioni a marzo 2019. Includendo l’importo di € 56,7 milioni derivante dall’applicazione dell’IFRS 16, l’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2020 ammontava a € 313,4 milioni in calo rispetto a € 318,9 milioni del 31 dicembre 2019. Al 31 marzo 2020 Sogefi aveva linee di credito in eccesso rispetto all’indebitamento finanziario netto per € 298 milioni, in relazione alle quali tutte le condizioni sono rispettate e pertanto disponibili per l’utilizzo a semplice richiesta.

Al 31 marzo 2020 il patrimonio netto, esclusa la quota degli azionisti terzi, ammontava a € 181,1 milioni (€ 188,7 milioni al 31 dicembre 2019).

Investimenti non-core

Gli investimenti non-core del gruppo ammontavano a € 76,9 milioni al 31 marzo 2020 (€ 74,5 milioni al 31 dicembre 2019).

Si componevano di un portafoglio diversificato di fondi nel settore del private equity, il cui fair value al 31 marzo 2020 era pari a € 59,2 milioni, e di un portafoglio diversificato di partecipazioni minoritarie dirette del valore di € 17,7 milioni al 31 marzo 2020.

Eventi successivi al 31 marzo 2020

In data 20 aprile 2020 il Consiglio di Amministrazione di CIR ha deciso – al fine di non precludere alle società operative del gruppo la possibilità di accedere eventualmente ai finanziamenti bancari assistiti dalla garanzia SACE  previsti dal d.l. 8 aprile 2020, n. 23 per far fronte all’emergenza Covid-19 – di ritirare sia la proposta di distribuzione del dividendo di € 0,02 per azione per l’esercizio 2019, sia la proposta di autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie e, conseguentemente, rinviare all’8 giugno 2020 l’Assemblea ordinaria e straordinaria prevista per il 24 aprile 2020. Il Consiglio si è riservato in ogni caso la facoltà di valutare l’opportunità di sottoporre all’Assemblea degli azionisti nel corso del secondo semestre le proposte ritirate, qualora lo consenta l’evolversi dell’emergenza in atto.

In data 23 aprile 2020 è stata conclusa la cessione a EXOR N.V.. della partecipazione del 43,78% di CIR in GEDI Gruppo Editoriale. In particolare, è stata perfezionata la vendita di GEDI in favore di Giano Holding S.p.A., società per azioni di nuova costituzione interamente detenuta da EXOR, ad un prezzo per azione pari a € 0,46, che corrisponde a un ammontare complessivo di € 102,4 milioni. È stato inoltre stipulato un accordo di investimento tra CIR, EXOR e Giano Holding, che disciplina l’acquisto da parte di CIR, al completamento dell’offerta pubblica di acquisto obbligatoria avente a oggetto le azioni GEDI e al medesimo prezzo dell’offerta (€ 0,46), di una partecipazione in Giano Holding rappresentativa, in trasparenza, del 5% del capitale sociale emesso di GEDI.

Prevedibile evoluzione della gestione 

Nell’attuale stato di incertezza sull’evoluzione a livello globale della pandemia e delle misure che i governi dei differenti paesi adotteranno per la fase di ripresa, risulta impossibile formulare previsioni attendibili sull’impatto del fenomeno Covid-19 sul gruppo CIR.

Particolare incertezza riguarda l’evoluzione dell’attività di Sogefi, tenuto conto delle ripercussioni particolarmente significative che la pandemia ha sul settore automotive. Il gruppo è focalizzato nel fare tutto quanto in proprio potere per gestire la crisi: ha implementato misure per ridurre i costi e contenere al massimo gli esborsi per costi correnti ed investimenti non strettamente necessari, procede regolarmente ad assessment sulle posizioni di liquidità, rapportandosi con i propri partner finanziari, e si prepara alla ripresa, prevedendo standard di sicurezza rafforzati per il personale e flessibilità dei costi, in rapporto a volumi che  saranno per una fase penalizzati dalle circostanze. Ciononostante, tanto il periodo di chiusura come i primi mesi di ripresa determineranno la registrazione di perdite economiche, che si rifletteranno anche su un incremento dell’indebitamento netto.

Per quanto riguarda KOS, i prossimi mesi saranno dedicati a contenere gli impatti negativi previsti dalla diffusione del virus Covid-19 con particolare riferimento alla difesa della salute di ospiti, pazienti ed operatori. Dopo una fase di intensa attività di sviluppo, nel corso del prosieguo dell’esercizio la società si focalizzerà sull’integrazione delle numerose acquisizioni fatte nel corso dell’ultimo periodo.

Per quanto riguarda gli investimenti della capogruppo, la gestione di tali attivi finanziari rimane orientata su politiche prudenziali e di lungo termine. La capogruppo CIR (congiuntamente alle altre controllate non industriali) ha una situazione patrimoniale molto solida, con una disponibilità netta di cassa pari a € 280,7 milioni, non vincolata e non gravata da impegni, che si è incrementata nel corso del mese di aprile di € 102,4 milioni per la cessione della partecipazione in GEDI.

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Perfezionata la vendita della partecipazione in GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.

Closing della vendita del 43,78% del capitale sociale di GEDI in favore di Giano Holding S.p.A.

Milano, 23 aprile 2020 – CIR S.p.A. – Compagnie Industriali Riunite (“CIR”) rende noto che in data odierna è stata data esecuzione all’accordo raggiunto in data 2 dicembre 2019 tra CIR, da un lato, e EXOR N.V. (“EXOR”), dall’altro lato, per la compravendita di tutte le n. 222.705.235 azioni ordinarie di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. (“GEDI”) di proprietà di CIR (la “Partecipazione CIR”), pari al 43,78% del capitale sociale emesso di GEDI (si vedano i comunicati stampa del 2 dicembre 2019 e del 3 aprile 2020).

In particolare, in seguito all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolamentari, in data odierna è stata perfezionata la vendita della Partecipazione CIR in favore di Giano Holding S.p.A. (“Giano Holding”), società per azioni di nuova costituzione interamente detenuta da EXOR e da quest’ultima designata quale soggetto acquirente della Partecipazione CIR, ad un prezzo per azione pari a € 0,46, che corrisponde a un ammontare complessivo di € 102,4 milioni. I principali termini e condizioni dell’operazione sono già stati illustrati nei menzionati comunicati stampa, a cui si rinvia.

A seguito del perfezionamento dell’acquisizione della Partecipazione CIR, Giano Holding promuoverà un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria (l’“Offerta”) avente a oggetto le azioni GEDI in circolazione non detenute al medesimo prezzo per azione GEDI corrisposto a CIR e, pertanto, ad un prezzo unitario fisso pari a € 0,46, ai sensi e per gli effetti dell’art. 106, comma primo, del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, come successivamente modificato e integrato (il “TUF”).

Nel contesto della vendita della Partecipazione CIR, in data odierna, CIR ha inoltre risolto consensualmente i patti parasociali relativi a GEDI, sottoscritti in data 30 luglio 2016, rispettivamente con EXOR e Mercurio S.p.A..

Sempre in data odierna è stato inoltre stipulato un accordo di investimento tra CIR, EXOR e Giano Holding che disciplina l’acquisto da parte di CIR, al completamento dell’Offerta e al medesimo prezzo dell’Offerta, di una partecipazione in Giano Holding rappresentativa, in trasparenza, del 5% del capitale sociale emesso di GEDI.

