Pubblicato il Documento di Offerta

  • Corrispettivo per azione: Euro 0,51.
  • Periodo di adesione: dalle ore 8:30 del 21 giugno 2021 alle ore 17:30 del 29 luglio 2021, estremi inclusi.
  • Data di pagamento del corrispettivo: 6 agosto 2021.
  • Approvazione dei risultati finanziari semestrali anticipata al 26 luglio 2021.

Milano, 17 giugno 2021 – Con riferimento all’offerta pubblica di acquisto volontaria parziale promossa da CIR S.p.A. – Compagnie Industriali Riunite (“CIR” o l’“Offerente” o l’“Emittente”) ai sensi degli articoli 102 e seguenti del Decreto Legislativo n. 58 del 24 febbraio 1998, come successivamente modificato e integrato (“TUF”), avente ad oggetto massime n. 156.862.745 azioni prive di valore nominale, di cui al comunicato stampa diffuso in data 10 maggio 2021 da CIR in qualità di offerente (l’“Offerta”), si comunica che Consob, con delibera n. 21898 del 15 giugno 2021, ha approvato il documento relativo all’Offerta depositato presso Consob in data 31 maggio 2021 e nuovamente depositato in data 10 giugno 2021 e in data 14 giugno 2021 (il “Documento di Offerta”) ai sensi dell’articolo 102, quarto comma, del TUF.

Si informa inoltre che il Documento di Offerta, contenente la puntuale descrizione dei termini e delle condizioni dell’Offerta nonché – tra l’altro – delle modalità di adesione alla stessa, viene pubblicato in data odierna e messo a disposizione del pubblico, unitamente alla scheda di adesione, per la consultazione: (i) presso la sede legale di CIR in via Ciovassino 1, 20121 Milano; (ii) presso la sede legale di UniCredit Bank AG, Succursale di Milano (in qualità di intermediario incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni) in Piazza Gae Aulenti 4, Torre C, 20154 Milano; (iii) sul sito internet di CIR (www.cirgroup.it nell’area dedicata “Governance/Offerta pubblica di acquisto volontaria parziale”) e (iv) presso le sedi legali di BNP Paribas Securities Services – Succursale di Milano, EQUITA SIM S.p.A., Intermonte SIM S.p.A., SGSS S.p.A. (in qualità di intermediari incaricati).

Si rende altresì noto che, in considerazione del fatto che l’Offerta è promossa da CIR e che pertanto vi è coincidenza tra Offerente ed Emittente, al Documento di Offerta non è allegato il comunicato dell’Emittente ai sensi dell’art. 103, terzo comma, del TUF e dell’art. 39 del Regolamento Emittenti.

Si riportano di seguito gli elementi principali dell’Offerta, come descritti più diffusamente nel Documento di Offerta.

Azioni oggetto dell’Offerta. Le massime n. 156.862.745 azioni CIR, prive del valore nominale, quotate sul Mercato Telematico Azionario, pari al 12,282% del capitale sociale di CIR. Sono oggetto dell’Offerta, e possono essere pertanto portate in Offerta, tutte le azioni (codici identificativi: (i) ISIN IT0000070786, (ii) XXITV0000172, (iii) XXITV0000180 e (iv) ISIN IT0005241762), con esclusione delle n. 26.708.861 azioni proprie detenute da CIR alla data del Documento di Offerta, corrispondenti a una quota del 2,091% del capitale ordinario di CIR. Si segnala che il numero massimo di azioni oggetto dell’Offerta potrebbe variare in diminuzione qualora l’Offerente acquistasse, direttamente e/o indirettamente, azioni al di fuori dell’Offerta nel rispetto di quanto disposto dagli artt. 41, comma 2, e 42, comma 2, del Regolamento Emittenti.

Corrispettivo. II corrispettivo, pari a Euro 0,51 per azione, sarà pagato agli aderenti all’Offerta il sesto giorno di borsa aperta successivo alla chiusura del periodo di adesione, ossia il 6 agosto 2021 (salvo proroghe), a fronte del contestuale trasferimento della piena proprietà delle azioni portate in adesione. Nel caso di piena adesione all’Offerta, l’esborso complessivo sarà pari a Euro 80 milioni.

Condizioni di efficacia dell’Offerta. L’efficacia dell’Offerta è soggetta (A) al mancato verificarsi, entro il primo giorno di borsa aperta successivo al termine del periodo di adesione, di (i) eventi o situazioni straordinari a livello nazionale e/o internazionale comportanti gravi mutamenti nella situazione politica, finanziaria, economica, valutaria o di mercato non già determinatisi alla data di pubblicazione del Documento di Offerta e che abbiano effetti sostanzialmente pregiudizievoli sull’Offerta, sulle condizioni delle attività e/o sulle condizioni patrimoniali, economiche e/o finanziarie di CIR e/o sulle società facenti parte del Gruppo CIR, quali risultanti dal bilancio consolidato relativo all’esercizio 2020, ovvero di (ii) atti, fatti, circostanze, eventi o situazioni non già determinatisi alla data di pubblicazione del Documento di Offerta e tali da determinare un pregiudizio che incida sull’Offerta in modo rilevante, sulle condizioni delle attività e/o sulle condizioni patrimoniali, economiche o finanziarie di CIR e/o del Gruppo CIR, quali risultanti dal bilancio consolidato relativo all’esercizio 2020; e/o (B) alla mancata adozione e/o pubblicazione, entro il primo giorno di borsa aperta successivo al termine del periodo di adesione, da parte di istituzioni, enti o autorità aventi competenza, di atti o provvedimenti legislativi, amministrativi (ivi inclusi obblighi di offerta pubblica di acquisto ai sensi degli articoli 106 e seguenti del TUF) o giudiziari tali da precludere, limitare o rendere più onerosa, in tutto o in parte, anche a titolo transitorio, la possibilità di CIR e/o del Gruppo CIR di perfezionare l’Offerta. L’Offerente potrà rinunciare a, o modificare nei termini, in qualsiasi momento e a suo insindacabile giudizio, in tutto o in parte, alle condizioni di efficacia dell’Offerta nei limiti e secondo le modalità previste dall’articolo 43 del Regolamento Emittenti. L’Offerta non è condizionata al raggiungimento di un quantitativo minimo di adesioni.

Periodo di adesione. Ai sensi dell’articolo 40, secondo comma, del Regolamento Emittenti, il periodo di adesione all’Offerta, concordato con Borsa Italiana S.p.A., avrà inizio alle ore 8:30 del 21 giugno 2021 e terminerà alle ore 17:30 del 29 luglio 2021, estremi inclusi, salvo proroghe. Il 29 luglio 2021 rappresenterà, pertanto, l’ultimo giorno utile per aderire all’Offerta, salvo proroghe. CIR ha inoltre deciso di anticipare al 26 luglio 2021 l’approvazione e la comunicazione dei risultati consolidati del primo semestre 2021, previste inizialmente il 30 luglio 2021, per consentire agli azionisti di disporre di tali informazioni prima del termine del periodo di adesione (in data odierna è stato diffuso un comunicato stampa sulla modifica del calendario degli eventi societari di CIR).

Riparto. In caso di adesioni all’Offerta per un quantitativo di azioni complessivamente superiore al numero massimo delle azioni oggetto dell’Offerta, si farà luogo al riparto secondo il metodo del “pro-rata”, in base al quale l’Offerente acquisterà da tutti gli azionisti la stessa proporzione delle azioni da essi apportate all’Offerta. Qualora le azioni portate in adesione all’Offerta da un singolo azionista fossero individuate da codici identificativi differenti, al fine di tutelare le posizioni maturate in relazione alla possibilità di esercitare il voto maggiorato, nell’ipotesi di riparto, l’Offerente ritirerà da ciascun aderente le azioni secondo il seguente ordine di priorità: (i) in primo luogo, saranno ritirate le azioni individuate dal codice ISIN IT0000070786; (ii) in secondo luogo, saranno ritirate le azioni in attesa di iscrizione nel libro soci stabili di CIR, individuate dal codice XXITV0000172; (iii) in terzo luogo, saranno ritirate le azioni iscritte nel libro soci stabili di CIR e in attesa di maturare il voto maggiorato, individuate dal codice XXITV0000180; (iv) in quarto luogo, saranno ritirate le azioni a voto maggiorato, individuate dal codice ISIN IT0005241762. Resta in ogni caso fermo che, in ipotesi di restituzione di azioni per il caso di riparto, l’aderente avrà diritto di vedersi restituite azioni che abbiano i medesimi diritti e/o facoltà che avrebbero avuto in caso di mancata adesione all’Offerta.

Avvertenza. L’Offerta è promossa esclusivamente sul mercato italiano, unico mercato nel quale sono quotate le azioni CIR, ed è rivolta, indistintamente ed a parità di condizioni, a tutti gli azionisti dell’Emittente, ad eccezione dell’Emittente medesimo. L’Offerta non è stata e non sarà promossa né diffusa negli Stati Uniti d’America, Canada, Giappone e Australia, nonché in qualsiasi altro Stato nel quale tale diffusione non sia consentita in assenza di autorizzazione da parte delle competenti autorità o sia in violazione di norme o regolamenti locali (gli “Altri Paesi”), né utilizzando strumenti di comunicazione o commercio internazionale (ivi inclusi, a titolo esemplificativo, la rete postale, il fax, il telex, la posta elettronica, il telefono ed internet) degli Stati Uniti d’America, Canada, Giappone, Australia o degli Altri Paesi, né attraverso qualsivoglia struttura di alcuno degli intermediari finanziari degli Stati Uniti d’America, Canada, Giappone, Australia o degli Altri Paesi, né in alcun altro modo. Copia del presente comunicato, del Documento di Offerta, o di porzioni dello stesso, così come copia di qualsiasi successivo documento che l’Offerente emetterà in relazione all’Offerta, non sono e non dovranno essere inviati, né in qualsiasi modo trasmessi, o comunque distribuiti, direttamente o indirettamente, negli Stati Uniti d’America, in Canada, in Giappone, in Australia o negli Altri Paesi. Chiunque riceva i suddetti documenti non dovrà distribuirli, inviarli o spedirli in alcun modo negli Stati Uniti d’America, in Canada, in Giappone, in Australia o negli Altri Paesi. Il Documento di Offerta non costituisce e non potrà essere interpretato quale offerta rivolta a soggetti residenti negli Stati Uniti d’America, Canada, Giappone, Australia o negli Altri Paesi. L’adesione all’Offerta da parte di soggetti residenti in Paesi diversi dall’Italia può essere soggetta a specifici obblighi o restrizioni previsti da disposizioni di legge o regolamentari. È esclusiva responsabilità dei destinatari dell’Offerta conformarsi a tali norme e, pertanto, prima di aderire all’Offerta, verificarne l’esistenza e l’applicabilità, rivolgendosi ai propri consulenti. Non saranno accettate eventuali adesioni all’Offerta in essere in violazione delle limitazioni di cui sopra.

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Documento di Offerta approvato da CONSOB

Milano, 16 giugno 2021 – CIR S.p.A. – Compagnie Industriali Riunite (“CIR” o l’“Offerente”) informa che  la Consob, con delibera n. 21898 del 15 giugno 2021, ai sensi dell’art. 102, comma 4, del Decreto Legislativo n. 58 del 24 febbraio 1998, come successivamente modificato e integrato (“TUF”), ha approvato il documento di offerta (il “Documento di Offerta”) relativo all’offerta pubblica di acquisto volontaria parziale (l’“Offerta”), promossa da CIR e avente ad oggetto massime n. 156.862.745 azioni di CIR (le “Azioni”). Ai sensi dell’articolo 40, comma 2, del Regolamento Emittenti, il periodo di adesione, in accordo con Borsa Italiana S.p.A., avrà inizio il giorno 21 giugno 2021 alle ore 8:30 e terminerà il giorno 29 luglio 2021 alle ore 17:30, estremi inclusi (salvo proroghe). La data di pagamento del corrispettivo, pari a Euro 0,51 per ciascuna Azione portata in adesione all’Offerta, è il 6 agosto 2021. La pubblicazione e le modalità di diffusione del Documento di Offerta saranno oggetto di successivo comunicato stampa ai sensi dell’art. 38, comma 2, del Regolamento Emittenti.

Avvertenza. L’Offerta è promossa esclusivamente sul mercato italiano, unico mercato nel quale sono quotate le azioni CIR, ed è rivolta, indistintamente ed a parità di condizioni, a tutti gli azionisti dell’Emittente, ad eccezione dell’Emittente medesimo. L’Offerta non è stata e non sarà promossa né diffusa negli Stati Uniti d’America, Canada, Giappone e Australia, nonché in qualsiasi altro Stato nel quale tale diffusione non sia consentita in assenza di autorizzazione da parte delle competenti autorità o sia in violazione di norme o regolamenti locali (gli “Altri Paesi”), né utilizzando strumenti di comunicazione o commercio internazionale (ivi inclusi, a titolo esemplificativo, la rete postale, il fax, il telex, la posta elettronica, il telefono ed internet) degli Stati Uniti d’America, Canada, Giappone, Australia o degli Altri Paesi, né attraverso qualsivoglia struttura di alcuno degli intermediari finanziari degli Stati Uniti d’America, Canada, Giappone, Australia o degli Altri Paesi, né in alcun altro modo. Copia del presente comunicato, del Documento di Offerta, o di porzioni dello stesso, così come copia di qualsiasi successivo documento che l’Offerente emetterà in relazione all’Offerta, non sono e non dovranno essere inviati, né in qualsiasi modo trasmessi, o comunque distribuiti, direttamente o indirettamente, negli Stati Uniti d’America, in Canada, in Giappone, in Australia o negli Altri Paesi. Chiunque riceva i suddetti documenti non dovrà distribuirli, inviarli o spedirli in alcun modo negli Stati Uniti d’America, in Canada, in Giappone, in Australia o negli Altri Paesi. Il Documento di Offerta non costituisce e non potrà essere interpretato quale offerta rivolta a soggetti residenti negli Stati Uniti d’America, Canada, Giappone, Australia o negli Altri Paesi. L’adesione all’Offerta da parte di soggetti residenti in Paesi diversi dall’Italia può essere soggetta a specifici obblighi o restrizioni previsti da disposizioni di legge o regolamentari. È esclusiva responsabilità dei destinatari dell’Offerta conformarsi a tali norme e, pertanto, prima di aderire all’Offerta, verificarne l’esistenza e l’applicabilità, rivolgendosi ai propri consulenti. Non saranno accettate eventuali adesioni all’Offerta in essere in violazione delle limitazioni di cui sopra.

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Avvenuto deposito del documento di offerta presso CONSOB

Milano, 31 maggio 2021 – Con riferimento all’offerta pubblica di acquisto volontaria parziale promossa da CIR S.p.A. – Compagnie Industriali Riunite (“CIR” o la “Società”) ai sensi degli articoli 102 e seguenti del Decreto Legislativo n. 58 del 24 febbraio 1998, come successivamente modificato e integrato (“TUF”), avente ad oggetto massime n. 156.862.745 azioni di CIR prive di indicazione del valore nominale, interamente liberate, quotate sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., di cui al comunicato stampa diffuso in data 10 maggio 2021 dalla Società in qualità di offerente, si comunica che in data odierna CIR ha provveduto, ai sensi dell’articolo 102, comma 3, del TUF e dell’articolo 37-ter del Regolamento Emittenti, al deposito presso la CONSOB della documentazione relativa all’offerta.

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CIR: deposito del verbale dell’Assemblea degli azionisti e dello Statuto sociale

Milano, 26 maggio 2021 – CIR S.p.A. rende noto che il verbale dell’Assemblea straordinaria e ordinaria del 30 aprile 2021 e lo Statuto sociale aggiornato sono disponibili sul meccanismo di stoccaggio autorizzato eMarket STORAGE (www.emarketstorage.com), presso la sede legale e sul sito Internet della Società (www.cirgroup.it).

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Offerta pubblica di acquisto volontaria parziale promossa da CIR S.p.A. avente ad oggetto azioni di CIR S.p.A.

COMUNICATO AI SENSI DEGLI ARTICOLI 102 DEL DECRETO LEGISLATIVO 24 FEBBRAIO 1998, N. 58, COME SUCCESSIVAMENTE MODIFICATO (IL “TUF”), DELL’ARTICOLO 37 DEL REGOLAMENTO ADOTTATO DALLA CONSOB CON DELIBERA N. 11971 DEL 14 MAGGIO 1999 COME SUCCESSIVAMENTE MODIFICATO ED INTEGRATO (IL “REGOLAMENTO EMITTENTI”) E DELL’ARTICOLO 17 DEL REGOLAMENTO UE N. 596 DEL 16 APRILE 2014 (“MAR”).

OFFERTA PUBBLICA DI ACQUISTO VOLONTARIA PARZIALE PROMOSSA DA CIR S.P.A. AVENTE AD OGGETTO AZIONI DI CIR S.P.A.

Milano, 10 maggio 2021. Ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 102, comma 1, del TUF e all’articolo 37 del Regolamento Emittenti, CIR S.p.A. (l’“Offerente” o l’“Emittente” o “CIR” o la “Società”) comunica la propria decisione, deliberata in data odierna all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione, di promuovere un’offerta pubblica di acquisto volontaria parziale ai sensi degli articoli 102 e seguenti del TUF su massime n. 156.862.745 azioni CIR S.p.A., prive di indicazione del valore nominale, interamente liberate (le “Azioni”), quotate sul Mercato Telematico Azionario (“MTA”) organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A. (“Borsa Italiana”), pari al 12,282% del capitale sociale di CIR (l’“Offerta”).

L’Offerta è rivolta indistintamente a tutti i portatori di azioni CIR e non ha ad oggetto le n. 26.708.861 azioni proprie attualmente detenute dall’Emittente corrispondenti al 2,091% del capitale sociale, che sono pertanto escluse dall’Offerta.

L’Offerta non è condizionata al raggiungimento di un quantitativo minimo di adesioni.

Le Azioni acquistate da CIR nell’ambito dell’Offerta non saranno oggetto di annullamento.

In caso di adesioni all’Offerta per un quantitativo di azioni complessivamente superiore al numero massimo di azioni oggetto dell’Offerta stessa si farà luogo al riparto secondo il metodo proporzionale e pertanto CIR acquisterà da tutti gli azionisti aderenti all’Offerta la medesima proporzione delle Azioni da questi ultimi apportate all’Offerta.

Ai sensi dell’articolo 102, comma 3, del TUF, l’Offerente provvederà, entro venti giorni dal presente comunicato, a trasmettere a Consob il documento di offerta (il “Documento di Offerta”) destinato alla pubblicazione, al quale si rinvia per maggiori dettagli sull’Offerta.

Di seguito si riportano gli elementi essenziali dell’Offerta e le finalità perseguite con la medesima.