Al perfezionamento dell’ingresso di CIR nel capitale sociale di Giano Holding, entreranno inoltre in vigore il patto parasociale e l’accordo di put&call stipulati in data odierna tra EXOR e CIR. Il patto parasociale ha ad oggetto i reciproci rapporti quali soci di Giano Holding, e indirettamente di GEDI, nonché la disciplina della circolazione delle azioni di Giano Holding. L’accordo di put&call disciplina, invece, l’opzione di vendita di CIR, e la simmetrica opzione di acquisto di EXOR, sulla partecipazione detenuta da CIR in Giano Holding; tali opzioni saranno esercitabili a partire dal terzo anno successivo all’ingresso di CIR nel capitale sociale di Giano Holding, salva l’ipotesi di risoluzione anticipata del patto parasociale, nonché al ricorrere di determinate altre circostanze.

Il contenuto delle predette pattuizioni rilevante ai sensi della normativa applicabile sarà reso noto ai sensi e nei modi di legge.

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Risultati consolidati 2019

  • Fusione CIR-COFIDE: operazione accolta positivamente dal mercato 
  • Raggiunto in data 2 dicembre 2019 accordo per la cessione a EXOR N.V. della partecipazione in GEDI (43,7%) a € 0,46 per azione, che incorpora un premio di circa 70%
  • Ricavi a € 2.114,4 milioni, in linea con il 2018 (€ 2.115,6 milioni)
  • Continua la crescita dei ricavi della controllata KOS (€ 595,2 milioni, +9,2%). Avviato lo sviluppo delle attività core all’estero con l’acquisizione di Charleston 
  • EBITDA: € 290,3 milioni 
  • EBIT: € 85,5 milioni 
  • Risultato netto escludendo la partecipata GEDI positivo per € 14,3 milioni
  • Perdita registrata sulla partecipazione GEDI pari a € 136,7 milioni, di cui € 58,6 milioni per le perdite pro quota della partecipata e € 78,1 milioni per l’adeguamento del valore di carico al prezzo pattuito per la cessione
  • Posizione finanziaria netta della capogruppo solida: € 295,7 milioni (€ 299,6 milioni nel 2018)
  • Dividendo proposto pari a € 0,02 per azione, in linea con il 2019, considerato il concambio

Milano, 9 marzo 2020 – In data 19 febbraio 2020 è divenuta efficace la fusione per incorporazione di CIR S.p.A. – Compagnie Industriali Riunite in COFIDE – Gruppo De Benedetti S.p.A.; la denominazione della Società risultante dalla fusione è CIR. 

Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi in data odierna sotto la presidenza di Rodolfo De Benedetti, ha approvato i bilanci, separati e consolidati al 31 dicembre 2019 di CIR e COFIDE, in quanto la fusione è avvenuta nel 2020, e ha analizzato i risultati pro-forma del gruppo – come se la fusione fosse già avvenuta lo scorso esercizio – presentati dall’Amministratore Delegato Monica Mondardini. L’informazione che segue si riferisce ai risultati pro-forma, dando altresì sinteticamente conto dei risultati di CIR e COFIDE ante fusione.

Il Consiglio, inoltre, ha deliberato di proporre all’Assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo pari a € 0,02 per azione.

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Nel corso dell’esercizio 2019 sono state realizzate importanti operazioni, che hanno ridisegnato la struttura e il perimetro del gruppo.

È stata avviata la fusione tra CIR e la sua controllante COFIDE, approvata dai rispettivi Consigli di Amministrazione in data 11 marzo 2019 e divenuta efficace in data 19 febbraio 2020. La fusione ha permesso di accorciare e semplificare la catena di controllo, di ridurre costi improduttivi e di rendere il titolo più liquido, grazie al maggiore flottante. Il mercato ha reagito positivamente. 

È stato concluso l’accordo con EXOR N.V. per la cessione della partecipazione di CIR in GEDI Gruppo Editoriale. La vendita di GEDI, gruppo di cui CIR deteneva il controllo da più di trent’anni, si inquadra nella strategia di CIR di focalizzare il proprio impegno manageriale e le proprie risorse verso i settori in cui è presente, con maggiore potenziale di creazione di valore. Il trasferimento del controllo alla holding EXOR garantisce a GEDI, che opera in un mercato altamente sfidante, di poter contare su un azionista forte, con esperienza nel settore e con un progetto di lungo termine. L’accordo prevede un prezzo per azione, che incorpora un premio di circa il 70% rispetto ai valori di borsa antecedenti l’annuncio: il mercato ha reagito positivamente all’operazione premiando CIR. Ciò nondimeno, CIR ha registrato una significativa perdita in quanto il prezzo di cessione è stato inferiore al valore di carico.

È stato fatto il primo passo per l’espansione all’estero delle attività core della controllata KOS tramite l’acquisizione dell’azienda tedesca Charleston, che opera nel settore delle residenze sanitarie assistenziali con 47 strutture per un totale di 4.050 posti letto e prevede un fatturato 2020 di € 175 milioni. Charleston rappresenta per KOS un incremento di dimensione del 30% e l’avvio di un percorso di crescita internazionale che si aggiunge all’intensa attività di consolidamento in Italia.

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Il bilancio 2019, come già ampiamente commentato nei resoconti intermedi di gestione, è stato formulato applicando il nuovo principio contabile IFRS 16 che ha determinato variazioni su tutti i principali indicatori economici, l’EBITDA in particolare, e la rilevazione quale debito del valore attuale dei futuri canoni di affitto.

Inoltre, in seguito all’operazione annunciata in data 2 dicembre 2019, la partecipazione in GEDI è stata classificata, secondo il principio IFRS 5, quale “attività destinata alla dismissione”. 

I risultati consolidati 2019 hanno risentito della perdita derivante dal risultato netto pro forma dell’esercizio 2019 di GEDI, gravato da svalutazioni di avviamenti e valori delle testate (la Repubblica e La Stampa), e dell’adeguamento del valore di carico al prezzo pattuito per la cessione.

I dati economici di seguito presentati, relativi al bilancio consolidato 2019, in applicazione del principio IFRS 5, non includono GEDI, con la eccezione del risultato netto e del patrimonio netto.

Risultati consolidati

Il gruppo ha registrato ricavi consolidati pari a € 2.114,4 milioni, sostanzialmente stabili rispetto al 2018, con KOS in crescita del 9,2% e Sogefi in flessione del 3,3%.

Il margine operativo lordo (EBITDA) consolidato è ammontato a € 290,3 milioni (13,7% dei ricavi); ante applicazione del principio IFRS 16, l’EBITDA risulterebbe pari a € 238,6 milioni, in riduzione del 7,4% rispetto al valore del 2018 (€ 257,7 milioni), a causa dell’andamento non favorevole del mercato automotive, in cui opera Sogefi, e dei significativi oneri non ricorrenti sostenuti per la realizzazione di operazioni straordinarie, in particolare l’acquisizione di Charleston da parte di KOS e la fusione CIR-COFIDE.

Il risultato operativo (EBIT) consolidato è stato pari a € 85,5 milioni (4% dei ricavi), rispetto a € 109,6 milioni nel 2018 e la diminuzione è dovuta ai fattori già sopra menzionati. 

Il risultato netto prima degli effetti relativi a GEDI è stato positivo per € 14,3 milioni (€ 22,6 milioni escludendo elementi non ricorrenti e cambi di principi contabili, in linea con € 21,8 milioni, valore comparabile per l’esercizio 2018); includendo GEDI, il gruppo ha registrato una perdita di € 122,4 milioni.

Il portafoglio di investimenti finanziari della capogruppo e delle controllate non industriali ha registrato un rendimento del 4,5% (esclusi private equity e altre partecipazioni), leggermente superiore ai benchmark di mercato in tutte le categorie di assets.

L’indebitamento finanziario netto consolidato al 31 dicembre 2019, ante IFRS 16, ammontava a € 327,6 milioni, in aumento di € 107,8 milioni rispetto al 31 dicembre 2018 (€ 219,8 milioni). A fronte di un free cash flow consolidato pari a circa € 66 milioni, KOS ha realizzato investimenti in acquisizioni e greenfield per € 117,7 milioni, Sogefi ha realizzato investimenti in nuovi plants per € 10,5 milioni, sono stati distribuiti dividendi per complessivi € 40,9 milioni e sono state acquistate azioni proprie per € 4,7 milioni. 

I debiti finanziari per diritti d’uso ex IFRS 16 al 31 dicembre 2019 ammontavano complessivamente a € 800,1 milioni e pertanto l’indebitamento finanziario netto consolidato complessivo ammontava a € 1.127,7 milioni. I debiti ex IFRS16 riguardano principalmente la controllata KOS (€ 737,3 milioni), che opera avvalendosi di immobili prevalentemente in locazione (da notare che Charleston opera esclusivamente in locazione).

Il patrimonio netto di gruppo al 31 dicembre 2019 era pari a € 770,7 milioni rispetto a € 923,3 milioni al 31 dicembre 2018 e la riduzione è riconducibile alla perdita registrata su GEDI, alla distribuzione di dividendi e all’acquisto di azioni proprie.

Al 31 dicembre 2019 il gruppo impiegava 18.648 dipendenti rispetto a 14.006 al 31 dicembre 2018. L’incremento è dovuto all’acquisizione di Charleston che impiega 3.981 persone.

Sanità

KOS, controllata da CIR (59,5%) e partecipata da F2i Healthcare, è il principale operatore italiano nel settore della sanità socio-assistenziale (long-term care). Il gruppo gestisce 135 strutture, prevalentemente nel centro e nel nord Italia ed in Germania, per un totale di 12.464 posti letto, ed è attivo, oltre che in Italia, anche in India e nel Regno Unito nel settore della diagnostica e cure oncologiche. 

Nel 2019 i ricavi consolidati di KOS sono aumentati del 9,2% a € 595,2 milioni. L’area Long Term Care ha registrato un incremento dei ricavi del 9,5%, grazie alla crescita organica e al contributo delle acquisizioni effettuate nel 2018 e nel 2019; anche l’area Diagnostica e cure oncologiche è cresciuta significativamente (+11,7%), grazie all’evoluzione del portafoglio di contratti. 

L’EBITDA consolidato è stato pari a € 141,3 milioni (€ 102,0 milioni escluso l’effetto derivante dal principio IFRS16, in linea con l’importo registrato nel precedente esercizio). I benefici derivanti dalle nuove acquisizioni, in particolare da Charleston, emergeranno già a partire dal 2020 e andranno a regime nel corso del prossimo triennio. 

L’EBIT consolidato è stato di € 67,7 milioni, leggermente superiore a quello registrato nel 2018 (€ 66,3 milioni).

L’utile netto consolidato è ammontato a € 30,3 milioni, in flessione rispetto a € 35,2 milioni registrati nel 2018, a causa dei maggiori oneri finanziari (€ 1,9 milioni), dell’impatto negativo del principio IFRS16 (€ 2,5 milioni) e degli oneri straordinari sostenuti per le acquisizioni.

Al 31 dicembre 2019 il gruppo KOS presentava un indebitamento finanziario netto ante IFRS16 di € 368,0 milioni rispetto a € 259,4 milioni al 31 dicembre 2018; il cash flow è stato positivo per circa € 44 milioni, sono state realizzate acquisizioni per € 99 milioni e sviluppi greenfield per € 18,7 milioni; infine sono stati distribuiti dividendi per € 35,9 milioni.

Al 31 dicembre 2019 il patrimonio netto consolidato ammontava a € 292,2 milioni, rispetto a € 297,7 milioni al 31 dicembre 2018.

Nel corso del 2019 è proseguito il percorso di crescita di KOS nel long-term care con l’acquisizione di Charleston Holding GmbH, società tedesca attiva nella fornitura di servizi residenziali per anziani non autosufficienti e di servizi ancillari per pazienti anziani e con elevata disabilità, Villa Pineta S.r.l., ospedale privato a Modena, Casa Serena S.r.l., residenza protetta con sede a Carasco (GE). KOS ha inoltre acquisito SELEMAR S.r.l., che gestisce un laboratorio analisi a Urbino, e Laboratorio Gamma S.r.l. con sede a Grosseto.

Componentistica per autoveicoli

Sogefi è uno dei principali produttori mondiali nei settori delle sospensioni, della filtrazione e dell’aria e raffreddamento per autoveicoli con 41 stabilimenti in quattro continenti. La società è controllata da CIR (56,7%) ed è quotata in Borsa. 

Nel 2019 Sogefi ha registrato ricavi pari a € 1.519,2 milioni, in calo del 3,3% rispetto al 2018. La flessione è stata complessivamente più contenuta di quella registrata dal mercato (-5,8%) grazie al migliore andamento del fatturato in Europa. Per settore di attività, rispetto all’andamento del mercato, Filtrazione ha registrato in controtendenza una crescita dell’1,7%, Aria e Raffreddamento ha presentato una flessione più contenuta (-1,7%), mentre Sospensioni ha registrato un calo del 5,6%, in linea con il mercato.

L’EBITDA è ammontato a € 174,3 milioni (di cui € 12,4 milioni per l’applicazione del principio IFRS 16), e la redditività (EBITDA / Ricavi %), nonostante il calo dei volumi, è stata pari        all’11,5%, valore in linea con quello dell’esercizio precedente a criteri contabili costanti ed escludendo nel 2018 il provento non ricorrente di € 6,6 milioni derivante dalla chiusura dei claims qualità di Systèmes Moteurs S.A.S.. 

L’EBIT è stato pari a € 39,6 milioni (€ 43 milioni escludendo i write-off di alcuni progetti) a fronte di € 60,1 milioni nel 2018 (€ 53,5 milioni senza considerare il già citato provento non ricorrente di € 6,6 milioni). Il risultato operativo ha mostrato una buona crescita in Europa grazie alle azioni intraprese nel periodo, mentre hanno inciso negativamente fattori congiunturali che hanno interessato le attività nordamericane del gruppo, l’andamento sfavorevole del mercato cinese e sudamericano e i costi di avviamento dei nuovi plants in Marocco (Filtrazione) e Romania (Sospensioni).   

L’utile netto è ammontato a € 3,2 milioni rispetto a € 14,0 milioni nel 2018.   

L’indebitamento finanziario netto ante IFRS 16 al 31 dicembre 2019 era pari a € 256,2 milioni, in leggero calo rispetto a € 260,5 milioni a fine 2018. Includendo l’importo di € 62,7 milioni derivante dall’applicazione dell’IFRS 16, l’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2019 ammontava a € 318,9 milioni.

Al 31 dicembre 2019 il patrimonio netto consolidato ammontava a € 207,8 milioni (€ 213,8 milioni al 31 dicembre 2018).

Attività destinata alla dismissione

Nel 2019 GEDI ha conseguito ricavi consolidati per € 603,5 milioni, in calo del 7% rispetto al 2018, a causa della contrazione del mercato pubblicitario e della perdurante flessione delle copie vendute di quotidiani e periodici. 

Il risultato operativo rettificato, ante oneri non ricorrenti e IFRS16, è stato pari a € 26,9 milioni, a fronte di € 33,1 milioni nel 2018. 

Nel 2019 sono state registrate significative svalutazioni sui valori di carico delle testate, in un quadro di mercato deterioratosi al di là delle previsioni. In particolare, GEDI ha svalutato il valore delle testate la Repubblica e La Stampa per un importo di € 105,6 milioni al netto delle imposte differite iscritte a bilancio su tali assets. Inoltre, è stata ceduta la partecipazione detenuta in Persidera, registrando una minusvalenza pari ad € 16,5 milioni. Infine, è stato costituito un fondo per ristrutturazioni aziendali per € 25,1 milioni. GEDI ha pertanto registrato una perdita netta di € 129,0 milioni.