  OFFERENTE – EMITTENTE E SOGGETTO CONTROLLANTE

OFFERENTE – EMITTENTE

Poiché l’Offerta è promossa da CIR, società emittente i titoli oggetto dell’Offerta, vi è coincidenza tra Offerente ed Emittente.

CIR è una società per azioni di diritto italiano, con sede legale in Milano, Via Ciovassino n.1, con codice fiscale, partita I.V.A e numero di iscrizione presso il Registro delle Imprese di Milano Monza Brianza Lodi: 01792930016, iscritta al R.E.A. di Milano al n.1950090, attiva, anche tramite le sue controllate, nel settore della assunzione e gestione di partecipazioni di controllo e attivi finanziari.

La durata della società è fissata sino al 31 dicembre 2050.

Alla data del presente comunicato, il capitale sociale dell’Emittente ammonta a Euro 638.603.657, interamente sottoscritto e versato, suddiviso in n. 1.277.207.314 azioni ordinarie prive di indicazione del valore nominale.

Lo statuto di CIR prevede la maggiorazione di voto di cui all’art.127 quinquies del TUF; in particolare, all’art.8, così come modificato dall’assemblea straordinaria del 29 aprile 2019, stabilisce che ciascuna azione dia diritto a due voti ove siano soddisfatti congiuntamente i seguenti presupposti: a) il diritto di voto sia spettato al medesimo soggetto in forza di un diritto reale legittimante (piena proprietà con diritto di voto, nuda proprietà con diritto di voto o usufrutto con diritto di voto) per un periodo continuativo non inferiore a 48 mesi; b) la ricorrenza del presupposto sub a) sia attestata dall’iscrizione continuativa, per un periodo non inferiore a 48 mesi, nell’elenco di cui al Libro Soci Stabili, appositamente istituito, tenuto e aggiornato a cura della Società.

Si riporta la composizione del capitale e dei diritti di voto pubblicata in data 4 maggio 2021, fatti salvi eventuali aggiornamenti nel documento integrativo.

Le azioni ordinarie CIR sono ammesse alle negoziazioni sul MTA.

Alla data odierna l’Emittente non ha emesso altre categorie di azioni, né obbligazioni convertibili in azioni. Si riportano di seguito i dati relativi ai principali azionisti di CIR (con partecipazioni pari o superiori al 5% del capitale sociale) sulla base del libro soci e delle altre informazioni a disposizione dell’Emittente alla data del presente comunicato.

Non vi sono soggetti che agiscono di concerto con l’Offerente in relazione all’Offerta, precisandosi che Rodolfo De Benedetti, presidente del Consiglio di Amministrazione della Società e presidente del Consiglio di Amministrazione del soggetto controllante F.LLI DE BENEDETTI S.p.A., possiede direttamente ed indirettamente n. 16.497.569 azioni e n. 16.497.569 diritti di voto della Società (1,292% del capitale sociale, 0,974% del capitale votante e 0,963% dei diritti di voto ai sensi dell’art. 44 bis , comma 4, lettera b) del Regolamento Emittenti, di seguito, per brevità, “Quota ai fini OPA obbligatoria”).

SOGGETTO CONTROLLANTE

Alla data del presente comunicato, il controllo di CIR ai sensi dell’articolo 93 del TUF è detenuto dalla FRATELLI DE BENEDETTI S.p.A. («FDB»), con sede legale in Torino, Via Valeggio n. 41, capitale sociale di Euro 170.820.000 i.v., codice fiscale e numero di iscrizione presso il Registro delle Imprese di Torino 05936550010.

Il socio di controllo, come sopra indicato, detiene il 30,759% del capitale sociale e il 45,256% del capitale votante (44,736% in termini di Quota ai fini OPA obbligatoria).

Il socio di controllo ha comunicato all’Emittente la propria intenzione di non aderire all’Offerta.

Si precisa che in data 16 marzo 2021 è stato stipulato un patto parasociale (il «Patto»), attualmente in vigore, sottoscritto da Rodolfo De Benedetti, Marco De Benedetti, Edoardo De Benedetti (“Soci”), FDB e Margherita Crosetti, che contiene pattuizioni rilevanti ai sensi dell’art. 122, commi 1 e 5, lett. a), b) e c), TUF, aventi ad oggetto le azioni di (i) FDB, socio di controllo dell’Offerente, e di (ii) CIR, e cioè l’Offerente.

Il Patto vincola i Soci, complessivamente titolari del 100% del capitale sociale di FDB, nonché Margherita Crosetti, in quanto usufruttuaria con diritto di voto di parte delle azioni di FDB, e FDB stessa, in quanto titolare di azioni CIR.

Le informazioni essenziali relative al Patto sono pubblicate, ai sensi dell’art. 130 del Regolamento Emittenti, sul sito internet di CIR, www.cirgroup.it, Area Governance, sezione Patti Parasociali.

Per quanto a conoscenza di CIR, non esistono altri patti parasociali rilevanti ai sensi dell’articolo 122 del TUF aventi ad oggetto le azioni di CIR.

CATEGORIE E QUANTITATIVO DEI TITOLI OGGETTO DELL’OFFERTA

L’Offerta è rivolta, indistintamente e a parità di condizioni, a tutti gli azionisti dell’Emittente e ha ad oggetto massime n. 156.862.745 azioni ordinarie CIR, prive del valore nominale, con godimento regolare, quotate sul MTA, pari al 12,282% del capitale sociale di CIR.

Le Azioni portate in adesione all’Offerta dovranno essere liberamente trasferibili all’Offerente e libere da vincoli e gravami di ogni genere e natura, reali, obbligatori e personali.

Alla data di pubblicazione del presente comunicato CIR detiene n. 26.708.861 azioni proprie rappresentanti il 2,091% del capitale sociale, che non sono oggetto dell’Offerta.

In caso di integrale adesione all’Offerta e tenuto conto delle azioni già in portafoglio dell’Emittente alla data odierna, CIR deterrà n. 183.571.606 azioni proprie, corrispondenti al 14,373% del capitale sociale dell’Emittente, e quindi un numero di azioni inferiore ad un quinto del capitale sociale.

Si precisa che ove un azionista titolare di azioni che fruiscono di voto maggiorato apportasse all’Offerta solo parte di tali azioni, le rimanenti azioni che restino in suo possesso continueranno a fruire, secondo le norme di legge e di statuto, del voto maggiorato.

CORRISPETTIVO UNITARIO OFFERTO E CONTROVALORE COMPLESSIVO DELL’OFFERTA CIR

L’Offerente riconoscerà a ciascun aderente all’Offerta un corrispettivo pari ad Euro 0,51 per ciascuna Azione portata in adesione all’Offerta e acquistata (il “Corrispettivo”).

Il Corrispettivo si intende al netto dell’imposta di bollo, dell’imposta di registro e dell’imposta sulle transazioni finanziarie italiana, ove dovute, e dei compensi, provvigioni e spese che rimarranno a carico dell’Offerente. Al contrario, qualsiasi imposta sul reddito, ritenuta d’acconto o imposta sostitutiva, ove dovuta, sulla plusvalenza eventualmente realizzata, rimarrà a carico degli aderenti all’Offerta.

Il Corrispettivo incorpora un premio del 2,78% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni ordinarie CIR registrato in data 7 maggio 2021 (giorno di borsa aperta antecedente la data di annuncio al mercato dell’operazione), nonché un premio del 7,10%, 5,76%, 9,49%, 17,68% rispetto alla media ponderata dei prezzi ufficiali delle azioni dell’Emittente rispettivamente nei periodi a 1 mese, 3 mesi, 6 mesi e 12 mesi anteriori al 7 maggio 2021, come meglio illustrato nella tabella di seguito riportata.

Il controvalore complessivo per le n. 156.862.745 Azioni oggetto dell’Offerta è pari ad Euro 80.000.000.

Il pagamento del Corrispettivo a favore dei soggetti che aderiranno all’Offerta, a fronte del contestuale trasferimento della proprietà delle Azioni portate in adesione a favore dell’Offerente, avverrà il quinto giorno di borsa aperta successivo alla data di chiusura del periodo di adesione concordato con Borsa Italiana (il “Periodo di Adesione”), fatte salve le eventuali proroghe o modifiche dell’Offerta che dovessero intervenire in conformità alle vigenti disposizioni di legge o di regolamento.

MOTIVAZIONI DELL’OFFERTA

L’Offerta è stata elaborata tenendo conto delle seguenti circostanze: (i) la Società dispone da anni di una consistente posizione di liquidità; (ii) la Società ha proceduto nel 2020 alla cessione di una delle partecipazioni di controllo, che ha, da un lato, incrementato significativamente la liquidità, dall’altro ridotto i settori in cui è presente e le relative potenziali necessità e/o opportunità di investimento; (iii) allo stato, la Società dispone di liquidità in eccesso rispetto ai programmi di investimento di breve e medio termine, posto che le proprie controllate sono in grado di autofinanziare il proprio sviluppo; (iv) la Società dispone di un importo significativo, e comunque sufficiente ai fini dell’operazione in fase di analisi, di riserve distribuibili.

L’Offerta consentirebbe agli azionisti che intendessero aderirvi di beneficiare – a parità di trattamento per tutti – di una temporanea maggiore liquidità del proprio investimento a un prezzo certo, che incorporerebbe un premio rispetto alla media dei prezzi del titolo degli ultimi mesi.

Per gli azionisti che eventualmente non intendessero apportare le loro azioni, l’acquisto di azioni proprie da parte della Società a seguito dell’adesione all’Offerta determinerebbe, a parità di utile sociale complessivo, l’aumento dell’utile per azione ( EPS ) e del dividendo per azione, anche nel caso in cui le azioni proprie acquistate non vengano eliminate, ma restino in proprietà della Società, stante l’attribuzione proporzionale del diritto agli utili spettante alle azioni proprie alle altre azioni, ai sensi dell’art. 2357-ter, secondo comma, del codice civile.

Dal punto di vista della Società, l’Offerta si configura come un impiego prudente della liquidità; infatti (i) l’investimento avverrebbe a valori inferiori rispetto alla valutazione intrinseca delle azioni e (ii) fino a quando le azioni venissero mantenute in portafoglio, il loro acquisto non ridurrebbe in maniera permanente le risorse a disposizione della Società posto che esse potrebbero eventualmente utilizzarsi in occasione di operazioni di acquisizione e/o sviluppo di alleanze.

INTENZIONE DI REVOCARE DALLA NEGOZIAZIONE GLI STRUMENTI FINANZIARI OGGETTO DELL’OFFERTA

OBBLIGO DI ACQUISTO AI SENSI DELL’ARTICOLO 108, COMMA 2 DEL TUF

L’Offerta consiste in un’offerta pubblica di acquisto volontaria parziale promossa ai sensi degli articoli 102 e seguenti del TUF e non è finalizzata alla, né potrà determinare la, revoca dalla quotazione delle azioni ordinarie dell’Emittente dal MTA (delisting).

Pertanto, in considerazione della natura dell’Offerta, non sussistono i presupposti per l’obbligo di acquisto ai sensi dell’articolo 108, comma 2, del TUF.

DIRITTO DI ACQUISTO DI CUI ALL’ARTICOLO 111 DEL TUF E OBBLIGO DI ACQUISTO AI SENSI DELL’ARTICOLO 108, COMMA 1, DEL TUF

L’Offerta consiste in un’offerta pubblica di acquisto volontaria parziale promossa ai sensi degli articoli 102 e seguenti del TUF e non è finalizzata alla, né potrà determinare la, revoca dalla quotazione delle azioni ordinarie dell’Emittente dal MTA (delisting).

Pertanto, in considerazione della natura dell’Offerta, non sussistono i presupposti né per il diritto di acquisto di cui all’articolo 111 del TUF, né per l’obbligo di acquisto ai sensi dell’articolo 108, comma 1, del TUF.

NON APPLICABILITÀ DELL’OBBLIGO DI OFFERTA INCREMENTALE EX ARTICOLI 106, COMMA 3, LETT. B), TUF E 46 DEL REGOLAMENTO EMITTENTI

Il socio di controllo FDB detiene 392.851.536 azioni di CIR, rappresentanti il 30,759% del capitale sociale dell’Emittente e il 45,256% dei diritti di voto esercitabili nell’Assemblea degli azionisti (44,736% in termini di Quota ai fini OPA obbligatoria).

Si ricorda inoltre che Rodolfo De Benedetti, presidente del Consiglio di Amministrazione della Società e del Consiglio di Amministrazione del socio F.LLI DE BENEDETTI S.p.A., possiede direttamente ed indirettamente n. 16.497.569 azioni e n. 16.497.569 diritti di voto della Società.

In considerazione della decisione della Fratelli De Benedetti S.p.A. di non aderire all’Offerta, in effetti la quota dei diritti di voto della stessa si potrebbe incrementare per effetto dell’adesione di altri soci.

FDB ha altresì comunicato all’Emittente di non essere interessata a lanciare una Offerta Pubblica di Acquisto totalitaria e si è impegnata ora per allora, qualora occorresse, a rinunciare ad un adeguato numero di diritti di voto maggiorati e comunque a non esercitare gli eventuali voti eccedenti fino alla riduzione degli stessi, ove per effetto dell’acquisto di azioni proprie da parte della Società si verificassero i presupposti dell’OPA obbligatoria.   

Si segnala come il meccanismo del voto maggiorato adottato dalla Società non consenta di prevedere con certezza la misura dell’eventuale incremento della percentuale dei diritti di voto dell’azionista di controllo, nemmeno nel caso di integrale adesione all’offerta.  

MODALITÀ DI FINANZIAMENTO DELL’OFFERTA

CIR intende far fronte alla copertura finanziaria dell’Offerta, avente un controvalore complessivo massimo di Euro 80.000.000, mediante utilizzo di parte delle proprie giacenze di cassa, derivanti anche dalla cessione della partecipazione in GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. perfezionata in data 23 aprile 2020, in quanto pienamente capienti.

Il controvalore massimo complessivo dell’Offerta è inferiore alle riserve distribuibili della Società, che al 31 dicembre 2020 ammontavano a Euro 96,5 milioni, in ottemperanza a quanto previsto dal primo comma dell’art. 2357 del codice civile, che stabilisce che l’acquisto di azioni proprie possa avvenire nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio regolarmente approvato.  

Dal 31 dicembre 2020 non si sono peraltro verificati eventi negativi di rilievo.

CONDIZIONI DI EFFICACIA DELL’OFFERTA

L’efficacia dell’Offerta è soggetta (A) al mancato verificarsi, entro il primo giorno di borsa aperta successivo al termine del Periodo di Adesione, di (i) eventi o situazioni straordinari  a  livello  nazionale e/o internazionale comportanti gravi mutamenti nella situazione politica, finanziaria, economica, valutaria o di mercato non già determinatisi alla data di pubblicazione del Documento di Offerta e che abbiano effetti sostanzialmente pregiudizievoli  sull’Offerta,  sulle  condizioni  delle  attività  e/o  sulle  condizioni patrimoniali, economiche e/o finanziarie di CIR e/o sulle società facenti parte del Gruppo CIR, ovvero, di (ii) atti, fatti, circostanze, eventi o situazioni non già determinatisi alla data di pubblicazione del Documento di Offerta e tali da determinare un pregiudizio che incida sull’Offerta in modo rilevante, sulle condizioni delle attività e/o sulle condizioni patrimoniali, economiche o finanziarie di CIR e/o del Gruppo CIR,  quali  risultanti  dal  più  recente  documento  contabile  approvato dall’Emittente, e/o (B) alla mancata adozione e/o pubblicazione, entro il primo giorno di borsa aperta successivo al termine del Periodo di Adesione, da parte di istituzioni, enti o autorità aventi competenza, di atti o provvedimenti legislativi, amministrativi (ivi inclusi obblighi di offerta pubblica di acquisto ai sensi degli articoli 106 e seguenti del TUF) o giudiziari tali da precludere, limitare o rendere più onerosa, in tutto o in parte, anche a titolo   transitorio,   la   possibilità   di   CIR   e/o   del   Gruppo   CIR   di perfezionare l’Offerta ((A) e (B), congiuntamente, le “Condizioni dell’Offerta”).

La condizione di cui alla precedente lettera A include il mancato verificarsi di eventi che abbiano le caratteristiche di cui sopra e che si verifichino in conseguenza di, o in connessione con, la diffusione della pandemia di Covid-19 (che, sebbene sia un fenomeno di pubblico dominio alla data odierna, può comportare conseguenze che non sono attualmente prevedibili in alcun modo in alcuna area di business), ivi inclusa, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, qualsiasi crisi, il blocco temporaneo o la chiusura dei mercati finanziari e /o delle attività produttive e/o di servizio che comportino, o che potrebbero ragionevolmente comportare, effetti sostanzialmente pregiudizievoli sull’Offerta e/o sull’Emittente, ovvero sulle società da essa controllate.

L’Offerente potrà rinunciare a, o modificare nei termini, in qualsiasi momento e a suo insindacabile giudizio, in tutto o in parte, le Condizioni dell’Offerta nei limiti e secondo le modalità previste dall’articolo 43 del Regolamento Emittenti.

L’Offerta non è condizionata al raggiungimento di un quantitativo minimo di adesioni.

DURATA DELL’OFFERTA

Il Periodo di Adesione all’Offerta sarà concordato con Borsa Italiana tra un minimo di 15 e un massimo di 40 giorni di borsa aperta ai sensi dell’articolo 40, comma 2, lett. b) del Regolamento Emittenti, salvo eventuale proroga della quale l’Offerente darà comunicazione ai sensi delle disposizioni di legge e regolamentari vigenti.

COMUNICAZIONI O DOMANDE DI AUTORIZZAZIONE RICHIESTE DALLA NORMATIVA APPLICABILE

L’Offerta non è soggetta ad autorizzazioni.  L’Assemblea degli Azionisti ha approvato in data 30 Aprile 2021 la delibera di autorizzazione all’acquisto per un periodo di 18 mesi sino ad un massimo di 225.000.000 (e comunque sino al limite di legge)  di azioni proprie secondo diverse possibili modalità, ivi inclusa l’Offerta ad un prezzo che non dovrà discostarsi di più del 15%, in difetto o in eccesso dal prezzo di riferimento registrato nella seduta di borsa del giorno precedente quello di fissazione del prezzo di acquisto (la delibera assembleare è disponibile all’indirizzo www.cirgroup.it, area Governance).

SITO INTERNET PER LA PUBBLICAZIONE DEI COMUNICATI E DEI DOCUMENTI RELATIVI ALL’OFFERTA

I comunicati ed i documenti relativi all’Offerta saranno disponibili per la consultazione sul sito internet dell’Emittente, all’indirizzo   www.cirgroup.it, nell’area Governance.

I comunicati ed i documenti relativi all’Offerta saranno altresì disponibili per la consultazione presso la sede legale di CIR, in Milano, Via Ciovassino n.1.