Investimenti non-core

Gli investimenti non-core del gruppo ammontavano a € 74,5 milioni al 31 dicembre 2019 (€ 86,0 milioni al 31 dicembre 2018).

Si componevano di un portafoglio diversificato di fondi nel settore del private equity, il cui fair value al 31 dicembre 2019 era pari a € 56,6 milioni, e di un portafoglio diversificato di partecipazioni minoritarie dirette del valore di € 17,9 milioni al 31 dicembre 2019.

Prevedibile evoluzione della gestione

L’evoluzione dei risultati del gruppo dipenderà da quella dei settori in cui operano le sue partecipazioni strategiche, oltre che dall’andamento dei mercati finanziari, cui sono legati i rendimenti dell’attivo finanziario gestito dalle società non industriali del gruppo.

Per il 2020, KOS prevede un incremento dei ricavi dell’ordine del 30%, grazie alla crescita delle attività italiane (intorno al 5%) e al consolidamento di Charleston sull’intero esercizio; la redditività degli investimenti più recenti andrà a regime nell’arco dei prossimi 3-5 anni.

Nel settore automotive l’incertezza sulle prospettive di mercato risulta oggi accentuata dall’imprevedibilità dell’evoluzione del fenomeno Covid-19 e dei suoi effetti sull’economia mondiale e sul commercio internazionale. Il gruppo ha un’esposizione diretta al mercato cinese ridotta (la Cina rappresenta il 5% del fatturato), ma indubbiamente sussiste il rischio dell’impatto globale del Coronavirus su un mercato già in situazione di debolezza. Ante fenomeno Coronavirus, i cui effetti non sono allo stato prevedibili, sulla base del proprio portafoglio contratti e delle previsioni sull’evoluzione del mercato, Sogefi ha previsto un fatturato in linea con quello del 2019, dato confermato nel primo bimestre del 2020, la tenuta della redditività in Europa e il miglioramento della redditività in Nordamerica, grazie ai nuovi contratti acquisiti dalla business unit Aria e Raffreddamento.

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Risultati del gruppo CIR 

Nel 2019 gruppo CIR ha registrato ricavi consolidati pari a € 2.114,4 milioni, sostanzialmente stabili rispetto al 2018, con KOS in crescita del 9,2% e Sogefi in flessione del 3,3%.

Il margine operativo lordo (EBITDA) consolidato è ammontato a € 292,6 milioni (13,8% dei ricavi); ante applicazione del principio IFRS 16, l’EBITDA 2019 risulterebbe pari a € 240,9 milioni, in riduzione del 7% rispetto al valore del 2018 (€ 259,0 milioni), a causa dell’andamento non favorevole del mercato automotive, in cui opera Sogefi, e dei significativi oneri non ricorrenti sostenuti per la realizzazione di operazioni straordinarie, in particolare l’acquisizione di Charleston da parte di KOS e la fusione CIR-COFIDE.

Il risultato operativo (EBIT) consolidato è stato pari a € 87,8 milioni (4,1% dei ricavi), rispetto a € 111,0 milioni nel 2018 e la diminuzione è dovuta ai fattori già sopra menzionati.

Il risultato netto prima degli effetti relativi a GEDI è stato positivo per € 15,0 milioni; includendo GEDI, il gruppo ha registrato una perdita di € 121,7 milioni.

Risultati del gruppo COFIDE 

Il gruppo ha registrato ricavi consolidati pari a € 2.114,4 milioni, sostanzialmente stabili rispetto al 2018, con KOS in crescita del +9,2% e Sogefi in flessione del 3,3%.

Il margine operativo lordo (EBITDA) consolidato è ammontato a € 290,3 milioni (13,7% dei ricavi); ante applicazione del principio IFRS16, l’EBITDA 2019 risulterebbe pari a € 238,6 milioni, in riduzione del 7,4% rispetto al valore del 2018 (€ 257,7 milioni), a causa dell’andamento non favorevole del mercato automotive, in cui opera Sogefi, e dei significativi oneri non ricorrenti sostenuti per la realizzazione di operazioni straordinarie, in particolare l’acquisizione di Charleston da parte di KOS e la fusione CIR-COFIDE.

Il risultato operativo (EBIT) consolidato è stato pari a € 85,5 milioni (4% dei ricavi), rispetto a € 109,6 milioni nel 2018 e la diminuzione è dovuta ai fattori già sopra menzionati.

Il risultato netto prima degli effetti relativi a GEDI è stato positivo per € 7,8 milioni; includendo GEDI, il gruppo ha registrato una perdita di € 69,8 milioni.

La capogruppo COFIDE S.p.A. ha chiuso il 2019 con un utile netto di € 13,4 milioni rispetto a un utile netto di € 11,1 milioni nel 2018. 

Proposta di dividendo

Il Consiglio di Amministrazione ha deciso di proporre all’Assemblea degli azionisti un dividendo unitario di € 0,02. Il valore per azione è allineato al livello della remunerazione 2018 degli azionisti ex CIR. Il dividendo sarà messo in pagamento il 20 maggio 2020 con stacco della cedola n. 35 in data 18 maggio e record date 19 maggio. 

Assemblea degli azionisti

L’Assemblea degli azionisti è convocata in unica convocazione per il prossimo 24 aprile. Il Consiglio nella riunione odierna ha deliberato:

  • di proporre all’Assemblea degli azionisti la revoca e il rinnovo della delega al Consiglio di Amministrazione stesso per un periodo di 18 mesi per l’acquisto di massimo 200.000.000 di azioni proprie e comunque fino a concorrenza del 20% del capitale sociale a un prezzo unitario che non dovrà essere superiore al 10% e non inferiore al 10% rispetto al prezzo di riferimento registrato dalle azioni nella seduta del mercato regolamentato precedente ogni singola operazione di acquisto o la data in cui viene fissato il prezzo e comunque, ove gli acquisti siano effettuati sul mercato regolamentato, per un corrispettivo non superiore al prezzo più elevato tra il prezzo dell’ultima operazione indipendente e il prezzo dell’offerta d’acquisto indipendente corrente più elevata sul medesimo mercato, in conformità a quanto previsto dal Regolamento Delegato UE n. 2016/1052. Le motivazioni principali per cui viene rinnovata l’autorizzazione sono: adempiere agli obblighi derivanti da eventuali programmi di opzioni su azioni o altre assegnazioni di azioni della società ai dipendenti o ai membri degli organi di amministrazione di CIR o di società da questa controllate e controllante; adempiere alle obbligazioni eventualmente derivanti da strumenti di debito convertibili o scambiabili con strumenti azionari; disporre di un portafoglio azioni proprie da utilizzare come corrispettivo in eventuali operazioni straordinarie, anche di scambio di partecipazioni, con altri soggetti nell’ambito di operazioni di interesse della società (c.d. “magazzino titoli”); svolgere attività di sostegno della liquidità del titolo sul mercato; cogliere opportunità di creazione di valore, nonché di efficiente impiego della liquidità, in relazione all’andamento del mercato; per ogni altra finalità che le competenti Autorità dovessero qualificare come prassi di mercato ammesse ai sensi della applicabile disciplina europea e domestica, e con le modalità ivi stabilite; 
  • di proporre all’approvazione dell’Assemblea degli azionisti un piano di stock grant per il 2020 destinato ad amministratori e/o dirigenti della società e di società controllate per un massimo di n. 4.500.000 diritti condizionati, ciascuno dei quali attribuirà ai beneficiari il diritto di ricevere in assegnazione a titolo gratuito n. 1 azione CIR. Le azioni assegnate verranno messe a disposizione utilizzando azioni proprie della società;
  • di proporre il rinnovo del Consiglio di Amministrazione, come previsto dall’accordo di fusione;
  • di proporre il rinnovo del Collegio sindacale in scadenza con l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2019;
  • di proporre, in sede straordinaria, la revoca e il rinnovo  delle deleghe al Consiglio di Amministrazione per aumenti di capitale fino a un importo massimo di € 500 milioni, per aumenti di capitale sociale a favore di amministratori e dipendenti della società e di controllate, per un importo massimo di € 11 milioni, e per emettere, anche con esclusione del diritto di opzione, e in tal caso a favore di investitori istituzionali, obbligazioni convertibili o con warrant.

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Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Giuseppe Gianoglio dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

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Indicatori alternativi di performance

Di seguito viene riportato il significato e il contenuto degli “indicatori alternativi di performance”, non previsti dai principi contabili IFRS, utilizzati nel presente comunicato al fine di consentire una migliore valutazione dell’andamento della gestione economico-finanziaria del gruppo. 

– EBITDA (margine operativo lordo): indicatore della performance operativa calcolato sommando al “risultato operativo” gli “ammortamenti e svalutazioni”; 
– Indebitamento finanziario netto consolidato: indicatore della struttura finanziaria del gruppo; corrisponde alla somma algebrica di crediti finanziari, titoli, altre attività finanziarie e disponibilità liquide e mezzi equivalenti delle attività correnti, di prestiti obbligazionari, altri debiti finanziari e debiti finanziari per diritti d’uso delle passività non correnti, di debiti verso banche, prestiti obbligazionari, altri debiti finanziari e debiti finanziari per diritti d’uso delle passività correnti.

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CIR presenta la nuova brand identity e rinnova il sito web

Primo cambio di marchio nella storia della società, a seguito della fusione di CIR in COFIDE, e nuovo sito web. Sono queste le novità che hanno accompagnato la nascita della nuova CIR.

Realizzata dallo studio Cappelli Identity Design, specializzato nel settore del brand design, la nuova immagine della società è moderna, in linea con la recente semplificazione della struttura societaria del gruppo e la crescita nei servizi, ma allo stesso tempo conserva elementi visivi tradizionali in linea con la cultura industriale decennale di CIR. Il logotipo (“CIR”) presenta un font più leggero e utilizza, in continuità col passato, i colori nero, rosso e bianco. Il logo marchio raffigura una freccia che simboleggia l’idea di crescita: moltiplicandosi crea sistemi di pattern bidimensionali e tridimensionali che vestono tutti i supporti della comunicazione stampa e digitale.

Il nuovo sito Internet di CIR (www.cirgroup.com) è stato realizzato da Alkemy, società specializzata nella costruzione di brand experience digitali sul web. Il sito predilige lo scrolling verticale e offre agli utenti una esperienza di navigazione intuitiva e semplice. Il design pulito, l’ampio uso del colore bianco e gli elementi grafici contribuiscono a rendere i contenuti riconoscibili e leggibili, facilitando gli utenti interessati ad approfondire informazioni sul gruppo, la sua strategia finanziaria, il suo approccio alla sostenibilità, la sua governance e la sua storia.

Sogefi: ricavi 2019 € 1.519,2m, -2,2% a cambi costanti (mercato -5,8%)

SOGEFI (GRUPPO CIR): RICAVI 2019 € 1.519,2M, -2,2% A CAMBI COSTANTI (MERCATO -5,8%)

EBITDA a € 174,3 milioni, 11,5% del fatturato

Redditività in linea con il 2018 e in miglioramento nel corso del 2019 

EBIT a € 39,6 milioni dopo significativi costi di avviamento di nuovi siti produttivi e svalutazioni di attivi

Milano, 24 febbraio 2020 – Il Consiglio di Amministrazione di Sogefi S.p.A., riunitosi oggi sotto la presidenza di Monica Mondardini, ha approvato il progetto di bilancio dell’esercizio 2019. Sogefi, società del Gruppo CIR, è uno dei principali produttori globali di componenti per autoveicoli in tre settori: Aria e Raffreddamento, Filtrazione e Sospensioni.

Mauro Fenzi, amministratore delegato di Sogefi, ha dichiarato:

“Sogefi è riuscita in un anno difficile a fare meglio del mercato e a mantenere sostanzialmente stabile la marginalità che, in particolare, ha mostrato un miglioramento nel quarto trimestre e in Europa nell’intero anno. Il team manageriale e i dipendenti di una società di grande tradizione come Sogefi, che vanta un rapporto consolidato con i propri clienti, continueranno ad impegnarsi per affrontare le sfide di un mercato in profonda evoluzione”.

Ricavi

Nel 2019, il mercato automobilistico mondiale ha registrato un calo della produzione del 5,8% rispetto al 2018: -4,7% in Europa, -3,9% in Nord America, -8,9% in Asia e -4% in Sud America. Nel quarto trimestre, la flessione è stata del 5,4%, con l’Europa e NAFTA molto deboli (-6,3% e -8,9%, rispettivamente).

Sogefi ha registrato ricavi pari a € 1.519,2 milioni, in flessione rispetto al 2018 del 3,3% a cambi storici e del 2,2% a cambi costanti.

Il fatturato a cambi costanti è sceso del 1,7% in Europa, del 6,3% in Nord America e dell’8,2% in Asia, mentre in Sud America è cresciuto dell’8,1%. La flessione è complessivamente più contenuta di quella registrata dal mercato (-5,8%) grazie all’andamento del fatturato in Europa che ha tenuto rispetto al mercato (-1,7%, rispetto al -4,7% del mercato).

Anche nell’ultimo trimestre dell’anno Sogefi ha confermato un andamento delle vendite migliore dell’evoluzione del mercato (-3,5% a cambi correnti e 2,2% a cambi costanti, a fronte del -5,4% del mercato), con l’Europa a -1,8% e crescite in Cina e India.

Per settore di attività, Filtrazione, con una crescita del 2,7% (+1,7% a cambi correnti) è in controtendenza rispetto al mercato, Aria e Raffreddamento ha registrato una flessione più contenuta del mercato (-3,5% a cambi costanti e -1,7% a cambi correnti) mentre il fatturato delle Sospensioni ha registrato un calo del 5,6% (-8,8% a cambi correnti).

Risultati operativi e utile netto

L’EBITDA del 2019 è ammontato a € 174,3 milioni (di cui € 12,4 milioni derivanti dall’applicazione del principio IFRS 16), e la redditività (EBITDA / Ricavi %), nonostante il calo dei volumi, è stata pari al 11,5%, valore in linea con quello dell’esercizio precedente a criteri contabili costanti ed escludendo nel 2018 il provento non ricorrente di € 6,6 milioni derivante dalla chiusura dei claims qualità di Systèmes Moteurs S.A.S..

Nel quarto trimestre, la redditività (11,8%) è in linea con quella del terzo trimestre dell’esercizio e conferma la ripresa nel corso dell’anno (10,6% e 11,6% nel primo e secondo trimestre, rispettivamente). Inoltre, la redditività nel quarto trimestre si colloca al di sopra del valore registrato nel quarto trimestre del 2018, 9,7% a parità di criteri contabili.

L’EBIT è stato pari a € 39,6 milioni a fronte di € 60,1 milioni nel 2018 (€ 53,5 milioni senza considerare il già citato provento non ricorrente di € 6,6 milioni); la redditività (EBIT / Ricavi %) è risultata del 2,6%, rispetto al 3,4% del 2018. La riduzione dell’EBIT è dovuta in parte alla diminuzione dell’EBITDA in valore assoluto, legata al calo del fatturato, in parte ai costi di avviamento degli stabilimenti in Marocco e Romania ed infine a write-off di attività per € 10,7 milioni.