APPLICABILITÀ DELLE ESENZIONI DI CUI ALL’ARTICOLO 101-BIS, COMMA 3, DEL TUF

Secondo quanto previsto dall’articolo 101-bis, comma 3, lettera d) del TUF, non trovano applicazione  con riguardo all’Offerta medesima le disposizioni degli articoli 102 (Obblighi degli offerenti e poteri interdittivi), commi 2 e 5, l’articolo 103, comma 3-bis (Svolgimento dell’offerta), 104 (Difese), 104-bis (Regola di neutralizzazione) e 104-ter (Clausola di reciprocità) del TUF e ogni altra disposizione del TUF che pone a carico dell’Offerente o dell’Emittente specifici obblighi informativi nei confronti dei dipendenti o dei loro rappresentanti.

MERCATI DI OFFERTA

L’Offerta è promossa esclusivamente sul mercato italiano, unico mercato nel quale sono quotate le Azioni, ed è rivolta, indistintamente ed a parità di condizioni, a tutti gli azionisti dell’Emittente.

L’Offerta non è e non sarà promossa né diffusa negli Stati Uniti d’America, Canada, Giappone e Australia, nonché in alcun altro Paese nel quale tale diffusione non sia consentita in assenza di autorizzazione da parte delle competenti autorità (gli “Altri Paesi”),  né  utilizzando  strumenti  di  comunicazione  o  commercio  internazionale  (ivi inclusi, a titolo esemplificativo, la rete postale, il fax, il telex, la posta elettronica, il telefono ed internet) degli Stati Uniti d’America, Canada, Giappone, Australia o degli Altri Paesi, né qualsivoglia struttura di alcuno degli intermediari finanziari degli Stati Uniti d’America, Canada, Giappone, Australia o degli Altri Paesi, né in alcun altro modo.

L’adesione all’Offerta da parte di soggetti residenti in paesi diversi dall’Italia può essere soggetta a specifici obblighi o restrizioni previsti da disposizioni di legge o regolamentari. È esclusiva responsabilità dei destinatari dell’Offerta conformarsi a tali norme e, pertanto, prima di aderire all’Offerta, verificarne l’esistenza e l’applicabilità, rivolgendosi ai propri consulenti.

CONSULENTI DELL’OPERAZIONE

CIR è assistita dal prof. Piergaetano Marchetti in qualità di consulente legale e da UniCredit S.p.A. in qualità di consulente finanziario.

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CIR: l’Assemblea degli azionisti approva il bilancio 2020

Milano, 30 aprile 2021 – L’Assemblea degli azionisti di CIR S.p.A. si è tenuta oggi a Milano sotto la presidenza di Rodolfo De Benedetti, in sede ordinaria e straordinaria.

Ai sensi dell’art. 106, comma 4, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, l’intervento dei soci in Assemblea ha avuto luogo esclusivamente tramite il rappresentante designato, nominato ai sensi dell’art. 135-undecies del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF) e individuato nello Studio Segre S.r.l., a cui sono state conferite anche deleghe/subdeleghe ai sensi dell’art. 135-novies del TUF, in deroga all’art. 135-undecies, comma 4, del TUF.

Approvazione del bilancio 2020

In sede ordinaria, l’Assemblea ha approvato il bilancio dell’esercizio 2020 di CIR. Il gruppo ha chiuso l’anno con ricavi consolidati pari a € 1.834,8 milioni (€ 2.001,6 milioni nel 2019) e un utile di € 16,3 milioni. La capogruppo CIR S.p.A. ha registrato un utile di € 2,6 milioni.

L’Assemblea ha fatto propria la proposta del Consiglio di Amministrazione di non distribuire dividendi.

Politica in materia di remunerazione e piano di stock grant

L’Assemblea ha approvato la prima sezione della relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti e ha espresso voto favorevole sulla seconda sezione della predetta relazione.

L’Assemblea ha altresì approvato il piano di stock grant per il 2021 destinato ad amministratori e/o dirigenti della Società e di società controllate per un massimo di n. 5.000.000 diritti condizionati, ciascuno dei quali attribuirà ai beneficiari il diritto di ricevere in assegnazione a titolo gratuito n. 1 azione CIR. Le azioni assegnate verranno messe a disposizione utilizzando azioni proprie della Società. Il piano ha la finalità di allineare gli interessi del management con gli obiettivi di creazione di valore per il gruppo e i suoi azionisti in un orizzonte di medio-lungo periodo e favorire la permanenza di coloro che ricoprono posizioni “chiave” nel gruppo.

Autorizzazione all’acquisto azioni proprie

L’Assemblea ha conferito al Consiglio di Amministrazione l’autorizzazione, valida per un periodo di 18 mesi, ad acquistare un numero massimo di 225.000.000 azioni proprie, e comunque fino a concorrenza del 20% del numero complessivo di azioni costituenti il capitale sociale (tenuto conto anche delle azioni proprie già detenute dalla Società che sono, in data odierna, 26.819.394, pari al 2,1% del numero complessivo di azioni), ad un prezzo unitario che non dovrà discostarsi di più del 15%, in difetto o in eccesso, dal prezzo di riferimento registrato dalle azioni nella seduta di Borsa precedente la data di ogni singola operazione di acquisto, o precedente la data in cui viene fissato il prezzo e comunque, ove gli acquisti siano effettuati con ordini sul mercato regolamentato, per un corrispettivo non superiore al prezzo più elevato tra il prezzo dell’ultima operazione indipendente e il prezzo dell’offerta d’acquisto indipendente corrente più elevata sul medesimo mercato, in conformità a quanto previsto dal Regolamento Delegato UE n. 2016/1052.

Le motivazioni principali per cui viene rinnovata l’autorizzazione sono: i) adempiere agli obblighi derivanti da eventuali programmi di opzioni su azioni o altre assegnazioni di azioni della Società ai dipendenti o ai membri degli organi di amministrazione di CIR o di società da questa controllate, ii) disporre di un portafoglio di azioni proprie da utilizzare come corrispettivo in eventuali operazioni straordinarie, anche di scambio di partecipazioni, con altri soggetti nell’ambito di operazioni di interesse della Società (c.d. “magazzino titoli”); iii) svolgere attività di sostegno della liquidità del titolo sul mercato, ottimizzare la struttura del capitale, remunerare gli azionisti in particolari situazioni di mercato; iv) cogliere opportunità di creazione di valore, nonché di efficiente impiego della liquidità, in relazione all’andamento del mercato; v) per ogni altra finalità che le competenti Autorità dovessero qualificare come prassi di mercato ammesse ai sensi della applicabile disciplina europea e domestica, e con le modalità ivi stabilite.

Riduzione del numero dei componenti del Consiglio

L’Assemblea ha ridotto a undici, da dodici, il numero dei componenti il Consiglio di Amministrazione. A seguito delle dimissioni per ragioni personali dell’Amministratrice Pia Hahn Marocco, il Consiglio, in occasione della riunione tenutasi lo scorso 29 marzo, ha deciso di non procedere alla cooptazione di un nuovo Amministratore e di proporre all’Assemblea di ridurre il numero degli Amministratori in quanto ritiene che, anche a seguito della riduzione, il numero dei componenti resti adeguato, e ha preso atto che la composizione resta conforme alle disposizioni di legge e del Codice di Corporate Governance della Società in materia di indipendenza, equilibrio tra i generi e diversità di competenze.

Modifica dello Statuto sociale

In sede straordinaria, l’Assemblea ha eliminato il valore nominale delle azioni approvando la modifica dell’art. 4, comma 1 dello Statuto sociale. L’istituto delle azioni senza valore nominale rappresenta un utile strumento di flessibilità, in quanto semplifica un’ampia tipologia di operazioni sul capitale della Società.

Riunione del Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio di Amministrazione, in conformità con le deleghe conferitegli dall’Assemblea, ha dato esecuzione al piano di stock grant 2021 mediante attribuzione di n. 3.565.284 diritti.

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Sogefi: l’Assemblea degli azionisti approva il bilancio 2020

SOGEFI: L’ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI APPROVA IL BILANCIO 2020

NOMINATO IL COLLEGIO SINDACALE PER IL TRIENNIO 2021-2023

SIPAHI CONFERMATO AMMINISTRATORE DELEGATO

Milano, 23 aprile 2021 – L’Assemblea degli azionisti di Sogefi S.p.A. si è tenuta oggi a Milano sotto la presidenza di Monica Mondardini.

Ai sensi dell’art. 106, comma 4, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, l’intervento dei soci in Assemblea ha avuto luogo esclusivamente tramite il rappresentante designato, nominato ai sensi dell’art. 135-undecies del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF) e individuato nello Studio Segre S.r.l., a cui sono state conferite anche deleghe/subdeleghe ai sensi dell’art. 135-novies del TUF, in deroga all’art. 135-undecies, comma 4, del TUF.

Approvazione del bilancio 2020

L’Assemblea ha approvato il bilancio dell’esercizio 2020. Sogefi ha chiuso l’anno con ricavi consolidati pari a € 1.203,2 milioni (€ 1.463,8 milioni nel 2019), un EBITDA di € 137,6 milioni (€ 177,4 milioni nel 2019) e un risultato netto delle attività destinate a continuare negativo per € 19,6 milioni (utile netto di € 11,1 milioni nel 2019). La società capogruppo Sogefi S.p.A. ha registrato una perdita di € 6,2 milioni (utile netto di € 7,7 milioni nel 2019).

L’Assemblea degli azionisti ha fatto propria la proposta del Consiglio di Amministrazione di non distribuire dividendi.

Politica in materia di remunerazione e piano di stock grant

L’Assemblea ha approvato la prima sezione della relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti e ha espresso voto favorevole sulla seconda sezione della predetta relazione.

L’Assemblea ha altresì approvato il piano di stock grant per il 2021 destinato a dipendenti del Gruppo investiti di funzioni strategicamente rilevanti per un massimo di n. 1.000.000 diritti condizionati, ciascuno dei quali attribuirà ai beneficiari il diritto di ricevere in assegnazione a titolo gratuito n. 1 azione Sogefi. Le azioni assegnate verranno messe a disposizione utilizzando azioni proprie detenute dallaSocietà. Il piano ha la finalità di allineare gli interessi del management con gli obiettivi di creazione di valore per il Gruppo e i suoi azionisti in un orizzonte di medio-lungo periodo, stimolare l’impegno per il conseguimento di obiettivi comuni a livello di Gruppo e favorire la permanenza di coloro che ricoprono posizioni rilevanti.

Autorizzazione all’acquisto azioni proprie

L’Assemblea ha rinnovato per un periodo di 18 mesi la delega al Consiglio di Amministrazione ad acquistare massimo 10 milioni di azioni proprie (comprese n. 2.094.831 azioni proprie ad oggi detenute, pari all’1,744% del capitale sociale), a un prezzo unitario che non dovrà essere superiore al 10% e inferiore al 10% rispetto al prezzo di riferimento registrato dalle azioni nella seduta del mercato regolamentato precedente ogni singola operazione di acquisto o la data in cui viene fissato il prezzo e comunque, ove gli acquisti siano effettuati sul mercato regolamentato, per un corrispettivo non superiore al prezzo più elevato tra il prezzo dell’ultima operazione indipendente e il prezzo dell’offerta d’acquisto indipendente corrente più elevata sul medesimo mercato, in conformità a quanto previsto dal Regolamento Delegato UE n. 2016/1052.

Le motivazioni principali per cui viene rinnovata l’autorizzazione sono: adempiere agli obblighi derivanti da eventuali programmi di opzioni su azioni o altre assegnazioni di azioni della Società ai dipendenti o ai membri degli organi di amministrazione di Sogefi o di società collegate; adempiere alle obbligazioni eventualmente derivanti da strumenti di debito convertibili o scambiabili con strumenti azionari; svolgere attività di sostegno della liquidità del titolo sul mercato, nei limiti della disciplina vigente; cogliere opportunità di creazione di valore, nonché di efficiente impiego della liquidità, in relazione all’andamento del mercato; per ogni altra finalità che le competenti Autorità dovessero qualificare come prassi di mercato ammesse ai sensi della applicabile disciplina europea e domestica, e con le modalità ivi stabilite.

Nomina di un amministratore e del Collegio Sindacale

L’Assemblea ha nominato Frédéric Sipahi – cooptato dal Consiglio, ai sensi dell’art. 2386 del Codice Civile, in data 26 febbraio 2021 – quale amministratore della Società.

L’Assemblea ha altresì nominato i componenti il Collegio Sindacale della Società per il triennio 2021-2023. I sindaci effettivi sono Daniela Delfrate (Presidente del Collegio Sindacale), Giovanni Barbara e Rita Rolli. I sindaci supplenti sono Maria Pia Maspes, Luca Del Pico e Anna Maria Allievi. I sindaci sono stati tratti dalla lista presentata dall’azionista di maggioranza CIR S.p.A., ad eccezione del Presidente Daniela Delfrate e del sindaco supplente Maria Pia Maspes, scelti dalla lista di minoranza presentata da YODA Società Semplice.

Riunione del Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi dopo l’Assemblea, ha confermato Frédéric Sipahi amministratore delegato di Sogefi. Sipahi ricopre altresì il ruolo di direttore generale dal 1° marzo 2021. Il suo curriculum vitae è disponibile sul sito www.sogefigroup.com.

Il Consiglio ha verificato la sussistenza dei requisiti di indipendenza degli amministratori dichiaratisi indipendenti, Patrizia Canziani, Roberta Di Vieto, Mauro Melis, Ervino Riccobon e Christian Georges Streiff. Cinque amministratori su un totale di otto risultano quindi indipendenti. Il Collegio Sindacale ha a sua volta verificato la sussistenza dei requisiti di indipendenza dei propri componenti; i curricula dei sindaci sono disponibili sul sito sogefigroup.com. Tutti gli amministratori indipendenti e i componenti del Collegio Sindacale sono pertanto in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge e dal Codice di Corporate Governance adottato dalla Società.

Infine, il Consiglio di Amministrazione, in conformità con le deleghe conferitegli dall’Assemblea degli azionisti, ha dato esecuzione al piano di stock grant 2021 mediante attribuzione di n. 897.500 diritti.

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Sogefi: risultati del primo trimestre 2021

RISULTATI DEL PRIMO TRIMESTRE 2021

RICAVI IN RIPRESA E FORTE MIGLIORAMENTO DELLA REDDITIVITA’

Ricavi in significativo aumento a € 356,6 milioni (+9,3% a cambi costanti) con un andamento migliore del mercato in tutte le aree geografiche

EBITDA margin al 15,4% del fatturato in aumento rispetto al Q1 2020 (11,3%) e al Q1 2019 (11%)

Utile netto di € 11,8 milioni (perdita di € 5,6 milioni nel primo trimestre 2020 e utile di € 1,6 milioni nel primo trimestre 2019)

Free Cash Flow positivo per € 32,4 milioni rispetto a € 5,4 milioni nel Q1 2020

Milano, 23 aprile 2021Il Consiglio di Amministrazione di Sogefi S.p.A., riunitosi oggi sotto la presidenza di Monica Mondardini, ha approvato il resoconto intermedio di gestione del gruppo al 31 marzo 2021, presentato dall’amministratore delegato Frederic Sipahi.

Sogefi, società del Gruppo CIR, è uno dei principali produttori globali di componenti per autoveicoli in tre settori: Aria e Raffreddamento, Filtrazione e Sospensioni.

Nel primo trimestre 2021 la produzione mondiale di automobili ha registrato una crescita del 14% rispetto al primo trimestre 2020 con il mese di marzo a +34,7% rispetto all’anno precedente. La ripresa del primo trimestre 2021 è principalmente dovuta alla Cina, primo paese ad essere colpito dalla pandemia nel 2020, dove la produzione è cresciuta rispetto al primo trimestre dell’esercizio precedente del 78,2%. Anche India e Mercosur hanno visto una ripresa del mercato (+22,8% e +4,6%), mentre UE e NAFTA hanno registrato volumi al di sotto di quelli del primo trimestre 2020 (-0,9% e -4,5% rispettivamente).

La produzione mondiale resta comunque inferiore ai livelli pre-Covid: in particolare, rispetto al primo trimestre 2019, si colloca al -11,3%, con l’Europa a -20%, NAFTA a -14,7% e la China a -4,2%.

Nel corso del primo trimestre 2021, la priorità del Gruppo ha continuato ad essere la sicurezza dei propri dipendenti; sono state mantenute tutte le disposizioni per la sicurezza sanitaria sul posto di lavoro volte a ridurre il rischio di contagio, che contemplano distanziamento fisico, utilizzo di sistemi di protezione individuale e misure per limitare la presenza del personale sul posto di lavoro, mediante il ricorso al lavoro agile.

Il Gruppo ha registrato una significativa ripresa dei ricavi: +5% a cambi storici e +9,3% a cambi costanti; rispetto al primo trimestre 2019, il fatturato si colloca a -5,2%, a fronte del -11,3% della produzione mondiale.

La ripresa del fatturato unitamente al piano di interventi attuato per contrastare l’impatto della crisi, hanno consentito di chiudere il trimestre con un utile di € 11,8 milioni (perdita di € 5,6 milioni nel primo trimestre 2020) e un free cash flow positivo per € 32,4 milioni (€ 5,4 milioni nel primo trimestre 2020).

Inoltre, nel periodo, Sogefi ha conseguito nuovi contratti per un valore superiore rispetto all’analogo periodo degli esercizi precedenti e coerente con gli obiettivi di accrescimento delle quote di mercato, con una componente significativa di nuovi ordini destinata a veicoli ibridi o full electric, posizionandosi nei mercati del futuro.

In particolare, la divisione Aria e Raffreddamento ha concluso un importante contratto (Life Time Value: € 260 milioni) per fornire collettori di aspirazione dell’aria (manifold) di nuova generazione per un primario OEM nordamericano. Sono stati inoltre acquisiti ulteriori nuovi ordini, di produttori cinesi e nordamericani, del cui valore circa il 40% riguarda componenti destinati al raffreddamento di vetture ibride o full electric.

Anche la divisione Filtrazione ha ottenuto importanti ordini su componenti tradizionali (in particolare filtri olio), da clienti nordamericani ed europei (che verranno prodotti negli stabilimenti in Usa e Marocco) e ha firmato nuovi contratti per la produzione di filtri aria dell’abitacolo.

Per quanto riguarda la divisione Sospensioni, il 35% del valore degli ordini acquisiti riguarda vetture ibride o full electric. Nel trimestre sono stati acquisiti inoltre nuovi ordini su veicoli commerciali leggeri e veicoli pesanti, segmenti di mercato con buone aspettative per i prossimi anni.