Il risultato operativo ha mostrato una buona crescita in Europa grazie alle azioni intraprese nel periodo, mentre hanno inciso negativamente i fattori congiunturali che hanno interessato le attività nordamericane del gruppo, nonché l’andamento sfavorevole del mercato cinese e sudamericano.

L’utile prima delle imposte è ammontato a € 15,9 milioni (€ 36,2 milioni nel 2018) dopo oneri finanziari di € 23,7 milioni (€ 19,5 milioni, ante applicazione IFRS 16), rispetto a € 23,9 milioni nel 2018. 

L’utile netto è ammontato a € 3,2 milioni rispetto a € 14,0 milioni nel 2018, dopo oneri fiscali per € 13,7 milioni, rispetto a € 20,0 milioni nell’esercizio precedente. L’incremento dell’incidenza dell’imposte riflette la composizione del risultato, con territori in significativo utile ed altri in cui, a fronte di perdite legate all’avvio dell’attività o a perduranti criticità di mercato, si è ritenuto di non registrare imposte differite attive. Il risultato netto include un utile di € 4,0 milioni derivante dalla cessione dello stabilimento di Fraize (riportato nella voce “Attività operativa cessata”), che si confronta con un utile di € 1,1 milioni della stessa attività nel 2018.

Indebitamento netto

Il Free Cash Flow del 2019 è stato positivo per € 8,4 milioni rispetto a € 2,9 milioni nel 2018, che includeva l’esborso per l’acquisto delle minoranze della filiale indiana (€ 16,7 milioni). 

L’indebitamento finanziario netto ante IFRS 16 al 31 dicembre 2019 era pari a € 256,2 milioni, in leggero calo rispetto a € 260,5 milioni a fine 2018. Includendo l’importo di € 62,7 milioni derivante dall’applicazione dell’IFRS 16, l’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2019 ammontava a € 318,9 milioni.

Patrimonio netto

Al 31 dicembre 2019 il patrimonio netto, esclusa la quota di azionisti terzi, ammontava

€ 188,7 milioni (€ 192,9 milioni al 31 dicembre 2018).

Dipendenti

dipendenti del Gruppo Sogefi al 31 dicembre 2019 erano 6.818 rispetto a 6.967 al 31 dicembre 2018. La riduzione è dovuta, oltre che al calo dell’attività, alla cessione nel 2019 dello stabilimento di Fraize (127 dipendenti al 31 dicembre 2018).

Risultati della capogruppo Sogefi S.p.A.

La Società capogruppo Sogefi S.p.A. ha registrato nel corso del 2019 un utile netto di € 7,7 milioni rispetto alla perdita netta di € 13,7 milioni del corrispondente periodo dell’anno precedente. L’incremento è stato determinato principalmente dal maggior flusso di dividendi distribuito dalle società controllate e da minori oneri finanziari.

Evoluzione prevedibile della gestione

Le fonti settoriali prevedono la produzione mondiale di automobili nel 2020 in lieve flessione a livello globale con l’Europa a -1,4%; per il primo trimestre 2020 l’andamento dovrebbe essere significativamente in calo, principalmente in Cina, con un recupero nei trimestri successivi. Ciò premesso, è opportuno sottolineare che le prospettive del mercato restano altamente incerte e la visibilità ridotta.

Tenuto conto del proprio portafoglio di contratti, Sogefi prevede un andamento del fatturato sostanzialmente in linea con il 2019 e leggermente superiore al mercato.

Si prevede una tenuta della redditività in Europa, grazie alle misure adottate principalmente nel business Sospensioni, e un miglioramento della redditività in Nord America, grazie ai nuovi contratti acquisiti dal business Aria e Raffreddamento.

L’anno in corso sarà chiave per le attività di sviluppo del nuovo stabilimento Sospensioni in Romania che contribuirà al rafforzamento del business in EMEA dal 2022 in avanti.

Tali previsioni non incorporano gli effetti del Coronavirus; tenuto conto dell’esposizione relativamente contenuta di Sogefi al mercato cinese, il rischio principale è costituito dall’impatto sull’economia mondiale e sulla produzione di auto nel mondo. 

Proposta di dividendo

Il Consiglio di Amministrazione proporrà all’Assemblea degli Azionisti di non distribuire dividendi.

Assemblea degli Azionisti

L’Assemblea degli Azionisti di Sogefi è convocata in prima convocazione per il 20 aprile 2020 e in seconda convocazione per il 21 aprile 2020.

Il Consiglio di Amministrazione, in particolare, ha deliberato di proporre all’Assemblea degli Azionisti:

  • la revoca e il rinnovo della delega al Consiglio di Amministrazione stesso, tenuto conto della vigente normativa legislativa e regolamentare, della Delibera Consob 3 aprile 2019 n. 20876 e delle Linee Guida Consob del luglio 2019, per un periodo di 18 mesi per l’acquisto di massimo 10 milioni di azioni proprie (comprese n. 2.212.478  azioni  proprie  ad  oggi  detenute,  corrispondenti  al 1,8419%  del capitale sociale) a un prezzo unitario che non dovrà essere superiore al 10% e inferiore al 10% rispetto al prezzo di riferimento registrato dalle azioni nella seduta del mercato regolamentato precedente ogni singola operazione di acquisto o la data in cui viene fissato il prezzo e comunque, ove gli acquisti siano effettuati sul mercato regolamentato, per un corrispettivo non superiore al prezzo  più  elevato  tra  il  prezzo  dell’ultima  operazione  indipendente  e  il  prezzo  dell’offerta d’acquisto  indipendente  corrente  più  elevata  sul  medesimo  mercato,  in  conformità  a  quanto previsto dal Regolamento Delegato UE n. 2016/1052. Le motivazioni principali per cui viene rinnovata l’autorizzazione sono: adempiere agli obblighi derivanti da eventuali programmi di opzioni su azioni o altre assegnazioni di azioni della Società ai dipendenti  o ai membri degli organi di amministrazione di Sogefi o di società a questa collegate; adempiere alle obbligazioni eventualmente derivanti da strumenti di debito convertibili  o  scambiabili  con  strumenti  azionari;  disporre  di  un  portafoglio  azioni  proprie  da utilizzare  come corrispettivo  in  eventuali  operazioni  straordinarie,  anche  di  scambio  di partecipazioni, con altri soggetti nell’ambito di operazioni di interesse della società (c.d. “magazzino titoli”); svolgere attività di sostegno della liquidità del titolo sul mercato; cogliere opportunità di creazione di valore, nonché di efficiente impiego della liquidità, in relazione all’andamento del mercato; per ogni altra finalità che le competenti Autorità dovessero qualificare come prassi di mercato ammesse ai sensi della applicabile disciplina europea e domestica, e con le modalità ivi stabilite;
  • l’approvazione di un piano di stock grant per il 2020 destinato a dipendenti della Società e di società controllate per un massimo di n. 1.000.000 diritti condizionati, ciascuno dei quali attribuirà ai beneficiari il diritto di ricevere in assegnazione a titolo gratuito n. 1 azione Sogefi. Le azioni assegnate verranno messe a disposizione utilizzando azioni proprie detenute dalla Società. Il Piano ha l’obiettivo di fidelizzare il rapporto tra i beneficiari e le società del Gruppo fornendo un incentivo volto ad accrescerne l’impegno per il miglioramento delle performance aziendali.

L’Assemblea degli Azionisti sarà inoltre chiamata a deliberare in merito alla nomina di un Amministratore che si propone di confermare nella persona dell’Ing. Mauro Fenzi (Amministratore Delegato e Direttore Generale della Società), cooptato dal Consiglio, ai sensi dell’art. 2386 del Codice Civile, in data 9 dicembre 2019.