RICAVI

Nel primo trimestre 2021 i ricavi di Sogefi sono ammontati a € 356,6 milioni, in crescita rispetto al corrispondente periodo del 2020 del 5% a cambi storici e del 9,3% a cambi costanti; il fatturato è inferiore del 5,2% rispetto al primo trimestre 2019. Dopo i primi due mesi dell’anno con ricavi a cambi storici in calo del 8,7%, in marzo, mese a partire dal quale nel 2020 si sono constatati gli effetti della pandemia (con un calo del 30%), si è registrato un forte recupero (+42,1%), con volumi sostanzialmente in linea con quelli del 2019.

Andamento dei ricavi per aree geografiche

L’andamento dei ricavi a cambi costanti è stato migliore di quello del mercato in tutte le aree geografiche: +1,9% in Europa rispetto al -0,9% del mercato, +3,3% in Nord America rispetto al -4,5%, +104,5% in Cina rispetto al +78,2% del mercato. La minor crescita dei ricavi complessivi del Gruppo (+9,3%) rispetto al mercato mondiale (+14%) è dovuta al fatto che la Cina, che costituisce l’area del mondo che più è cresciuta nel trimestre, rappresenta il 6,7% del fatturato del Gruppo, mentre a livello di mercato pesa per il 28,1%.

Andamento dei ricavi per Business Unit

Per settore di attività, Aria e Raffreddamento ha registrato una buona crescita (+15,2% a cambi costanti), grazie allo sviluppo del portafoglio di contratti in particolare in Cina, dove i ricavi sono duplicati rispetto all’anno precedente; il fatturato, a cambi correnti, è superiore del 2,6% a quello del primo trimestre 2019.

Filtrazione ha registrato una crescita più moderata (+4,2% a cambi costanti), che fa seguito ad un calo nel 2020 decisamente più contenuto rispetto a quello del mercato grazie all’attività After Market. Nel primo trimestre 2021 il fatturato è stato leggermente superiore (+2,1% a cambi correnti) a quello del primo trimestre del 2019.

Infine, Sospensioni ha registrato ricavi in crescita del 9,7% a cambi costanti, grazie al buon andamento in Cina e Sudamerica, ma l’attività rimane significativamente al di sotto di quella del corrispondente periodo del 2019 (-16,9% a cambi correnti).

RISULTATO OPERATIVO E RISULTATO NETTO

L’EBITDA è ammontato a € 54,8 milioni, importo superiore rispetto a quello registrato nel primo trimestre del 2020 (€ 38,2 milioni) e del 2019 (€ 41,4 milioni); la redditività lorda (EBITDA / Ricavi %) è aumentata al 15,4%, rispetto all’11% circa del primo trimestre del 2019 e del 2020.

Il margine di contribuzione ha registrato un miglioramento dal 30,3% al 30,7%, nonostante le tensioni di mercato in atto sulla disponibilità e i prezzi delle materie prime.

Le misure di razionalizzazione adottate nel 2020 e proseguite nei primi mesi del 2021 hanno comportato una diminuzione dei costi fissi del 5,5% rispetto al primo trimestre 2020, che, combinata con la ripresa dell’attività, ha dato luogo alla riduzione dell’incidenza dei costi fissi sui ricavi dal 18% del primo trimestre 2020 al 16,1% dello stesso periodo del 2021. Da notare che, rispetto al primo trimestre del 2019, i costi fissi sono scesi del 13,8%.

Hanno infine contribuito all’incremento dell’EBITDA l’effetto positivo dei tassi di cambio (€ +1,7 milioni nel 2021 rispetto a € -3,4 milioni nel primo trimestre 2020) e la registrazione di un provento non operativo per € 2,4 milioni.

L’EBIT è ammontato a € 25,9 milioni, a fronte di € 7,9 milioni nello stesso periodo del 2020 e di € 12,5 milioni nel primo trimestre 2019. Gli oneri finanziari, pari a € 6,2 milioni, sono in linea con quelli del corrispondente periodo del 2020, gli oneri fiscali sono ammontati a € 6,1 milioni, rispetto a € 2,5 milioni nell’esercizio precedente, e il risultato netto delle “attività operative cessate” è stato negativo per € 0,8 milioni, a fronte di € -4,9 milioni nel primo trimestre 2020.

Il Gruppo ha registrato un utile di € 11,8 milioni a fronte di una perdita di € 5,6 milioni nel primo trimestre 2020 e di un utile di € 1,6 milioni nel primo trimestre 2019.

INDEBITAMENTO E PATRIMONIO NETTO

Il Free Cash Flow è stato positivo per € 32,4 milioni (€ 5,4 milioni nel primo trimestre 2020), grazie all’incremento dell’EBITDA e all’evoluzione favorevole del capitale circolante.

L’indebitamento finanziario netto ante IFRS16 al 31 marzo 2021 è pari a € 261,1 milioni, in riduzione rispetto a fine 2020 (€ 291,3 milioni) e sostanzialmente stabile rispetto al 31 marzo 2020 (€ 256,7 milioni). Il Gruppo è riuscito a mantenere stabile l’indebitamento nonostante gli effetti drammatici della pandemia sulle attività nel corso degli ultimi 12 mesi.

Includendo i debiti finanziari per diritti d’uso, secondo il principio IFRS 16, l’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2021 è pari a € 328,4 milioni, rispetto a € 358,1 milioni al 31 dicembre 2020 e a € 313,4 milioni al 31 marzo 2020.

Al 31 marzo 2021 il Gruppo ha linee di credito committed in eccesso rispetto al fabbisogno per € 362 milioni (di cui € 100 milioni destinati al rimborso del prestito obbligazionario convertibile in scadenza a maggio 2021).

Al 31 marzo 2021 il patrimonio netto, esclusa la quota di azionisti terzi, ammonta a € 150,6 milioni (€ 133,0 milioni al 31 dicembre 2020).

IMPATTI DEL COVID-19 SULL’ATTIVITÀ

Nei primi mesi del 2021, pur persistendo la crisi pandemica, gli effetti sul mercato in cui opera la Società sono stati meno traumatici rispetto a quelli registrati nel marzo 2020 e nei mesi seguenti; tuttavia, come dimostrato dai dati relativi alla produzione di veicoli nel periodo, l’attività resta molto debole, in particolare in Europa e NAFTA.

Il Gruppo, oltre ad aver reagito per ridurre gli impatti della crisi da marzo 2020, ha operato e continua ad operare per adattarsi strutturalmente alle mutate circostanze del mercato, in un contesto ancora incerto.

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

La visibilità sull’andamento del mercato nei prossimi mesi rimane ridotta, a causa delle incertezze sull’evoluzione della pandemia e della situazione macroeconomica e settoriale. Si aggiungono fattori di criticità specifici che riguardano principalmente la disponibilità delle materie prime (in particolare dell’acciaio), i loro prezzi e la logistica di trasporto ed approvvigionamento dai mercati asiatici.

Per il secondo trimestre 2021, IHS prevede che la produzione mondiale registri un rimbalzo del 58% rispetto al secondo trimestre del 2020 (periodo che aveva registrato il massimo effetto negativo della pandemia a livello mondiale con la sola eccezione della Cina), rimanendo comunque inferiore del 10% rispetto al secondo trimestre del 2019.

Sull’intero 2021, IHS prevede una crescita del 11,9%, recuperando buona parte del crollo registrato nel 2020 e attestandosi al -6,2% rispetto al 2019.

Sogefi conferma quanto indicato in occasione della pubblicazione dei risultati del 2020, ossia che, in uno scenario di mercato come quello esposto, incorporando gli effetti delle incisive azioni messe in atto nel 2020 e in corso nel 2021 per ridurre l’incidenza dei costi fissi e per migliorare strutturalmente la redditività, prevede sull’intero esercizio 2021 di tornare ad un risultato positivo e di poter conseguire un’incidenza dell’EBIT sul fatturato almeno pari a quella registrata nel 2019.

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CIR: deposito documentazione per l’Assemblea degli azionisti

Milano, 9 aprile 2021 – Con riferimento all’Assemblea degli azionisti di CIR S.p.A. convocata in sede straordinaria e ordinaria per il 30 aprile 2021, in unica convocazione, si rende noto che è disponibile, presso la sede della Società (via Ciovassino 1, Milano), sul sito internet www.cirgroup.it (sezione Governance/Assemblea degli azionisti) e sul meccanismo di stoccaggio autorizzato eMarket STORAGE, la seguente documentazione:

  • la Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2020, la Relazione del Collegio sindacale, le Relazioni della Società di Revisione (punto 2 di parte ordinaria);
  • la Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari di cui all’art. 123 – bis del TUF;
  • la Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario 2020;
  • la Relazione del Consiglio di Amministrazione relativa alla proposta di autorizzazione ad acquistare e disporre di azioni proprie (punto 3 di parte ordinaria);
  • la Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti di cui all’art. 123 – ter del TUF (punto 4 di parte ordinaria).

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CIR: depositata la documentazione per l’Assemblea

Milano, 30 marzo 2021 – Con riferimento all’Assemblea degli azionisti di CIR S.p.A. convocata in sede straordinaria e ordinaria per il 30 aprile 2021, in unica convocazione, si rende noto che è disponibile, presso la sede della Società (via Ciovassino 1, Milano), sul sito internet www.cirgroup.it (sezione Governance/Assemblea degli azionisti) e sul meccanismo di stoccaggio autorizzato eMarket STORAGE, la seguente documentazione:

  • la Relazione del Consiglio di Amministrazione relativa alla proposta di eliminazione dell’indicazione del valore nominale delle azioni e conseguente modifica dell’art. 4, comma 1, dello Statuto Sociale (unico punto di parte straordinaria);
  • la Relazione del Consiglio di Amministrazione relativa alla proposta di approvazione del Piano di Stock Grant 2021 (punto 5 di parte ordinaria);
  • la Relazione del Consiglio di Amministrazione relativa alla riduzione del numero dei suoi componenti da 12 a 11 (punto 6 di parte ordinaria).

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CIR: dimissioni Consigliere di Amministrazione

Milano, 29 marzo 2021 – CIR S.p.A. rende noto che Pia Hahn Marocco ha rassegnato per motivi personali le proprie dimissioni dalla carica di Consigliere di Amministrazione della Società con decorrenza dalla prossima Assemblea degli azionisti.

Si ricorda che Pia Hahn Marocco è Consigliere indipendente nonché membro del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità e del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate.

Ad oggi Pia Hahn Marocco non possiede azioni di CIR S.p.A..

In linea con la politica di remunerazione adottata dalla Società, non sono previsti indennità o altri benefici a seguito della cessazione dalla carica.

CIR ringrazia Pia Hahn Marocco per il lavoro svolto nell’interesse della Società.

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CIR: risultati esercizio 2020

  • Risultati 2020 penalizzati dagli effetti della pandemia Covid-19 sulle attività delle società controllate: ricavi € 1.834,8 milioni (€ 2.001,6 milioni nel 2019), EBITDA € 227,0 milioni (€ 274,8 milioni nel 2019).
  • Utile netto di € 16,3 milioni e riduzione dell’indebitamento netto consolidato ante IFRS 16 a € 100 milioni (€ 227,6 milioni) grazie alle operazioni straordinarie realizzate nell’anno.
  • Posizione finanziaria netta della capogruppo positiva per € 391,7 milioni, in aumento rispetto al 31 dicembre 2019 (€ 296,2 milioni).
  • Quarto trimestre in ripresa: recupero di volumi in linea con il Q4 2019 in Sogefi, ripresa delle attività riabilitative per KOS.

Milano, 12 marzo 2021 – Il Consiglio di Amministrazione di CIR S.p.A., riunitosi oggi sotto la presidenza di Rodolfo De Benedetti, ha approvato il progetto di bilancio di esercizio e il bilancio consolidato del gruppo al 31 dicembre 2020 presentato dall’amministratore delegato Monica Mondardini.

Risultati consolidati

I risultati del gruppo nell’esercizio 2020 sono stati influenzati dagli impatti della pandemia Covid-19 sulle attività delle controllate, che operano in settori fortemente colpiti dagli effetti della crisi sanitaria.

KOS, società attiva nei servizi socio-sanitari, ha dovuto affrontare le conseguenze della pandemia sulle residenze per anziani non autosufficienti (RSA) e la diminuzione delle prestazioni nel settore della riabilitazione, anche a causa dello stress cui è stato sottoposto il sistema sanitario, che ha determinato la sensibile riduzione delle attività ospedaliere programmate. Nel secondo semestre le prestazioni nel settore della riabilitazione sono riprese, mentre l’attività delle RSA è rimasta in sofferenza, a causa della complessità che l’accoglienza di nuovi pazienti presenta in questa fase, registrando quindi presenze significativamente al di sotto delle medie storiche.

Sogefi, società attiva nella produzione di componenti per l’automotive, nel primo semestre 2020 ha riportato, come tutto il settore, una riduzione senza precedenti dei volumi, a causa della generalizzata sospensione delle attività produttive e del crollo della domanda; nel secondo semestre la produzione ha registrato una notevole ripresa raggiungendo volumi prossimi a quelli del 2019.

La gestione finanziaria ha registrato risultati positivi, grazie alla ripresa di tutti i principali mercati finanziari nel secondo semestre.

Nel corso dell’esercizio sono state concluse operazioni straordinarie significative.

In aprile 2020, CIR ha perfezionato la cessione della propria partecipazione di controllo in GEDI, di cui attualmente detiene il 5%, a seguito della decisione strategica maturata nel corso del 2019 di uscire dal settore in cui opera il gruppo e dell’accordo raggiunto in dicembre 2019 con EXOR.

In novembre 2020, KOS ha ceduto la controllata Medipass, realizzando una significativa plusvalenza; l’operazione si inquadra nella strategia di focalizzazione e potenziamento dello sviluppo delle attività long-term care, anche all’estero, in particolare in Germania, dove ha acquisito il gruppo Charleston, una realtà significativa che conta 47 residenze e oltre 4.000 posti letto.

Infine, Sogefi ha avviato un piano di razionalizzazione della propria presenza geografica e del proprio footprint industriale, volto a incrementare la redditività del gruppo, in particolare nella Filtrazione, cedendo le filiali in Brasile e Spagna.

Le operazioni straordinarie hanno avuto un impatto positivo sui risultati del gruppo e hanno determinato una significativa riduzione dell’indebitamento netto consolidato.

I ricavi consolidati di CIR sono ammontati a € 1.834,8 milioni, in calo dell’8,3% rispetto al 2019 (€ 2.001,6 milioni), a causa della riduzione di attività in entrambi i settori in cui il gruppo opera per le circostanze determinate dalla pandemia.

Il margine operativo lordo (EBITDA) consolidato è ammontato a € 227,0 milioni, 12,4% del fatturato a fronte del 13,7% nel 2019 (€ 274,8 milioni).

Il risultato netto è stato positivo per € 16,3 milioni.

L’indebitamento finanziario netto consolidato al 31 dicembre 2020, ante IFRS 16, ammontava a € 100,0 milioni, in forte riduzione (€ 227,6 milioni) rispetto al 31 dicembre 2019 (€ 327,6 milioni). I debiti finanziari per diritti d’uso IFRS 16, al 31 dicembre 2020, ammontavano complessivamente a € 796,8 milioni e pertanto l’indebitamento finanziario netto consolidato complessivo ammontava a € 896,8 milioni. I debiti ex IFRS 16 riguardano principalmente la controllata KOS (€ 730,3 milioni), che opera avvalendosi di immobili prevalentemente in locazione.

L’indebitamento netto delle controllate è diminuito a € 491,7 milioni (€ 623,8 milioni al 31 dicembre 2019) per il decremento registrato da KOS, riconducibile all’operazione di cessione di Medipass.

La posizione finanziaria netta della capogruppo (incluse le controllate non industriali) al 31 dicembre 2020, ante IFRS 16, era positiva per € 391,7 milioni, in aumento rispetto al 31 dicembre 2019 (€ 296,2 milioni).

Il patrimonio netto di gruppo al 31 dicembre 2020 era pari a € 771,0 milioni (€ 770,7 milioni al 31 dicembre 2019).

KOS

Nel 2020, i ricavi di KOS sono ammontati a € 631,6 milioni, in crescita del 17,4% rispetto al 2019, grazie al costante sviluppo realizzato nel corso degli ultimi esercizi e in particolare all’acquisizione a fine 2019 di Charleston, che opera in Germania nel settore delle RSA. I ricavi in Italia sono scesi del 9,5%.

Nelle RSA in Italia l’attività si è concentrata sulla difficile gestione dell’emergenza sanitaria. Nel corso dell’esercizio i nuovi ingressi sono stati bloccati o comunque fortemente rallentati e pertanto le presenze si sono ridotte e permangono, anche attualmente, significativamente inferiori al 2019.

Nelle RSA in Germania l’impatto della pandemia è stato decisamente minore dal punto di vista sanitario e pertanto anche la riduzione del numero degli ospiti è stata meno pronunciata rispetto all’Italia; inoltre, il sostegno pubblico prestato alle RSA ha permesso di contenere l’impatto economico.

Nelle strutture riabilitative e per acuti in Italia, ove nel corso del primo semestre si è registrata una diminuzione dei pazienti a seguito del rallentamento della normale attività ospedaliera, vi è stato un vigoroso recupero nella seconda metà dell’anno, con prestazioni in linea rispetto al corrispondente periodo del 2019.

L’EBIT è stato pari a € 15,4 milioni rispetto a € 57,9 milioni nel 2019: la riduzione deriva, oltre che dal calo degli ospiti e delle prestazioni a causa dell’emergenza sanitaria, dai maggiori costi sostenuti in misure di protezione per far fronte e contenere gli effetti della pandemia.

KOS ha registrato un utile netto pari a € 46,7 milioni (€ 30,3 milioni nel 2019), grazie al risultato della cessione di Medipass.

In novembre 2020 KOS ha infatti ceduto a DWS Alternatives Global Limited (“DWS”) l’attività Medipass in Italia e UK, mantenendo la filiale indiana. L’enterprise value riconosciuto è pari a € 169,2 milioni, con un equity value di € 105,6 milioni, una plusvalenza per KOS pari a € 54,4 milioni, al netto dei costi sostenuti per la transazione, e un impatto positivo sulla posizione finanziaria netta complessiva di € 162,8 milioni.
Il free cash flow è stato positivo per € 167,2 milioni, pressoché interamente generati dall’operazione Medipass. Il gruppo ha effettuato investimenti in nuove strutture per circa € 30 milioni.

L’indebitamento netto a fine 2020 ammontava a € 200,7 milioni, a fronte di € 368,0 milioni al 31 dicembre 2019.

Sogefi

Nel 2020 la produzione mondiale di automobili è scesa del 16,2% rispetto al 2019: -23,3% in UE, -20,1% in Nord America, -4,2 % in Cina e -30,7% in Sud America, per effetto di una contrazione senza precedenti nel primo semestre. Il secondo semestre è stato caratterizzato dalla ripresa dell’attività in tutte le aree geografiche, con la produzione mondiale del periodo pressoché in linea con il 2019.

Sogefi ha registrato ricavi in flessione del 17,8% a cambi correnti (-14,2% a cambi costanti) e una performance migliore di quella del mercato in Europa, in NAFTA e in Cina.

Il risultato netto normalizzato, escludendo gli oneri non ricorrenti di ristrutturazione, si è collocato intorno al break-even, grazie alle misure adottate per far fronte alla crisi del mercato, che hanno comportato un leggero incremento del margine di contribuzione (al 30,8%, rispetto al 30,2% del 2019) e una riduzione dei costi fissi di circa 20%, con un’incidenza sui ricavi stabile al 17% rispetto al 2019, malgrado il minore fatturato, e in riduzione al 15,8% nel quarto trimestre (17,1% nell’ultimo trimestre 2019).

Il risultato netto ha risentito degli oneri sostenuti per il piano di ristrutturazione avviato nel 2020 e in parte già implementato, il cui importo netto ammonta complessivamente a circa € 16,0 milioni. Inoltre, a fine 2020, il gruppo ha ceduto la filiale brasiliana della Filtrazione, registrando sull’esercizio una perdita di circa € 15 milioni, in buona parte dovuta a effetti contabili legati al deconsolidamento.

Il free cash flow è stato negativo per € 38,2 milioni (a fronte di una generazione di cassa di € 8,4 milioni nel 2019), a causa principalmente dall’evoluzione sfavorevole del capitale circolante causata dalle particolari circostanze intervenute nel corso dell’anno.

L’indebitamento finanziario netto ante IFRS 16 al 31 dicembre 2020 era pari a € 291,3 milioni (€ 256,2 milioni a fine 2019).

Nel 2020 Sogefi ha conseguito nuovi contratti per un valore in linea con gli esercizi precedenti e coerente con gli obiettivi di mantenimento/accrescimento delle quote di mercato, con una componente significativa di nuovi ordini destinata a veicoli ibridi o full electric, posizionandosi nei mercati del futuro.

Gestione finanziaria

Grazie alla ripresa dei mercati nella seconda metà dell’anno per tutte le categorie di asset, sono stati registrati proventi finanziari netti complessivi per € 17,3 milioni, con un rendimento del portafoglio pari al 4%. In particolare, il rendimento complessivo degli attivi “prontamente liquidabili”, ovvero il portafoglio azionario, obbligazionario ed hedge funds, si è elevato al 5,3% (€ 19,1 milioni), mentre il portafoglio di private equity e partecipazioni di minoranza ha registrato una riduzione di fair value di € 1,8 milioni, con un rendimento del -2,3%.

Prevedibile evoluzione della gestione

Tenuto conto della persistente incertezza circa l’evoluzione della pandemia, la visibilità sull’evoluzione delle attività del gruppo nell’esercizio in corso rimane limitata.

Per quanto concerne KOS, si prevede che, grazie all’effetto dei piani vaccinali, si possa ritornare ai livelli di attività pre-Covid nel corso del 2022. In Germania, tenuto conto del minore impatto della pandemia e del maggiore sostegno pubblico, i risultati dovrebbero continuare ad essere in linea con le aspettative di crescita formulate al momento dell’acquisizione, nel 2019.

Per quanto concerne Sogefi, IHS prevede una ripresa della produzione mondiale del 13,7% rispetto al 2020, rimanendo tuttavia inferiore al 2019 (-4,8%). In questo scenario Sogefi prevede di tornare ad un risultato positivo sull’intero esercizio 2021, grazie al recupero dei volumi e alle azioni realizzate e programmate sui costi.

Proposta di dividendo

Il Consiglio di Amministrazione ha deciso di proporre all’Assemblea degli azionisti di non distribuire dividendi.

Assemblea degli azionisti

L’Assemblea degli azionisti è convocata, in sede ordinaria e straordinaria, in unica convocazione per il prossimo 30 aprile. Il Consiglio nella riunione odierna ha assunto, tra le altre, le seguenti delibere:

  • di proporre all’Assemblea straordinaria degli azionisti la modifica dell’art. 4.1 dello statuto sociale al fine di eliminare il valore nominale delle azioni. L’istituto delle azioni senza valore nominale rappresenta un utile strumento di flessibilità, in quanto semplifica un’ampia tipologia di operazioni sul capitale della Società (quali, a titolo esemplificativo, l’annullamento di azioni proprie, gli aumenti e le riduzioni di capitale).
  • di proporre all’Assemblea ordinaria degli azionisti di conferire al Consiglio di Amministrazione l’autorizzazione, valida per un periodo di 18 mesi, ad acquistare un numero massimo di 225.000.000 di azioni proprie e comunque fino a concorrenza del 20% del capitale sociale, a un prezzo unitario che non dovrà discostarsi di più del 15%, in difetto o in eccesso, dal prezzo di riferimento registrato dalle azioni nella seduta di borsa precedente la data di ogni singola operazione di acquisto o precedente la data in cui viene fissato il prezzo e comunque, ove gli acquisti siano effettuati con ordini sui mercati regolamentati, per un corrispettivo non superiore al prezzo più elevato tra il prezzo dell’ultima operazione indipendente e il prezzo dell’offerta d’acquisto indipendente corrente più elevata sul medesimo mercato, in conformità a quanto previsto dal Regolamento Delegato UE n. 2016/1052. L’autorizzazione viene richiesta per le seguenti ragioni: adempiere agli obblighi derivanti da eventuali programmi di opzioni su azioni o altre assegnazioni di azioni della società ai dipendenti o ai membri degli organi di amministrazione di CIR o di società da questa controllate, disporre di un portafoglio azioni proprie da utilizzare come corrispettivo in eventuali operazioni straordinarie, anche di scambio di partecipazioni, con altri soggetti nell’ambito di operazioni di interesse della società (c.d. “magazzino titoli”); svolgere attività di sostegno della liquidità del titolo sul mercato, ottimizzare la struttura del capitale, remunerare gli azionisti in particolari situazioni di mercato; cogliere opportunità di creazione di valore, nonché di efficiente impiego della liquidità, in relazione all’andamento del mercato; per ogni altra finalità che le competenti Autorità dovessero qualificare come prassi di mercato ammesse ai sensi della applicabile disciplina europea e domestica, e con le modalità ivi stabilite.
  • di sottoporre all’approvazione dell’Assemblea ordinaria degli azionisti un piano di stock grant per il 2021 destinato ad amministratori e/o dirigenti della società e di società controllate per un massimo di n. 5.000.000 diritti condizionati, ciascuno dei quali attribuirà ai beneficiari il diritto di ricevere in assegnazione a titolo gratuito n. 1 azione CIR. Le azioni assegnate verranno messe a disposizione utilizzando azioni proprie della società.

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Sogefi: risultati consolidati 2020. Nominato il nuovo CEO

QUARTO TRIMESTRE 2020
Ricavi e risultati ricorrenti in crescita rispetto al Q4 2019

RISULTATI ESERCIZIO 2020
Resilienza del gruppo in un 2020 del tutto straordinario

Ricavi: € 1.203,2 milioni, -14,2% a cambi costanti (mercato auto -16,2%) 
Andamento migliore del mercato in tutte le aree geografiche
Nel Q4 ricavi in crescita (+8,9% a cambi costanti)

EBITDA margin, esclusi oneri non ricorrenti, in aumento, al 13% del fatturato (12,1% nel 2019)

Risultato netto ante oneri non ricorrenti e risultato delle attività in dismissione prossimo al break even (€ -3,4 milioni)

Oneri non ricorrenti netti derivanti da interventi di razionalizzazione pari a € 16,2 milioni (€ 4,3 milioni nel 2019)

NOMINATO NUOVO AMMINISTRATORE DELEGATO FREDERIC SIPAHI ARTEFICE DEL TURNAROUND DELLA BUSINESS UNIT AIR & COOLING E DAL 2019 MANAGER ANCHE DELLA BU FILTRAZIONE

Milano, 26 febbraio 2021 – Il Consiglio di Amministrazione di Sogefi S.p.A., riunitosi oggi sotto la presidenza di Monica Mondardini, ha approvato il progetto di bilancio dell’esercizio 2020, presentato dall’ing. Mauro Fenzi.

Il Consiglio di Amministrazione ha nominato nuovo Amministratore Delegato del Gruppo, in sostituzione dell’ing. Mauro Fenzi, il dottor Frederic Sipahi, attuale General Manager delle divisioni Air & Cooling e Filtrazione.

Frederic Sipahi, quarant’anni, di formazione economica, ha sviluppato tutta la sua carriera nel settore automotive, dapprima in PSA, poi in Faurecia e dall’inizio del 2012 in Sogefi. 

Dal 2015 ha assunto la responsabilità della divisione Air & Cooling, conseguendo un rilevante miglioramento delle performance, sia in termini di incremento della redditività che di generazione di cassa; ha ottenuto risultati positivi anche nel 2020, malgrado il contesto. Ha inoltre saputo imprimere all’attività un riorientamento strategico di prodotto, posizionandola in maniera efficace verso nuove tecnologie.

Dal 2019 è impegnato anche sulla divisione Filtrazione, per la quale ha già avviato significativi programmi di razionalizzazione. 
L’ingegner Fenzi ha dichiarato: “Dopo un anno di intenso lavoro, termina, per motivi personali, il mio ruolo manageriale in Sogefi. Sogefi ha un team motivato e competente pronto ad affrontare i prossimi anni con la giusta determinazione. Colgo l’occasione per ringraziare i miei collaboratori per il determinante e professionale contributo ed i membri del Consiglio di Amministrazione per il continuo supporto ricevuto”. Il Consiglio di Amministrazione lo ha ringraziato per il lavoro svolto.

SINTESI DEI RISULTATI DEL 2020

Dopo il primo semestre 2020 in cui la produzione mondiale di automobili ha subito un crollo senza precedenti (-33,2%) per gli effetti della diffusione della pandemia Covid-19, nella seconda parte dell’anno il mercato ha registrato una decisa ripresa rispetto al semestre precedente (+44%), con volumi sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo del 2019 grazie alla crescita registrata nell’ultimo trimestre del 2020 (+2,5%). La ripresa del quarto trimestre ha interessato tutti i mercati: la Cina, dove la produzione è stata superiore del 5,9% rispetto a quella del quarto trimestre dell’esercizio precedente, NAFTA, UE e Sud America, con volumi sostanzialmente equivalenti rispetto a quelli del quarto trimestre 2019 (+0,5%, +1,4% e +1,3% rispettivamente). 

Malgrado la ripresa nel secondo semestre, nell’intero esercizio 2020 sono state registrate flessioni straordinariamente significative rispetto al 2019: -16,2% per la produzione automobilistica mondiale, -23,3% in UE, -20,1% in Nord America, -4,2 % in Cina e -30,7% in Sud America.

Nel 2020 la priorità del Gruppo è stata la sicurezza dei propri dipendenti: dal momento in cui sono pervenute notizie sul fenomeno Covid-19 in Cina, sono state immediatamente assunte disposizioni volte a ridurre il rischio di contagio e successivamente sono state adottate tutte le misure raccomandate per la sicurezza sanitaria sul posto di lavoro, rivedendo i processi produttivi e implementando nuovi protocolli di sicurezza, che contemplano distanziamento fisico e utilizzo di sistemi di protezione individuale. Nella fase attuale si è ritenuto di mantenere le misure per limitare la presenza del personale sul posto di lavoro, mediante il ricorso al lavoro agile.

Sono state contestualmente poste in atto misure incisive per mitigare l’impatto della crisi, e della conseguente contrazione delle vendite, sui risultati e sulla solidità patrimoniale del Gruppo. Gli interventi posti in atto hanno permesso di ottenere:

  • l’incremento del margine di contribuzione al 30,8% rispetto al 30,2% del 2019;
  • la riduzione dei costi fissi del 19,1%, con un’incidenza sui ricavi stabile al 17% e in riduzione nel Q4 2020 (15,8% rispetto al 17,1% del Q4 2019).

Inoltre, nel 2020 Sogefi ha conseguito nuovi contratti per un valore in linea con gli esercizi precedenti e coerente con gli obiettivi di mantenimento/accrescimento delle quote di mercato, con una componente significativa di nuovi ordini destinata a veicoli ibridi o full electric, posizionandosi nei mercati del futuro.

In particolare, il 25% del valore degli ordini acquisiti nel 2020 dalla divisione Air & Cooling  è destinato al raffreddamento di vetture ibride o full electric. Inoltre la divisione ha ottenuto un importante contratto (Life Time Value: € 100 milioni) per fornire collettori di aspirazione dell’aria (manifold) in alluminio per un primario OEM tedesco, avviando una nuova linea di prodotto in un settore in cui la divisione è già leader di mercato.

Analogamente, il 35% del valore degli ordini acquisiti dalla divisione Sospensioni è destinato a  vetture ibride o full electric, grazie al nuovo prodotto sviluppato per soddisfare i requisiti di leggerezza e di “time to market” dei veicoli elettrici e all’ acquisizione di un ordine da un primario produttore nordamericano di veicoli full electric.

RICAVI

Nel 2020, i ricavi di Sogefi sono ammontati a € 1.203,2 milioni, in flessione, rispetto al 2019, del 17,8% a cambi storici e del 14,2% a cambi costanti.

Ripercorrendo l’andamento del fatturato nel corso dell’esercizio, nel primo trimestre il fatturato è sceso del 9,6%, a causa della diffusione nel mondo della pandemia dal mese di marzo; nel secondo trimestre il calo è stato del 55,6%, in una fase di sostanziale lock down nei principali mercati; nel corso del terzo trimestre si è registrato un progressivo recupero (-6,6% rispetto al 2019), che ha condotto ad un quarto trimestre in crescita del 2% (+8,9% a cambi costanti) rispetto al corrispondente periodo del 2019.

Andamento dei ricavi per aree geografiche

L’andamento dei ricavi a cambi costanti è stato migliore del mercato in tutte le principali aree geografiche: il calo in Europa è stato del 18,1% rispetto al -23,3% del mercato, e in Nord America del 9,8% rispetto al -20,1%; in Asia il fatturato è cresciuto, rispetto al -7% del mercato, grazie  al buon andamento della Cina (+15,8% rispetto al -4,2% del mercato).

Andamento dei ricavi per Business Unit

Filtrazione (con un calo dei ricavi dell’8,1% a cambi costanti) e Aria e Raffreddamento (-10,7% a cambi costanti) hanno registrato un andamento decisamente meno sfavorevole del mercato grazie, per Filtrazione, alla maggiore tenuta dei canali OES e Aftermarket e per Aria e Raffreddamento allo sviluppo del portafoglio di contratti in particolare in Cina e Nord America. L’impatto della crisi è stato maggiore per Sospensioni, con un calo dei ricavi del 22,7% a cambi costanti, che riflette la maggiore concentrazione dell’attività in Europa e in Sud America e gli andamenti particolarmente sfavorevoli del settore in tali aree.

RISULTATO OPERATIVO E RISULTATO NETTO

I risultati del gruppo hanno risentito della riduzione del fatturato e degli oneri non ricorrenti legati all’avvio di piani per la riduzione dei costi fissi, in particolare in Europa, e per la razionalizzazione del footprint (cessione e chiusura di due siti produttivi in Europa) e della presenza geografica (cessione dell’attività filtrazioni in Brasile).

L’EBITDA è ammontato a € 137,6 milioni rispetto a € 177,4 milioni del 2019. Escludendo gli oneri non ricorrenti di cui sopra, l’EBITDA è passato da € 177,4 milioni a € 156,9 milioni con una redditività (EBITDA / Ricavi %) pari a 13%, superiore rispetto a quella del 2019 (12,1%).

Il margine di contribuzione del 2020 ha registrato un leggero miglioramento rispetto al 2019, dal 30,2% al 30,8%, e l’incidenza dei costi fissi sulle vendite è rimasta costante, nonostante il calo del fatturato, grazie alle misure di contenimento adottate, in parte temporanee ed in parte destinate a divenire strutturali. 

L’EBIT è ammontato a € 7,2 milioni, a fronte di € 48,4 milioni nel 2019.  La riduzione dell’EBIT riflette la riduzione dei ricavi, gli oneri lordi non ricorrenti pari ad € 20 milioni (€ 4,3 milioni nel 2019) e ulteriori svalutazioni di immobilizzazioni per € 12,9 milioni (€ 4,9 milioni nel 2019), derivanti dalle azioni della società in risposta alla crisi.

Il Gruppo ha registrato un risultato netto delle attività destinate a continuare negativo per € 19,6 milioni, principalmente a causa  di € 16,2 milioni di oneri non ricorrenti per razionalizzazioni (rispetto a un utile di € 11,1 milioni nel 2019). Le attività cedute tra la fine del 2020 e l’inizio dell’esercizio in corso (le controllate brasiliana e spagnola della business unit Filtrazione) hanno dato luogo ad una perdita di € 15,5 milioni, che si confronta con una perdita delle stesse di € 7,9 milioni nel 2019.

INDEBITAMENTO E PATRIMONIO NETTO

Con riferimento al Free Cash Flow, nel 2020 è stato registrato un consumo di € 38,2 milioni (a fronte di una generazione di cassa di € 8,4 milioni nel 2019), derivante principalmente dall’evoluzione del capitale circolante causato dalle particolari circostanze intervenute nel corso dell’anno. 

L’indebitamento finanziario netto ante IFRS16 al 31 dicembre 2020 è pari a € 291,3 milioni (€ 256,2 milioni a fine 2019), in riduzione rispetto al 30 settembre 2020 (quando l’indebitamento finanziario netto ammontava a € 299 milioni).

Includendo i debiti finanziari per diritti d’uso, secondo il principio IFRS 16, l’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2020 ammontava a € 358,1 milioni rispetto a € 318,9 milioni al 31 dicembre 2019. Si rileva che, nel corso del 2020, il Gruppo ha investito nella realizzazione di un nuovo stabilimento per la produzione di sospensioni in Romania, destinato a incrementare la competitività di Sogefi nel settore, e ha sottoscritto il contratto di affitto del nuovo stabilimento, che ha comportato l’iscrizione di un debito IFRS 16 pari a circa € 19 milioni.

Al 31 dicembre 2020 i covenants contemplati dai contratti di finanziamento sono stati rispettati. 

Al 31 dicembre 2020 il Gruppo ha linee di credito committed in eccesso rispetto al fabbisogno per € 340,1 milioni (di cui € 100 milioni destinati al rimborso del prestito obbligazionario convertibile in scadenza a maggio 2021); nel 2020 sono stati sottoscritti nuovi contratti di finanziamento a medio termine di importo complessivo di € 134,5 milioni, tra cui un prestito di € 80 milioni (sottoscritto in ottobre 2020) concesso da primari istituti italiani e garantito da SACE, e nuove linee di finanziamento con banche francesi per un ammontare pari a € 54,5 milioni, anch’esse in buona parte assistite da garanzia dello stato francese. 