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CIR: borracce ai dipendenti per rispettare l’ambiente

Per disincentivare l’uso delle bottigliette monouso in plastica, CIR ha istallato negli ambienti comuni nella sede di Via Ciovassino erogatori di acqua microfiltrata provvisti di boccioni riciclabili e messo a disposizione di ciascun dipendente una borraccia in acciaio. L’iniziativa rientra tra le attività promosse dal gruppo in tema di sostenibilità, e in particolare per favorire la riduzione dei rifiuti e della plastica usa e getta negli uffici.

L’invito ai dipendenti a collaborare sui temi ambientali integra una serie di iniziative già attivate a livello aziendale. Nel 2019 gli impianti elettrici e meccanici sono stati completamente rinnovati: per esempio, sono stati istallati impianti di illuminazione con lampade a LED per ridurre i consumi energetici e termostati per la regolazione automatica della temperatura per evitare sprechi di energia.

Fusione di CIR in COFIDE: iscrizione dell’atto di fusione

FUSIONE DI CIR S.P.A. – COMPAGNIE INDUSTRIALI RIUNITE IN COFIDE – GRUPPO DE BENEDETTI S.P.A.
ISCRIZIONE DELL’ATTO DI FUSIONE

Milano, 14 febbraio 2020 – COFIDE – Gruppo De Benedetti S.p.A. (“COFIDE” o l’“Incorporante”) e CIR S.p.A. – Compagnie Industriali Riunite (“CIR”) comunicano che in data odierna è stato iscritto presso il Registro delle Imprese di Milano l’atto di fusione per incorporazione di CIR in COFIDE (la “Fusione”).

Ai sensi di quanto previsto nell’atto di fusione, gli effetti civilistici della Fusione decorreranno dal 19 febbraio 2020 (“Data di Efficacia della Fusione”), terzo giorno di borsa aperta successivo al giorno dell’ultima delle iscrizioni dell’atto di Fusione presso il competente Registro delle Imprese ai sensi e per gli effetti dell’art. 2504-bis del Codice Civile. Ai fini contabili, le operazioni effettuate da CIR saranno imputate nel bilancio di COFIDE a partire dal 1° gennaio 2020. Dalla stessa data decorreranno anche gli effetti fiscali.

A decorrere dalla Data di Efficacia della Fusione entreranno in vigore le modifiche statutarie connesse alla Fusione e COFIDE cambierà la propria denominazione sociale in “CIR S.p.A. – Compagnie Industriali Riunite”.

La Fusione prevede l’applicazione del seguente rapporto di cambio: n. 2,01 azioni ordinarie di COFIDE, da nominali Euro 0,50, per ogni azione ordinaria di CIR.

La Fusione verrà attuata mediante annullamento senza concambio: (i) delle azioni ordinarie di CIR di proprietà di COFIDE alla Data di Efficacia della Fusione e (ii) delle azioni proprie detenute da CIR alla Data di Efficacia della Fusione.

Alla Data di Efficacia della Fusione, l’Incorporante procederà all’emissione di n. 557.997.396 azioni, sulla base del rapporto di cambio, ciascuna avente valore nominale pari a euro 0,50, per un ammontare complessivo di nominali Euro 278.998.698. Pertanto, ad esito della Fusione, il capitale sociale dell’Incorporante, interamente sottoscritto e versato, sarà pari a Euro 638.603.657 suddiviso in n. 1.277.207.314 azioni del valore nominale di Euro 0,50 ciascuna.

Le azioni dell’Incorporante assegnate in concambio avranno godimento regolare e le medesime caratteristiche delle azioni ordinarie COFIDE in circolazione alla data dell’assegnazione e saranno fungibili con le stesse.

Le azioni dell’Incorporante emesse al servizio della Fusione saranno messe a disposizione degli azionisti di CIR, in regime di dematerializzazione e gestione accentrata presso Monte Titoli S.p.A. ai sensi degli artt. 83-bis e seguenti del TUF, senza alcun onere, spesa o commissione a carico degli azionisti di CIR.

Sarà messo a disposizione un servizio affidato a Equita SIM S.p.A. per consentire agli intermediari depositari di liquidare le frazioni di azioni mancanti o eccedenti i limiti minimi necessari per consentire agli azionisti CIR di detenere un numero intero di azioni dell’Incorporante.

La Fusione determinerà l’estinzione di CIR. L’ultimo giorno di negoziazione delle azioni CIR sarà il 18 febbraio 2020.

Si ricorda infine che, con riguardo alla composizione del Consiglio di Amministrazione, l’articolo 30 dello statuto della società risultante dalla Fusione prevede che il Consiglio di Amministrazione in carica di COFIDE scada automaticamente alla Data di Efficacia della Fusione, con obbligo per gli amministratori di convocare senza indugio l’Assemblea ordinaria della società risultante dalla Fusione per l’elezione del nuovo Consiglio di Amministrazione.

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La documentazione relativa alla Fusione è disponibile sul sito internet di COFIDE (www.cofide.it) e di CIR (www.cirgroup.com).
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COFIDE: approvazione e pubblicazione del prospetto di ammissione alle negoziazioni

FUSIONE DI CIR IN COFIDE: APPROVAZIONE E PUBBLICAZIONE DEL PROSPETTO DI AMMISSIONE ALLE NEGOZIAZIONI
Informazioni diffuse ai sensi dell’art. 114, comma 5, del D. Lgs. n. 58/98

Milano, 13 febbraio 2020 – Su richiesta della Consob, ai sensi dell’art. 114, comma 5, del D. Lgs. n. 58/98, COFIDE – Gruppo De Benedetti S.p.A. (“COFIDE”) comunica che Consob ha approvato in data odierna il prospetto informativo (il “Prospetto Informativo”) relativo all’ammissione alle negoziazioni sul MTA delle azioni di COFIDE derivanti dalla fusione per incorporazione di CIR S.p.A. – Compagnie Industriali Riunite (“CIR”) in COFIDE (la “Fusione”).


Il Prospetto Informativo è messo a disposizione del pubblico presso la sede di COFIDE (via Ciovassino n.1, Milano) e sul sito internet della società (www.cofide.it), nonché presso la sede di CIR (via Ciovassino n.1, Milano) e sul sito internet della società (www.cirgroup.com).

Con il rilascio da parte di Consob del provvedimento di approvazione del Prospetto Informativo, si è verificata l’ultima condizione sospensiva prevista nel progetto di Fusione.

Si ricorda infine che, ai sensi di quanto previsto nell’atto di fusione stipulato il 3 febbraio 2020, la Fusione produrrà effetti civilistici a decorrere dal terzo giorno di borsa aperta successivo al giorno dell’ultima delle iscrizioni dell’atto di fusione presso il competente Registro delle Imprese ai sensi e per gli effetti dell’art. 2504- bis del Codice Civile. COFIDE comunicherà la data di efficacia della Fusione con apposito comunicato stampa.


Su richiesta della Consob, ai sensi dell’art. 114, comma 5, del D. Lgs. n. 58/98, si riportano di seguito le seguenti informazioni.

Come sopra indicato, in data odierna Consob ha approvato il Prospetto Informativo.