Al 31 dicembre 2020 il patrimonio netto, esclusa la quota di azionisti terzi, ammontava a € 133,0 milioni (€ 188,7 milioni al 31 dicembre 2019).

SINTESI DEI RISULTATI DEL QUARTO TRIMESTRE 2020

I ricavi del quarto trimestre 2020 hanno registrato una crescita del 2% a cambi storici, e del 8,9% a cambi costanti rispetto al corrispondente periodo del 2019.

L’EBITDA, escludendo gli oneri derivanti da interventi di razionalizzazione, è stato pari al 14,5% a fronte del 12,3% del 2019.

Il Gruppo ha registrato un risultato netto delle attività destinate a continuare negativo per € 4,4 milioni, a causa di € 11,9 milioni di oneri non ricorrenti per razionalizzazioni (rispetto a una perdita di € 0,9 milioni nel corrispondente periodo del 2019). Le attività cedute tra la fine del 2020 e l’inizio dell’esercizio in corso (le controllate brasiliana e spagnola della business unit Filtrazione) hanno dato luogo ad una perdita di € 7,6 milioni, che si confronta con una perdita delle stesse di € 4,2 milioni nel 2019.

Il Free Cash Flow ante IFRS 16 è stato positivo per € 8,7 milioni, importo in linea con il corrispondente periodo del 2019.

IMPATTI COVID-19 SULL’ATTIVITA’

A seguito della diffusione della pandemia Covid-19, Sogefi ha sospeso dapprima la produzione in Cina e successivamente, nella seconda parte del mese di marzo, pressoché in tutti gli stabilimenti. L’attività è ripartita dapprima in Cina e, dal mese di maggio, in tutti i paesi di operatività del gruppo, seppure con volumi di produzione fino ad agosto significativamente inferiori all’anno precedente e alle attese.

Per quanto riguarda la valutazione degli impatti della pandemia sul Gruppo, ante Covid-19 si prevedeva un fatturato 2020 sostanzialmente in linea con il 2019 e nei primi due mesi dell’anno la Società ha effettivamente realizzato volumi equivalenti o superiori alle attese. Tuttavia, nel corso dei mesi successivi, si è registrato un calo estremamente significativo e un recupero progressivo solo a partire dal mese di giugno. Per effetto di tale andamento, nel 2020 Sogefi ha registrato ricavi pari a € 1.203,2 milioni, in flessione rispetto al 2019 del 17,8% a cambi storici; tale riduzione è pressoché integralmente ascrivibile agli effetti delle circostanze determinate dalla pandemia. La contrazione dei volumi, anche se in parte compensata dalla riduzione dei costi fissi, ha comunque comportato un impatto negativo stimabile in € 34 milioni sull’EBIT e € 21 milioni sul risultato netto, con un conseguente incremento del debito.

La Società, oltre ad aver reagito prontamente per ridurre gli impatti della crisi da marzo a oggi, ha definito un piano di adattamento strutturale alle mutate circostanze del mercato già in fase di implementazione.

RISULTATI DELLA CAPOGRUPPO SOGEFI S.P.A.

Nell’esercizio 2020 la Società capogruppo Sogefi S.p.A. ha registrato una perdita netta di € 6,2 milioni rispetto all’utile netto di € 7,7 milioni del 2019. Il decremento è stato determinato principalmente dal minor flusso di dividendi distribuito dalle società controllate e da maggiori oneri finanziari.

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

Tenuto conto della permanente incertezza circa l’evoluzione della pandemia, la visibilità sull’andamento del mercato nei prossimi mesi rimane ridotta.

Si riscontrano inoltre incertezze circa l’evoluzione dei prezzi delle materie prime (in particolare dell’acciaio) e la loro disponibilità (semiconduttori), nonché difficoltà logistiche di trasporto e approvvigionamento dai mercati asiatici.

Per l’anno 2021, IHS prevede una ripresa della produzione mondiale del 13,7% rispetto al 2020, che rimarrà però inferiore al 2019 (-4,8%). 

In questo scenario Sogefi, grazie agli effetti delle incisive azioni messe in atto nel 2020 per ridurre l’incidenza dei costi fissi e per migliorare strutturalmente la redditività, prevede di tornare ad un risultato positivo sull’intero esercizio 2021.

CONCLUSIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO CON L’ING. FENZI

Non è stato corrisposto alcun importo relativamente alla cessazione dell’ing. Fenzi dalla carica di Amministratore Delegato e non è previsto il pagamento di alcuna indennità per la conclusione del rapporto di lavoro, oltre alle spettanze di legge. Sulla base delle informazioni disponibili, l’Ing. Fenzi non risulta titolare di azioni Sogefi.

PROPOSTA DI DIVIDENDO

Il Consiglio di Amministrazione proporrà all’Assemblea degli Azionisti di non distribuire dividendi.

ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI

L’Assemblea degli Azionisti di Sogefi è convocata in prima convocazione per il 23 aprile 2021 e in seconda convocazione per il 26 aprile 2021.

Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all’Assemblea degli Azionisti: 

  • la revoca e il rinnovo della delega al Consiglio di Amministrazione stesso, tenuto conto della vigente normativa legislativa e regolamentare, della Delibera Consob 3 aprile 2019 n. 20876, delle Linee Guida Consob del luglio 2019 e della Delibera Consob 7 aprile 2020 n. 21318, per un periodo di 18 mesi per l’acquisto di massimo 10 milioni di azioni proprie (comprese n. 2.102.588 azioni proprie, pari all’ 1,75%  del capitale sociale) a un prezzo unitario che non dovrà essere superiore al 10% e inferiore al 10% rispetto al prezzo di riferimento registrato dalle azioni nella seduta del mercato regolamentato precedente ogni singola operazione di acquisto o la data in cui viene fissato il prezzo e comunque, ove gli acquisti siano effettuati sul mercato regolamentato, per un corrispettivo non superiore al prezzo più elevato tra il prezzo dell’ultima  operazione  indipendente  e  il  prezzo dell’offerta d’acquisto  indipendente  corrente  più  elevata  sul  medesimo  mercato,  in  conformità  a  quanto previsto dal Regolamento Delegato UE n. 2016/1052.
    Le motivazioni principali per cui viene rinnovata l’autorizzazione sono: adempiere agli obblighi derivanti da eventuali programmi di opzioni su azioni o altre assegnazioni di azioni della Società ai dipendenti  o ai membri degli organi di amministrazione di Sogefi o di società  collegate; adempiere alle obbligazioni eventualmente derivanti da strumenti di debito convertibili  o  scambiabili  con  strumenti  azionari; svolgere attività di sostegno della liquidità del titolo sul mercato; cogliere opportunità di creazione di valore, nonché di efficiente impiego della liquidità, in relazione all’andamento del mercato; per ogni altra finalità che le competenti Autorità dovessero qualificare come prassi di mercato ammesse ai sensi della applicabile disciplina europea e domestica, e con le modalità ivi stabilite.
  • l’approvazione di un piano di stock grant per il 2021 destinato a dipendenti della Società e di società controllate, nei termini che saranno definiti dal Consiglio di Amministrazione e comunicati al mercato in tempo utile per gli adempimenti di legge. Il piano di stock grant ha l’obiettivo di fidelizzare il rapporto tra i beneficiari e le società del Gruppo fornendo un incentivo volto ad accrescerne l’impegno per il miglioramento delle performance aziendali.

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CIR: calendario eventi societari 2021

Milano, 29 gennaio 2021 – CIR S.p.A. rende noto il calendario degli eventi societari per il 2021:

Venerdì 12.03.2021 ore 10,00 Consiglio di Amministrazione (Progetto di Bilancio 2020)  
Venerdì 30.04.2021 ore 11,00 Assemblea degli azionisti (Approvazione Bilancio 2020)  
Venerdì 30.07.2021 ore 10,00 Consiglio di Amministrazione (Relazione finanziaria semestrale 2021)

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KOS perfeziona la cessione al fondo DWS della controllata Medipass

Milano, 27 novembre 2020 – A completamento di quanto già comunicato in data 7 settembre 2020, KOS ha perfezionato in data odierna la cessione del 100% delle quote di Medipass S.r.l. (riacquistando le società operative in India) a Inframedica S.p.a., società indirettamente e interamente controllata da DWS Alternatives Global Limited, investment manager delegato alla gestione del fondo Pan-European Infrastructure III, SCSp.

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CIR: risultati primi nove mesi 2020

  • Terzo trimestre 2020 in miglioramento, con ricavi consolidati in leggera crescita rispetto al 3Q 2019, EBITDA ed EBIT in progressione e un risultato netto (€ 10,0 milioni) superiore a quello del 3Q 2019
  • I risultati dei primi nove mesi 2020 sono penalizzati dall’andamento del primo semestre che ha fortemente risentito delle conseguenze economiche della pandemia Covid-19. Ricavi a € 1.329,4 milioni (€ 1.528,0 milioni nei primi nove mesi 2019). EBITDA a € 174,2 milioni (€ 201,8 milioni nei primi nove mesi 2019). EBIT positivo a € 12,9 milioni (€ 66,0 milioni nei primi nove mesi 2019). Risultato netto: -€ 20,2 milioni
  • Posizione finanziaria netta della capogruppo positiva per € 384,0 milioni, in aumento rispetto al 31 dicembre 2019 (€ 295,7 milioni)

Milano, 30 ottobre 2020 – Il Consiglio di Amministrazione di CIR S.p.A., riunitosi oggi sotto la presidenza di Rodolfo De Benedetti, ha approvato l’informativa finanziaria al 30 settembre 2020 presentata dall’amministratore delegato Monica Mondardini.

Risultati consolidati

Nel terzo trimestre dell’esercizio in corso è stata registrata una ripresa in tutte le attività, con ricavi consolidati in crescita dello 0,7% rispetto al fatturato del corrispondente periodo del 2019, EBITDA ed EBIT in progressione e un risultato netto pari a € 10,0 milioni, superiore a quello del terzo trimestre 2019.

Nel settore socio-sanitario, KOS ha registrato un recupero dei servizi di riabilitazione, conseguente alla ripresa delle attività ospedaliere in un trimestre in cui si è ridotto lo stress del sistema sanitario legato all’emergenza provocata dalla pandemia da Covid-19.

Nella componentistica auto, Sogefi, grazie a una performance sui ricavi migliore del mercato di riferimento e ad azioni di contenimento dei costi, ha chiuso il trimestre con un risultato positivo.

Per quanto riguarda gli asset finanziari della holding CIR e delle controllate non industriali, in linea con i mercati di riferimento, si è registrato un recupero delle quotazioni, che ha compensato le perdite dei primi sei mesi dell’anno.

I risultati dei primi nove mesi del 2020 restano fortemente penalizzati dal primo semestre, periodo nel corso del quale tutte le attività hanno pesantemente risentito delle circostanze createsi a causa della pandemia e delle misure particolarmente restrittive adottate.
I ricavi consolidati sono ammontati a € 1.329,4 milioni, in calo del 13% rispetto al 2019.
Il margine operativo lordo (EBITDA) consolidato è ammontato a € 174,2 milioni ed è inferiore del 13,7% rispetto al dato dei primi nove mesi del 2019 (€ 201,8 milioni).
Il risultato operativo (EBIT) consolidato è stato pari a € 12,9 milioni rispetto a € 66,0 milioni nel corrispondente periodo del 2019, riflettendo la flessione dell’EBITDA e l’incremento degli ammortamenti dovuto al consolidamento dell’attività di KOS in Germania, acquisita a fine 2019.
Il risultato netto è stato negativo per € 20,2 milioni rispetto a un utile di € 5,4 milioni nel corrispondente periodo del 2019. Rispetto al primo semestre, la perdita si è significativamente ridotta.

L’attività di KOS ha risentito dell’emergenza sanitaria in tutti i settori, con un significativo impatto sull’andamento economico. Nelle RSA in Italia, l’attività si è concentrata sulla difficile gestione dell’emergenza sanitaria e i nuovi ingressi sono stati bloccati per diversi mesi; nel corso del terzo trimestre gli ingressi sono ripresi e il numero degli ospiti si è stabilizzato, ma il numero di ospiti è significativamente inferiore al 2019. Nelle RSA in Germania l’impatto della pandemia è stato decisamente minore dal punto di vista sanitario e pertanto anche la riduzione del numero degli ospiti è stata più contenuta che in Italia. Nelle strutture di riabilitazione nel primo semestre si è registrata una diminuzione dei pazienti a seguito del rallentamento della normale attività ospedaliera, in un contesto di stress del sistema sanitario, e le attività ambulatoriali sono state sospese o fortemente ridotte così come l’attività di diagnostica; tuttavia, nel corso del terzo trimestre vi è stato un vigoroso recupero, con prestazioni in crescita rispetto al corrispondente periodo del 2019.

I ricavi sono ammontati a € 468,8 milioni, in crescita del 23,7% rispetto al corrispondente periodo del 2019 (decremento del 10,5% a perimetro costante, escludendo Charleston, gruppo operante in Germania nel settore delle RSA, acquisito nel mese di ottobre 2019). L’EBIT è stato pari a € 26,8 milioni rispetto a € 44,2 milioni nel 2019, a causa del calo degli ospiti e pazienti in Italia per l’emergenza Covid-19 e dei maggiori costi sostenuti in misure di protezione per far fronte e contenere gli effetti della pandemia. Il risultato netto è stato positivo per € 4,9 milioni rispetto a un utile di € 23,5 milioni nel 2019.

Nel mese di settembre KOS ha raggiunto un accordo vincolante con DWS Alternatives Global Limited per la vendita di Medipass, escluse le attività in India che resteranno in KOS. L’enterprise value concordato è pari a € 169,2 milioni e l’equity value è stimabile in circa € 103,0 milioni (al netto dell’esborso sostenuto da KOS per l’acquisto delle attività in India), valori a cui si aggiunge un possibile earn-out di € 2,5 milioni. Il perfezionamento dell’operazione è subordinato al rilascio delle necessarie autorizzazioni da parte delle competenti autorità e di taluni waiver di terzi, che allo stato attuale risultano quasi integralmente soddisfatti; si prevede pertanto che l’operazione possa essere completata entro il mese di novembre 2020. L’operazione darà luogo ad una plusvalenza per KOS superiore a € 50,0 milioni, che sarà rilevata solo al momento del closing dell’operazione. La cessione di Medipass si inquadra nella strategia di KOS di focalizzarsi sulle attività core (long-term care), in Italia e Germania.

Passando a Sogefi, nel terzo trimestre la produzione mondiale di automobili ha registrato un deciso recupero, con una flessione del 3,5% rispetto allo stesso periodo del 2019, dopo il crollo senza precedenti subito nel corso del primo semestre (-33,2%) per gli effetti della diffusione della pandemia Covid-19.

In tale contesto Sogefi ha registrato un terzo trimestre positivo, con ricavi in flessione dell’ 8,1% e un utile di € 5,6 milioni (rispetto a € 1,4 milioni nel terzo trimestre 2019), grazie alle misure adottate per far fronte alla crisi, che hanno permesso di incrementare il margine di contribuzione al 31%, rispetto al 30,3% del 2019 e al 29,5% del secondo trimestre, e ridurre i costi fissi del 20%, con un’incidenza sui ricavi passata dal 17% del terzo trimestre del 2019 al 15% del 2020. I primi nove mesi del 2020 restano fortemente segnati dal primo semestre: i ricavi sono stati pari a € 860,6 milioni, in calo del 25,1% rispetto al 2019, l’EBITDA è ammontato a € 94,7 milioni rispetto a € 130,7 milioni nel 2019, e il periodo si è chiuso con una perdita di € 23,2 milioni (utile di € 8,3 milioni nel 2019).

Nonostante la situazione dei primi nove mesi, dall’inizio dell’anno Sogefi ha conseguito nuovi contratti per un importo totale stimato in linea con gli esercizi precedenti e con gli obiettivi di mantenimento/accrescimento delle quote di mercato.

Con riferimento agli investimenti finanziari della holding e controllate dedite alla gestione finanziaria, nel corso del terzo trimestre del 2020 si è assistito a una ripresa dei valori degli attivi che ha portato il rendimento complessivo dei nove mesi al pareggio, dopo la perdita registrata nel primo semestre. Obbligazioni e hedge funds (che rappresentano circa l’85% del portafoglio) hanno conseguito un rendimento complessivo pari a +1,8%, mentre gli investimenti in fondi di private equity e partecipazioni finanziarie hanno registrato una riduzione del fair value complessivamente dell’8%.

L’indebitamento finanziario netto consolidato al 30 settembre 2020, ante IFRS 16, ammontava a € 264,0 milioni, in riduzione rispetto al 31 dicembre 2019 (€ 327,6 milioni) e al 30 giugno 2020 (€ 285,7 milioni). I debiti finanziari per diritti d’uso ex IFRS 16, al 30 settembre 2020, ammontavano complessivamente a € 808,9 milioni e pertanto l’indebitamento finanziario netto consolidato complessivo ammontava a € 1.072,9 milioni. I debiti ex IFRS 16 riguardano principalmente la controllata KOS (€ 733,5 milioni), che opera avvalendosi di immobili prevalentemente in locazione.

La posizione finanziaria netta della capogruppo (incluse le controllate non industriali) al 30 settembre 2020 era positiva per € 384,0 milioni, in aumento rispetto a 31 dicembre 2019 (€ 295,7 milioni), grazie all’incasso netto derivante dalla vendita della partecipazione in GEDI Gruppo Editoriale a EXOR (con un corrispettivo ricevuto per l’intera partecipazione pari a € 102,4 milioni e un reinvestimento di € 11,7 milioni per il 5% della stessa GEDI). Il patrimonio netto di Gruppo al 30 settembre 2020 era pari a € 736,9 milioni rispetto a € 770,7 milioni al 31 dicembre 2019. La diminuzione è riconducibile alla perdita del periodo e alle differenze cambio negative derivanti dalla traduzione dei bilanci delle controllate estere.

Prevedibile evoluzione della gestione

La visibilità sui prossimi mesi resta limitata a causa dell’incertezza sulle conseguenze dell’evoluzione della pandemia sulle attività del gruppo. Infatti, in Europa si sta assistendo alla seconda fase di diffusione della pandemia da Covid-19, con i recenti dati che evidenziano livelli superiori alla fase di lock-down, e in Nord e Sud America l’evoluzione della pandemia resta altamente preoccupante; non si può pertanto escludere, come confermato recentemente in alcuni paesi, che le autorità assumano a breve nuove disposizioni restrittive della produzione e delle attività private, con impatto anche sulle attività del gruppo.