Si riporta di seguito il contenuto dei primi cinque paragrafi del fattore di rischio “A.1.1. Rischi connessi all’andamento della redditività dell’Emittente e del Gruppo COFIDE” del Prospetto Informativo:


1. In data 19 luglio 2019 le assemblee straordinarie degli azionisti di COFIDE e CIR, le cui azioni sono ammesse alle negoziazioni sul Mercato Telematico Azionario, organizzato e gestito da Borsa Italiana, hanno deliberato la fusione per incorporazione di CIR in COFIDE (“Fusione”) sulla base delle situazioni patrimoniali costituite dai progetti di bilancio al 31 dicembre 2018 approvati dai rispettivi organi amministrativi. Alla Data del Prospetto Informativo, COFIDE controlla la sub-holding CIR che, a sua volta, controlla SOGEFI, KOS e GEDI, società operanti, rispettivamente, nei settori della componentistica per autoveicoli, della sanità e dei media. In data 3 febbraio 2020 è stato sottoscritto l’Atto di Fusione tra COFIDE e CIR. A partire dalla Data di Efficacia della Fusione, COFIDE assumerà i diritti e gli obblighi di CIR, proseguendo in tutti i suoi rapporti, anche processuali, anteriori alla Fusione, in conformità a quanto previsto dall’art. 2504-bis, comma 1, del Codice Civile. Sebbene dall’incorporazione di CIR in COFIDE sia atteso un efficientamento della gestione aziendale del Gruppo COFIDE per effetto della riduzione ad unità delle holding quotate all’interno del Gruppo COFIDE, i benefici della Fusione in termini di risparmi di costi sono ritenuti dall’Emittente poco significativi.

2. Successivamente alla suddetta delibera del 19 luglio 2019, le Società Partecipanti alla Fusione hanno sottoscritto/perfezionato alcuni accordi di acquisizione e/o cessione di asset. In particolare: (i) in data 2 dicembre
2019, CIR ed EXOR hanno sottoscritto un contratto avente ad oggetto l’acquisto da parte di EXOR, tramite BidCo, della partecipazione, pari al 43,78 % del capitale sociale, detenuta da CIR in GEDI per un controvalore pari a Euro 102,4 milioni e il reinvestimento da parte di CIR in BidCo, in misura tale da consentire a CIR di detenere indirettamente, una partecipazione in GEDI pari, in trasparenza, al 5% del capitale (l’“Operazione GEDI” o il “Contratto di Compravendita GEDI”). Alla Data del Prospetto Informativo il perfezionamento dell’Operazione GEDI è subordinato al rilascio da parte della Commissione Europea dell’autorizzazione richiesta dalla normativa UE in tema di controllo delle concentrazioni, essendosi verificate le ulteriori condizioni sospensive previste dal Contratto di Compravendita GEDI, dovendosi ritenere il contratto automaticamente risolto ove detta autorizzazione non intervenga entro il 31 maggio 2020; (ii) in data 30 ottobre 2019 si è perfezionato l’acquisto da parte di KOS del 100% del capitale di Charleston Holding GmbH, per un valore pari a circa Euro 92 milioni. Con riferimento all’Operazione GEDI sussiste il rischio che l’eventuale suddetta autorizzazione della Commissione Europea sia soggetta a condizioni e che queste siano idonee ad incidere negativamente sul profilo reddituale del Gruppo COFIDE. Tenuto conto che l’Operazione GEDI non si è ancora perfezionata e che l’acquisto del gruppo Charleston si è perfezionato successivamente alla data di riferimento della più recente rendicontazione contabile disponibile alla Data del Prospetto Informativo (30 settembre 2019), si evidenzia la limitata comparabilità tra le informazioni finanziarie storiche del Gruppo COFIDE incluse nel Prospetto Informativo e le informazioni finanziarie che saranno riportate nelle rendicontazioni contabili successive all’eventuale perfezionamento della cessione del gruppo GEDI ed all’acquisizione del gruppo Charleston.

3. L’Emittente stima che il risultato netto consolidato del Gruppo COFIDE per il 2019 sarà negativo per circa Euro 270,2 milioni (di cui la quota riferibile al Gruppo COFIDE è pari a Euro 73 milioni); tale perdita è prevalentemente influenzata dagli effetti della riferita stipula del Contratto di Compravendita GEDI e dal conseguente adeguamento del valore di carico della partecipazione in GEDI al fair value espresso dal Contratto di Compravendita GEDI e dal risultato di periodo del gruppo GEDI. Tenuto conto che la suddetta stima non tiene conto dei risultati dei test di impairment sulle ulteriori partecipazioni detenute dall’Emittente tramite CIR, alla Data del Prospetto Informativo sussiste il rischio che la perdita netta consolidata del Gruppo COFIDE per il 2019 sia superiore alla stima di Euro 270,2 milioni. Con riferimento al bilancio d’esercizio di COFIDE che chiuderà al 31 dicembre 2019 alla Data del Prospetto Informativo non si può escludere che la svalutazione della partecipazione (detenuta dall’Emittente) in CIR che si rendesse necessaria in conseguenza dell’Operazione GEDI e ad esito dei test di impairment sulle ulteriori partecipazioni controllate da CIR comporti un significativo deterioramento patrimoniale dell’Emittente e conseguentemente la necessità di porre in essere misure di rafforzamento patrimoniale ulteriori oltre a quella connessa alla Fusione.


Alla Data del Prospetto Informativo sono in corso approfondimenti della Consob in merito alla correttezza dell’informativa finanziaria pubblicata dall’Emittente con particolare riferimento alla procedura di impairment delle attività immateriali, ciò anche alla luce degli effetti della programmata dismissione di GEDI.

4. Alla Data del Prospetto Informativo sussiste il rischio che nel caso di mancata esecuzione della cessione della partecipazione in GEDI, l’andamento reddituale del Gruppo COFIDE continui ad essere influenzato negativamente dalla performance reddituale del gruppo GEDI, tenuto conto che nel corso del 2018 e nei primi sei mesi del 2019 il gruppo GEDI ha contribuito negativamente al risultato netto del Gruppo COFIDE (rispettivamente, con una perdita pari a Euro 14, 7 milioni e una perdita pari a Euro 8,7 milioni). Inoltre pur nel caso di buon esito dell’Operazione GEDI, i risultati del Gruppo COFIDE – ad esito del reinvestimento nel 5% del capitale sociale di GEDI ai sensi del relativo Contratto di Compravendita – risentirebbero, sia pure in misura minore, dell’andamento reddituale del gruppo GEDI.

5. Considerando le sole componenti economiche ricorrenti (quindi senza considerare tra l’altro la perdita derivante dalla valutazione della partecipazione in GEDI) l’Emittente stima un risultato economico netto consolidato del Gruppo COFIDE per l’esercizio 2019 pari a Euro 41,8 milioni, in riduzione rispetto alla corrispondente grandezza del 2018 (pari a Euro 49,6 milioni). Anche ove si perfezionasse la dismissione della partecipazione in GEDI non vi è pertanto certezza che il Gruppo COFIDE sia in grado di contrastare il deterioramento dei margini reddituali. La capacità del Gruppo COFIDE di far fronte alla riduzione dei propri margini reddituali è strettamente legata, oltre che alla realizzazione degli efficientamenti derivanti dagli investimenti già realizzati nei settori della componentistica per autoveicoli e della sanità, alla capacità di realizzare nuovi investimenti secondo le misure ed i tempi attesi. Alla Data del Prospetto Informativo il Gruppo COFIDE non ha stipulato alcun accordo per la realizzazione di investimenti ulteriori oltre a quelli già realizzati alla Data del Prospetto Informativo. Inoltre, si evidenzia che parte dei proventi derivanti dalla programmata Operazione GEDI è destinata ad essere reinvestita per l’acquisizione del 5% del capitale sociale di GEDI ai sensi del relativo Contratto di Compravendita, di conseguenza le risorse finanziarie derivanti dall’Operazione GEDI da destinare all’attività di investimento sono limitate. Pertanto, alla Data del Prospetto Informativo non sono stimabili i tempi e le misure dei benefici che potrebbero derivare dall’attività di investimento sulla redditività del Gruppo COFIDE. Inoltre, al verificarsi di taluni eventi legati alle clausole dei contratti finanziari e dei prestiti obbligazionari del Gruppo COFIDE che comportano limiti all’utilizzo delle risorse finanziarie, il valore dell’investimento in azioni COFIDE potrebbe subire perdite, anche rilevanti.”


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