Per quanto concerne KOS, si prevede che l’attività riabilitativa, in assenza di un nuovo blocco dell’attività ospedaliera ordinaria, possa consolidare il recupero osservato nel terzo trimestre, mentre per le RSA in Italia, nel breve periodo, è verosimile che il numero di ospiti permanga inferiore alle medie storiche. Parallelamente continueranno a sostenersi costi aggiuntivi per fare fronte all’emergenza. Il settore RSA in Germania, meno colpito dalla pandemia in termini di livello di attività, e comunque sostenuto economicamente dal sistema pubblico, dovrebbe riportare risultati in linea con le aspettative, proseguendo nel proprio programma di miglioramento operativo e reddituale. In questo difficile contesto si prevede che sull’intero esercizio l’EBIT possa risultare non inferiore a quello registrato nei primi nove mesi.

Sogefi ha incorporato nelle proprie aspettative sul quarto trimestre una ipotesi di mercato intorno al -10%, a fronte della quale prevede di poter conseguire per l’intero esercizio un EBIT, esclusi gli oneri per ristrutturazioni, significativamente positivo. Sulla base delle considerazioni svolte sulle partecipate del gruppo, in assenza di discontinuità dell’attività o eventi straordinari allo stato non prevedibili, si prevede un EBIT consolidato positivo e un risultato netto significativamente positivo grazie alla gestione straordinaria (in particolare, all’operazione di cessione di Medipass).

Nomina del nuovo dirigente preposto di CIR

Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato, previo parere favorevole del Collegio sindacale, la nomina di Michele Cavigioli quale dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari ai sensi dell’art. 154-bis del TUF e in conformità all’art. 21 dello Statuto sociale. La nomina ha effetto con decorrenza 1° gennaio 2021. L’ingegner Cavigioli, 51 anni, in CIR dal 2005, ricopre il ruolo di direttore Finanza Centrale dal 2010 ed è altresì responsabile dei rapporti con gli analisti finanziari e gli investitori istituzionali. È inoltre CEO di CIR Investimenti e consigliere di amministrazione di KOS. In precedenza, ha lavorato in McKinsey & Company, Deutsche Bank e Magnemag AG. Cavigioli sostituirà l’attuale dirigente preposto Giuseppe Gianoglio, che a gennaio 2021 lascerà il gruppo, avendo scelto di andare in pensione. Il Consiglio di Amministrazione ha ringraziato il dottor Gianoglio per l’importante contributo dato al gruppo in 16 anni di attività.

Si informa che il dottor Gianoglio detiene n. 488.013 azioni CIR e diritti derivanti da Piani di Stock Grant per un numero di Units complessivo pari a 1.359.648. L’ingegner Cavigioli detiene n. 24.248 azioni CIR e diritti derivanti da Piani di Stock Grant per un numero di Units complessivo pari a 1.422.461.

Delibera sulle informative finanziarie periodiche

Il Consiglio di Amministrazione ha deciso di interrompere, a partire dall’esercizio 2021, la pubblicazione dei resoconti intermedi di gestione al 31 marzo e al 30 settembre, in base alla facoltà concessa in tal senso dal D.Lgs 25/2016 per le medesime ragioni che hanno ispirato la direttiva Transparency II 2013/50 dell’Unione Europea trasposta in Italia dal suddetto decreto

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Sogefi: risultati primi nove mesi 2020

TERZO TRIMESTRE 2020 IN UTILE

Ricavi in recupero, margini in crescita e riduzione costi fissi

RISULTATI DEI PRIMI NOVE MESI FORTEMENTE PENALIZZATI DAL PRIMO SEMESTRE

Ricavi a € 860,6 milioni, -21,9% a cambi costanti (mercato auto -23,2%)

EBITDA margin in linea con il 2019: € 94,7milioni, 11% del fatturato (11,4% nei primi nove mesi 2019)

EBIT: -€ 3,2 milioni per effetto dei minori volumi

EBIT atteso sull’intero esercizio 2020 positivo (esclusi costi di ristrutturazione)

Milano, 23 ottobre 2020 – Il Consiglio di Amministrazione di Sogefi S.p.A., riunitosi oggi sotto la presidenza di Monica Mondardini, ha approvato il resoconto intermedio di gestione del gruppo al 30 settembre 2020. Sogefi, società del gruppo CIR, è uno dei principali produttori globali di componenti per autoveicoli in tre settori: Aria e Raffreddamento, Filtrazione e Sospensioni.

Dopo il primo semestre 2020 in cui la produzione mondiale di automobili ha subito un crollo senza precedenti (-33,2%) per gli effetti della diffusione della pandemia Covid-19, nel terzo trimestre il mercato ha registrato una decisa ripresa rispetto al trimestre precedente (+60,7%), con volumi in flessione di appena 3,5% rispetto allo stesso periodo del 2019 (dopo un secondo trimestre a -42,9%). La ripresa ha interessato tutti i mercati: la Cina, dove la produzione è stata maggiore di quella del terzo trimestre dell’esercizio precedente (+10,7%), NAFTA, con volumi equivalenti quelli del terzo trimestre 2019 (+0,5%), l’UE, con volumi in progressiva crescita, seppur nell’intero trimestre inferiori rispetto al 2019 (-10,7%). In Sud America, la situazione è rimasta decisamente critica (-20,9%).

Malgrado il recupero del terzo trimestre, sull’intero periodo dei primi nove mesi del 2020 si confermano flessioni molto significative: -23,2% per la produzione automobilistica mondiale rispetto ai primi nove mesi del 2019, -31,3% in UE, -26,5% in Nord America, -8,9 % in Cina e -40,4% in Sud America. 

Nel corso del primo semestre la priorità del Gruppo è stata la sicurezza dei propri dipendenti. Dal momento in cui sono pervenute notizie sul fenomeno Covid-19 in Cina, sono state immediatamente assunte disposizioni volte a ridurre il rischio di contagio. Durante il secondo trimestre sono state sospese quasi tutte le attività nelle fabbriche e sedi di lavoro, in ottemperanza alle disposizioni emanate dalle diverse autorità locali o per decisione dell’azienda, ricorrendo anche in misura  generalizzata, quando possibile, al lavoro agile; sono inoltre state adottate tutte le misure raccomandate per la sicurezza sanitaria sul posto di lavoro, rivedendo i processi produttivi in tutte le aree geografiche e formulando e  implementando nuovi protocolli di sicurezza, che contemplano distanziamento fisico e utilizzo di sistemi di protezione individuale. Nella fase attuale, la nuova ondata di diffusione sta comportando l’adozione di ulteriori misure per limitare la presenza del personale sul posto di lavoro, mediante il ricorso al lavoro agile.

Contestualmente, sono state poste in atto misure incisive per mitigare l’impatto della crisi, e della conseguente contrazione delle vendite, che hanno permesso di conseguire un risultato positivo nel terzo trimestre. In particolare, tale risultato è stato favorito:

  • dall’incremento del margine di contribuzione al 31%, rispetto al 30,3% del terzo trimestre 2019 e al 29,5% del secondo trimestre;
  • dalla riduzione dei costi fissi del 20,2%, con un’incidenza sui ricavi passata dal 17% del terzo trimestre del 2019 al 14,8% del 2020.

Nonostante la situazione dei primi nove mesi, dall’inizio dell’anno Sogefi ha conseguito nuovi contratti per un importo totale stimato in linea con gli esercizi precedenti e con gli obiettivi di mantenimento/accrescimento delle quote di mercato.

In particolare, Aria e Raffreddamento ha ottenuto un importante contratto (€ 100 milioni) per fornire, a un primario OEM tedesco, collettori di aspirazione dell’aria (manifold) in alluminio, un materiale che di fatto introduce una nuova linea di prodotto in un settore in cui la divisione è già leader di mercato con le materie plastiche. Inoltre, il 25% del valore degli ordini acquisiti nei primi nove mesi dell’anno riguarda componenti destinati al raffreddamento di vetture ibride e full electric, ponendo le basi per un ottimo posizionamento della divisione nei mercati del futuro.

La divisione Sospensioni ha acquisito un ordine da un primario produttore di veicoli full electric nordamericano, raggiungendo così, a livello globale, il 35% di ordini per applicazioni ibride ed elettriche sul cumulato dei nove mesi. La crescita è stata ottenuta anche grazie al nuovo prodotto sviluppato specificatamente per soddisfare i requisiti di leggerezza e di “time to market” dei veicoli elettrici. La divisione ha infatti ingegnerizzato una sospensione conica a passo variabile pensata per questo tipo di applicazioni.

SINTESI DEI RISULTATI DEL TERZO TRIMESTRE 2020

I ricavi del terzo trimestre hanno registrato una significativa ripresa rispetto al periodo precedente, risultando pressoché in linea con il terzo trimestre del 2019 a cambi costanti (-8,1% a cambi correnti).

I risultati sono stati positivi, grazie alla ripresa del fatturato e alle misure adottate, che hanno determinato un leggero aumento del margine di contribuzione e una significativa riduzione dei costi fissi.

L’EBITDA è stato pari al 14% a fronte del 12% dello stesso periodo del 2019.

L’EBIT è stato positivo per € 15,6 milioni, importo superiore a quello del 2019, pari a € 13,1 milioni; l’incidenza dell’EBIT sul fatturato è passata da 3,5% a 4,6%.

Nel periodo, il Gruppo ha registrato un utile netto di € 5,6 milioni, a fronte di € 1,4 milioni nel 2019.

Il Free Cash Flow ante IFRS 16 è stato positivo per € 28,0 milioni rispetto a € 2,8 milioni nel 2019.

SINTESI DEI RISULTATI DEI PRIMI NOVE MESI 2020

RICAVI

Nei primi nove mesi del 2020, i ricavi di Sogefi sono ammontati a € 860,6 milioni, in flessione rispetto al corrispondente periodo del 2019 del 25,1% a cambi storici e del 21,9% a cambi costanti.

Ripercorrendo l’andamento del fatturato nel corso dell’esercizio, dopo i primi due mesi dell’anno con ricavi in linea con il 2019, in marzo sono stati  registrati i primi effetti della pandemia (-29,5% rispetto al 2019), che si sono gravemente acuiti nei mesi di aprile (-79,5%) e maggio (-64,5%); in giugno è iniziato il recupero (con un calo del fatturato rispetto al 2019 più contenuto, -24,9%), proseguito poi nei mesi di luglio (-18%), agosto (-7,5%) e settembre, quando il fatturato ha registrato una lieve crescita rispetto al 2019 (+0,8%). 

L’andamento dei ricavi a cambi costanti dei primi nove mesi è stato migliore del mercato in tutte le principali aree geografiche: -24,6% in Europa rispetto al -31,3% del mercato, -17,9% in NAFTA rispetto al -26,5%, +12,6% in Cina rispetto al -8,9%.

Per settore di attività, Filtrazione (con un calo dei ricavi del 16,2% a cambi costanti) e Aria e Raffreddamento (-17,8% a cambi costanti) hanno registrato un andamento decisamente meno sfavorevole del mercato grazie, per Filtrazione, alla maggiore tenuta dei canali OES e Aftermarket e per Aria e Raffreddamento allo sviluppo del portafoglio di contratti in particolare in Nord America. L’impatto della crisi è stato maggiore per Sospensioni, con un calo dei ricavi del 30,6% a cambi costanti, che riflette la maggiore concentrazione dell’attività in Europa e in Sud America e gli andamenti particolarmente sfavorevoli del settore in tali aree.

RISULTATO OPERATIVO E RISULTATO NETTO

Nei nove mesi la riduzione del fatturato ha avuto effetti significativi sui risultati economici del gruppo, nonostante l’incisività delle misure di mitigazione adottate.

L’EBITDA è ammontato a € 94,7 milioni, rispetto a € 130,7 milioni nel corrispondente periodo del 2019; da notare che la redditività (EBITDA / Ricavi %), pari a 11%, è stata sostanzialmente in linea con quella del corrispondente periodo del 2019 (11,4%).

Il margine di contribuzione dei primi nove mesi ha registrato un leggero miglioramento rispetto al 2019, dal 29,7% al 30,3%; l’incidenza del costo delle materie prime è scesa grazie in parte a fenomeni di mercato e in parte ai piani attuati dallo scorso esercizio per ottimizzare i prezzi di acquisto degli acciai per la produzione delle sospensioni, e ha compensato l’impatto delle inevitabili inefficienze produttive determinate dalla sospensione e ripresa della produzione e dai bassi volumi. L’incidenza dei costi fissi sulle vendite dei primi nove mesi è sostanzialmente stabile rispetto al corrispondente periodo del 2019, grazie alle misure di contenimento adottate, in parte temporanee e in parte destinate a divenire strutturali.

L’EBIT è stato negativo per € 3,2 milioni a fronte di un risultato positivo di € 37,4 milioni nei primi nove mesi del 2019. La riduzione dell’EBIT riflette la riduzione dei ricavi e gli oneri non ricorrenti sostenuti a causa della situazione: oneri per ristrutturazione pari a € 14,2 milioni (€ 5,7 milioni nei primi nove mesi del 2019) e svalutazioni di immobilizzazioni per € 8,2 milioni (€ 2,2 milioni nello stesso periodo dell’anno precedente).

Il gruppo ha registrato un risultato netto negativo per € 23,2 milioni rispetto a un utile di € 8,3 milioni nel 2019, dopo oneri finanziari sostanzialmente in linea con quelli dell’anno precedente e oneri fiscali per € 2,8 milioni rispetto a € 12,6 milioni nell’esercizio precedente. 

INDEBITAMENTO E PATRIMONIO NETTO

Con riferimento al Free Cash Flow, nei primi nove mesi del 2020, ante IFRS 16, è stato registrato un consumo di € 42,8 milioni (a fronte di -€ 0,5 milioni nei primi nove mesi del 2019), in buona parte derivante dall’evoluzione del capitale circolante causato dalle particolari circostanze intervenute nel corso dell’anno. Infatti, come in generale avviene nel settore, i crediti verso clienti vengono incassati più rapidamente rispetto ai tempi di pagamento dei fornitori, anche grazie al ricorso al factoring. Il calo delle vendite ha prodotto una conseguente diminuzione degli incassi, mentre sono continuati gli esborsi verso i fornitori. Tale squilibrio si sta progressivamente riassorbendo con la ripresa dell’attività. Il Free Cash Flow inclusi i debiti da IFRS 16 è stato pari a -€ 55,6 milioni rispetto a -€ 4,3 milioni nei primi nove mesi del 2019.

L’indebitamento finanziario netto ante IFRS 16 al 30 settembre 2020 è pari a € 299,0 milioni, in crescita rispetto a fine 2019 (€ 256,2 milioni), ma in significativa riduzione rispetto al 30 giugno 2020 (quando l’indebitamento finanziario netto ammontava a € 327,0 milioni).

Includendo i debiti finanziari per diritti d’uso, secondo il principio IFRS 16, l’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2020 ammontava a € 374,5 milioni rispetto a € 318,9 milioni al 31 dicembre 2019 e a € 330,0 milioni al 30 settembre 2019. Da notare che nel corso del 2020 il gruppo sta sviluppando un nuovo stabilimento per la produzione di sospensioni in Romania, destinato a incrementare la competitività del gruppo nel settore. Nel corso del terzo trimestre la sottoscrizione del contratto di affitto del nuovo stabilimento ha comportato l’iscrizione di un debito IFRS 16 pari a circa € 19,0 milioni.

Come noto, al 30 giugno i covenants contemplati dai contratti di finanziamento in vigore sono stati rispettati e allo stato attuale delle conoscenze e in base alle previsioni non si prevedono breach al 31 dicembre 2020.

Al 30 settembre 2020 il gruppo ha linee di credito committed in eccesso rispetto al fabbisogno per € 220,0 milioni.

Al 30 settembre 2020 il patrimonio netto, esclusa la quota degli azionisti terzi, ammontava a € 146,6 milioni (€ 188,7 milioni al 31 dicembre 2019).

IMPATTI COVID-19 SULL’ATTIVITA’

A seguito della diffusione della pandemia Covid-19, Sogefi ha sospeso dapprima la produzione in Cina e successivamente, nella seconda parte del mese di marzo, pressoché in tutti gli stabilimenti. L’attività è ripartita ovunque, dapprima in Cina e dal mese di maggio in tutti i paesi di operatività del gruppo, seppure con volumi di produzione fino ad agosto significativamente inferiori all’anno precedente e alle attese.

Per quanto riguarda la valutazione degli impatti della pandemia sul gruppo, le previsioni ante Covid-19 prevedevano un andamento del fatturato 2020 sostanzialmente in linea con il 2019 e nei primi due mesi dell’anno la Società ha effettivamente realizzato volumi equivalenti o superiori alle attese; tuttavia, nel corso dei mesi successivi si è registrato un calo estremamente significativo e un recupero a partire dal mese di giugno. Per effetto di tale andamento, Sogefi ha registrato ricavi pari a € 860,6 milioni in calo del 25,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; tale riduzione è pressoché integralmente ascrivibile agli effetti delle circostanze determinate dalla pandemia. La contrazione dei volumi, anche se in parte compensata dalla riduzione dei costi fissi, ha comunque comportato un impatto negativo stimabile in € 42,0 milioni sull’EBIT e € 27,0 milioni sul risultato netto, nonché un significativo incremento del debito.

La Società, oltre ad aver reagito per ridurre gli impatti della crisi da marzo a oggi, sta operando per adattarsi strutturalmente alle mutate circostanze del mercato e recuperare rapidamente l’equilibrio economico / finanziario, pure in un contesto di volumi ridotti quale quello ad oggi prevedibile, anche per il quarto trimestre 2020 e il 2021.

FATTI DI RILIEVO AVVENUTI SUCCESSIVAMENTE AL 30 SETTEMBRE 2020

Nel mese di ottobre, il gruppo ha ottenuto nuovi contratti di finanziamento a medio termine di importo complessivo pari a € 134,5 milioni concessi da primari istituti italiani e francesi.

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

La visibilità sull’evoluzione del mercato nei prossimi mesi rimane ridotta, nonostante il miglioramento dei volumi riscontrati nel terzo trimestre.

Per quanto concerne la pandemia, in Europa il rischio di una seconda fase di Covid-19 appare concretizzarsi, con i recenti dati che evidenziano un ritorno della diffusione a livelli superiori alla fase di lock-down; in Nord e Sud America, l’evoluzione della pandemia resta altamente preoccupante; è pertanto difficile prevedere quali misure verranno adottate dalle autorità, non potendosi escludere l’assunzione di nuove disposizioni restrittive della produzione e delle attività private nel corso dei prossimi mesi; è inoltre del tutto incerto l’impatto delle attuali circostanze sulla domanda del settore automotive.

Dopo un terzo trimestre 2020 migliore delle attese, per il quarto trimestre 2020, IHS prevede che la produzione mondiale potrebbe collocarsi al -2,7% rispetto al quarto trimestre 2019; l’anno 2020 chiuderebbe quindi con una flessione del mercato del 17,9% sull’intero esercizio.

In questo scenario incerto, Sogefi ha incorporato nelle proprie aspettative sul quarto trimestre una ipotesi di mercato intorno al -10%, a fronte della quale prevede di poter conseguire per l’intero esercizio un EBIT positivo, esclusi gli oneri per ristrutturazioni.

PIANO DI STOCK GRANT

Il Consiglio di Amministrazione, in conformità con le deleghe conferitegli dall’Assemblea degli Azionisti il 20 aprile 2020, ha dato esecuzione al Piano di Stock Grant 2020 mediante attribuzione di n. 790.000 diritti.

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KOS conclude accordo per la cessione al fondo DWS della controllata Medipass (escluse le attività indiane) per un enterprise value di € 169 milioni e un corrispettivo netto stimato in circa € 103 milioni

Milano, 7 settembre 2020KOS e Inframedica S.àr.l., società indirettamente e interamente controllata da DWS Alternatives Global Limited, investment manager delegato alla gestione del fondo Pan-European Infrastructure III, SCSp (“DWS”) hanno sottoscritto un accordo vincolante per il trasferimento da KOS a DWS del 100% delle quote di Medipass S.r.l. (“Medipass”). Prima dell’esecuzione della cessione, KOS riacquisterà da Medipass le sue controllate indiane (Clearmedi Healthcare Private LTD, Clearview Healthcare Private LTD).

L’enterprise value concordato è pari a € 169,2 milioni e l’equity value è stimabile in circa € 103 milioni, al netto dell’esborso sostenuto da KOS per l’acquisto delle attività in India; il corrispettivo che verrà riconosciuto al closing da DWS a KOS sarà soggetto ad aggiustamenti, legati anche alla situazione finanziaria effettiva di Medipass alla data del 30 settembre.

Il perfezionamento dell’operazione è subordinato al rilascio delle necessarie autorizzazioni da parte delle competenti autorità e di taluni waiver di terzi, ivi incluso in relazione ai contratti di finanziamento di KOS. In ragione della tempistica dei procedimenti autorizzativi, si prevede che l’operazione possa essere completata entro il 2020.

L’operazione comporterà per KOS una plusvalenza netta di circa € 50 milioni e una riduzione dell’indebitamento di circa € 160 milioni, rispetto ad un indebitamento netto (ante IFRS 16) al 30 giugno 2020 pari a € 356,2 milioni.

Medipass è tra i leader nella fornitura di servizi per cure oncologiche e nella diagnostica avanzata per immagini in Italia e nel Regno Unito. Acquisita da KOS nel 2006, Medipass è diventata uno dei player principali nella fornitura di soluzioni “chiavi in mano” a strutture sanitarie private e pubbliche per la gestione di reparti di diagnostica e cura oncologica, gestendo tecnologie standard (quali risonanza magnetica, TAC, RX, ultrasuoni), tecnologie avanzate come la Medicina Nucleare (PET-CT) al servizio dell’attività di diagnostica, nonché reparti di Radioterapia per la cura del cancro. Medipass opera in oltre 20 strutture sanitarie (ospedali e ambulatori) in Italia e nel Regno Unito ed è in una posizione unica per soddisfare la crescente richiesta di investimenti, per il rinnovo e l’ampliamento del parco esistente di apparecchiature medicali diagnostiche e salvavita.

L’accordo raggiunto per la cessione testimonia la creazione di valore che Medipass ha realizzato dall’acquisizione da parte di KOS ad oggi.

L’operazione permetterà a KOS di incrementare significativamente le risorse disponibili per la crescita delle proprie attività core (gestione di RSA, ospedali e strutture di riabilitazione sia in Italia che all’estero, in particolare in Germania, dove già vanta una presenza significativa).

Infine, per quanto riguarda l’attività in India, dove oggi Medipass è uno dei primi provider di servizi tecnologici per la sanità con un fatturato di € 20,7 milioni nel 2019, KOS valuterà le opzioni disponibili per la sua migliore valorizzazione.

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DWS Infrastructure è uno dei principali investitori nel settore delle infrastrutture e fa parte di DWS Group & GmbH Co KGaA, il gestore patrimoniale quotato e indipendente (ETR: DWS), presente in circa 40 Paesi e con circa € 745 miliardi di asset gestiti (a giugno 2020). DWS Infrastructure è uno dei maggiori investitori infrastrutturali europei e ha circa € 20,8 miliardi di asset in gestione a dicembre 2019. DWS Infrastructure ambisce a creare e aggiungere valore agli investimenti dei suoi fondi attraverso una gestione attiva, nonché attraverso il suo network, esperienza e risorse finanziarie per realizzare il potenziale di crescita dell’azienda.

Hamish Mackenzie, Global Head of Infrastructure di DWS ha dichiarato:

“Siamo lieti di investire in Medipass e di collaborare con il suo notevole team di management in questa prossima fase del suo percorso. Medipass è stata uno dei pionieri nel settore della cura del cancro, offrendo servizi di outsourcing nella diagnostica e nella cura dei tumori sin dagli anni ’90, con una solida esperienza nel fornire ai pazienti la migliore qualità delle cure utilizzando tecnologie all’avanguardia.

Medipass rappresenta il nostro terzo investimento in Italia e il secondo investimento per il nostro fondo, PEIF III, che è supportato da un’ampia componente di fondi pensione e compagnie assicurative italiane, e investe in società di infrastrutture che forniscono servizi essenziali in tutta Europa.

KOS ha svolto un ottimo lavoro nello sviluppo dell’azienda negli ultimi anni. Insieme al team di management, cercheremo di valorizzare le competenze di Medipass, le nostre risorse e la nostra esperienza come investitore infrastrutturale, per espandere ulteriormente la presenza della società nelle strutture sanitarie di tutta Europa per consentire loro di migliorare i loro parchi tecnologici e servizi a beneficio dei loro pazienti.”

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KOS è un primario gruppo sanitario italiano operante nell’assistenza socio-sanitaria e nella cronicità residenziale, nella riabilitazione, nella psichiatria, e nella medicina per acuti. In questi settori di attività, il Gruppo KOS gestisce 90 strutture in Italia, con quasi 8.700 posti letto, e 47 in Germania, con circa 4.000 posti letto. Sono quasi 13.700 i collaboratori, di cui circa 8.900 in Italia (7.400 i dipendenti) e circa 3.800 in Germania. Il fatturato di KOS nel 2019 è stato di € 595 milioni, di cui circa il 10% relativo al perimetro Medipass oggetto di cessione a DWS. KOS è posseduta per il 59,5% da CIR e per il 40,5% da F2i Healthcare, a sua volta controllata da F2i, il maggiore fondo infrastrutturale italiano con più di 5 miliardi di attività in gestione.

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CIR: risultati primo semestre 2020

Ricavi: € 856,7 milioni (€ 1.059,1 milioni nel primo semestre 2019)

EBITDA: € 103,8 milioni (€ 140,0 milioni nel primo semestre 2019)

EBIT: -€ 8,3 milioni (€ 46,0 milioni nel primo semestre 2019)

Risultato netto: -€ 30,4 milioni

Posizione finanziaria netta della capogruppo a € 397,1 milioni, in aumento rispetto al 31 dicembre 2019 (€ 295,7 milioni)

Milano, 31 luglio 2020 – Il Consiglio di Amministrazione di CIR S.p.A., riunitosi oggi sotto la presidenza di Rodolfo De Benedetti, ha approvato la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2020 presentata dall’amministratore delegato Monica Mondardini.

RISULTATI CONSOLIDATI

I risultati del primo semestre sono stati significativamente influenzati dai rilevanti impatti che la diffusione della pandemia Covid-19 e le relative conseguenze hanno avuto su tutte le attività del gruppo CIR, ossia i servizi socio-sanitari, attraverso la controllata KOS, la produzione di componentistica per il settore automotive, attraverso la controllata Sogefi, e la gestione di investimenti finanziari della holding CIR e controllate non industriali.

L’attività di KOS ha risentito dell’emergenza sanitaria in tutti i settori, con un significativo impatto sull’andamento economico: nelle RSA, l’attività si è concentrata sulla difficile gestione dell’emergenza sanitaria e i nuovi ingressi sono stati bloccati; nelle strutture di riabilitazione si è registrata una diminuzione dei pazienti a seguito del rallentamento della normale attività ospedaliera, in un contesto di stress del sistema sanitario e di polarizzazione dell’attività sull’emergenza; le attività ambulatoriali sono state sospese o fortemente ridotte così come l’attività di diagnostica; parallelamente la società si è focalizzata sull’implementazione delle necessarie misure di protezione del personale e degli ospiti.

L’attività di Sogefi ha subito, come tutto il settore automotive, impatti molto rilevanti per gli effetti della pandemia; la produzione è infatti stata sospesa dapprima in Cina e successivamente, nel corso della seconda metà del mese di marzo, pressoché in tutti gli stabilimenti. Allo stato attuale, la produzione in Cina è tornata a livelli mensili in linea con le previsioni formulate prima della crisi; nelle restanti aree geografiche, la produzione è stata gradualmente riavviata a partire dal mese di maggio, a seguito della ripresa delle attività dei principali clienti, ma con volumi ancora significativamente inferiori a quelli pre- Covid; particolarmente critica rimane la situazione in Mercosur e India.

Nel primo semestre del 2020, i ricavi consolidati di CIR sono ammontati a € 856,7 milioni, in calo del 19,1% rispetto al 2019. Dopo un primo bimestre in crescita del 9,7% sul corrispondente periodo del 2019, l’emergenza sanitaria ha determinato un’immediata e drastica contrazione del fatturato, a causa principalmente della sospensione dell’attività produttiva di Sogefi.

Il margine operativo lordo (EBITDA) consolidato è ammontato a € 103,8 milioni ed è inferiore del 25,8% rispetto al dato della prima metà del 2019 (€ 140,0 milioni), seguendo l’andamento dei ricavi; il risultato operativo (EBIT) consolidato è stato negativo per € 8,3 milioni rispetto a un risultato positivo di € 46,0 milioni nel primo semestre 2019.

Il risultato netto è stato negativo per € 30,4 milioni, rispetto ad un utile di € 1,6 milioni nella prima metà del 2019.

L’indebitamento finanziario netto consolidato al 30 giugno 2020, ante IFRS 16, ammontava a € 285,7 milioni ed è diminuito di € 42,0 milioni rispetto al 31 dicembre 2019 (€ 327,6 milioni). I debiti finanziari per diritti d’uso ex IFRS 16, al 30 giugno 2020, ammontavano complessivamente a € 787,8 milioni e pertanto l’indebitamento finanziario netto consolidato complessivo ammontava a € 1.073,5 milioni. I debiti ex IFRS 16 riguardano principalmente la controllata KOS (€ 731,8 milioni), che opera avvalendosi di immobili prevalentemente in locazione.

La posizione finanziaria netta della Capogruppo (incluse le controllate non industriali) al 30 giugno 2020 era positiva per € 397,1 milioni, in aumento rispetto al 31 dicembre 2019 (€ 295,7 milioni) a seguito dell’incasso derivante dalla vendita dell’intera partecipazione di CIR in GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. ad EXOR (€ 102,4 milioni), finalizzata il 23 aprile 2020.

Il patrimonio netto di Gruppo al 30 giugno 2020 era pari a € 728,5 milioni rispetto a € 770,7 milioni al 31 dicembre 2019 e la diminuzione rispecchia principalmente la perdita del periodo.

Per quanto riguarda KOS, i ricavi sono ammontati a € 337,2 milioni, in crescita del 19,9% rispetto al corrispondente periodo del 2019 grazie al significativo contributo di Charleston (gruppo acquisito nel mese di ottobre 2019, operante in Germania nel settore delle RSA): a perimetro costante, il fatturato è sceso del 10,6%.

L’EBIT è stato pari a € 18,1 milioni rispetto a € 31,6 milioni nel 2019, a causa non solo del calo di ospiti e pazienti in Italia per l’emergenza Covid-19, come precedentemente illustrato, ma anche dei maggiori costi sostenuti in misure di protezione per far fronte e contenere gli effetti della pandemia. Il semestre si è chiuso con una perdita di € 2,1 milioni rispetto a un utile di € 14,4 milioni nel primo semestre 2019.

Il cash flow è stato positivo per € 11,8 milioni e l’indebitamento finanziario netto ante IFRS 16 si è ridotto da € 368,0 milioni al 31 dicembre 2019 a € 356,2 milioni al 30 giugno 2020.

Per quanto riguarda Sogefi, la produzione mondiale automotive nel primo semestre del 2020 è scesa del 33% rispetto al primo semestre del 2019, con Europa e NAFTA, principali aree di attività di Sogefi, al -40%. In tale contesto i ricavi di Sogefi sono stati pari a € 519,5 milioni, in flessione del 33,2% rispetto al 2019. Nelle principali aree geografiche il gruppo ha registrato una performance decisamente migliore del mercato e, grazie alle misure di contenimento dei costi adottate, la redditività (EBITDA/fatturato %) si è deteriorata di soli due punti, da 11% a 9%. Ciononostante, l’EBIT è stato pari a -€ 18,8 milioni, dopo aver recepito oneri non ricorrenti per circa € 18 milioni, rispetto a +€ 24,4 milioni nel primo semestre del 2019. Il semestre si è chiuso con una perdita di € 28,8 milioni, che si confronta con un utile netto della prima metà del 2019 pari a € 6,9 milioni.

L’indebitamento finanziario netto ante IFRS 16 al 30 giugno 2020 è aumentato a € 327,0 milioni, da € 256,2 milioni a fine 2019, e l’incremento è principalmente riconducibile all’aumento del capitale circolante, determinato dalla drastica riduzione delle vendite, con effetto immediato sugli incassi; tale incremento è destinato a riassorbirsi progressivamente con la ripresa dell’attività.

Con riferimento agli investimenti finanziari della holding e controllate dedicate alla gestione finanziaria, tenuto conto delle turbolenze e dei ribassi dei mercati finanziari, nel semestre si è registrata una perdita di € 5,6 milioni e conseguentemente un rendimento negativo pari a -1,4%; il portafoglio di obbligazioni e Hedge Funds ha conseguito un rendimento complessivo positivo dello 0,7%, mentre sono state registrate perdite per adeguamenti a fair value degli investimenti in Private Equity e altre partecipazioni per € 7,9 milioni.

Eventi successivi al 30 giugno 2020

In data 13 luglio 2020 CIR, come previsto nell’accordo del 2 dicembre 2019, ha acquistato una partecipazione nel capitale sociale di Giano Holding S.p.A., che rappresenta in trasparenza il 5% del capitale sociale di GEDI. L’acquisto ha comportato un esborso di € 11,7 milioni, equivalente a un prezzo di € 0,46 per azione GEDI.

Prevedibile evoluzione della gestione

Il grado di incertezza sull’evoluzione dell’attività e dei risultati nel secondo semestre permane elevato.

Per quanto concerne KOS, verso la fine del semestre si è assistito a una inversione di tendenza, con una ripresa dell’attività di riabilitazione, acuti e dell’area diagnostica e oncologia; il settore RSA si è stabilizzato ma non è ancora in fase di ripresa. Allo stato attuale, si prevede che, in assenza di una seconda ondata di contagi in autunno, le aree diagnostica, cure oncologiche, psichiatria ed acuti possano recuperare livelli di attività pre- Covid nel corso del corrente esercizio. Per riabilitazione e RSA il ritorno a regime è previsto nel corso dell’esercizio 2021. Per quanto riguarda inoltre il settore RSA in Germania, si segnala che l’impatto del Covid-19 è stato limitato e il ritorno a pieno regime è previsto entro la fine dell’esercizio in corso.

Per quanto riguarda Sogefi, la visibilità sull’evoluzione del mercato nei prossimi mesi resta limitata sia per l’incertezza che caratterizza l’evoluzione della pandemia sia per la difficoltà di prevedere l’impatto delle circostanze macro economiche determinate dalla stessa sulla domanda nel settore automotive. Per il secondo semestre 2020, IHS Markit, fonte comunemente utilizzata dal settore, prevede che, in assenza di una seconda fase di Covid-19 e conseguenti misure restrittive della produzione e impatti avversi sul mercato, la produzione mondiale potrebbe collocarsi al -10% rispetto al secondo semestre 2019, mentre le previsioni degli analisti di mercato tendono ad essere più prudenti, anticipando una contrazione del mercato mondiale in un range compreso tra -15% e -30%, quest’ultima ipotesi in caso di una seconda ondata di Covid-19.

In questo scenario incerto, Sogefi ha incorporato nelle proprie aspettative sul secondo semestre una ipotesi di mercato mondiale intorno al -20%, a fronte della quale, prevede di poter conseguire un EBIT, esclusi gli oneri per ristrutturazioni, leggermente positivo, una significativa riduzione della perdita netta rispetto al primo semestre e un free cash flow leggermente positivo.

Entrambe le società, alla luce della congiuntura del tutto straordinaria affrontata nel corso del primo semestre, pur disponendo ad oggi di risorse finanziarie in eccesso rispetto all’attuale fabbisogno e pur non prevedendo un incremento del debito rispetto a quello registrato a fine giugno 2020, alla luce dell’incertezza sull’evoluzione del mercato e in previsione delle naturali scadenze dei finanziamenti in essere, hanno avviato trattative con i propri partner finanziari, con cui sono in essere rapporti consolidati, per assicurare le opportune disponibilità di risorse a medio termine.

Alla luce di quanto precede, il gruppo CIR si attende un semestre ancora difficile ma, in assenza di una seconda ondata di Covid-19, in netto miglioramento rispetto al primo.

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Sogefi: risultati primo semestre 2020

Ricavi: € 519,5 milioni, -31,2% a cambi costanti (mercato auto -33,2%)

Andamento dei ricavi nettamente migliore di quello del mercato nelle principali aree geografiche in cui il gruppo è presente

EBITDA: € 47,0 milioni, 9,1% del fatturato (11,1% nel primo semestre 2019)

Costi fissi ridotti del 27%

EBIT: -€ 18,8 milioni per effetto dei minori volumi e di oneri non ricorrenti

Attesi EBIT e free cash flow positivi nel secondo semestre 2020, in assenza di una seconda fase di lockdown

Milano, 27 luglio 2020 – Il Consiglio di Amministrazione di Sogefi S.p.A., riunitosi oggi sotto la presidenza di Monica Mondardini, ha approvato la relazione finanziaria semestrale del gruppo al 30 giugno 2020. Sogefi, società del Gruppo CIR, è uno dei principali produttori globali di componenti per autoveicoli in tre settori: Aria e Raffreddamento, Filtrazione e Sospensioni.

SINTESI DEI RISULTATI DEL PRIMO SEMESTRE

Nel primo semestre del 2020 il mercato mondiale dell’automobile ha registrato una flessione senza precedenti a seguito della diffusione della pandemia Covid-19 nel mondo e delle conseguenti e opportune misure restrittive adottate dai governi locali o autonomamente assunte dalle imprese, in un’ottica di protezione dei lavoratori e dei cittadini in generale, che hanno comportato la sospensione pressoché generalizzata delle attività produttive non essenziali e in particolare della produzione automotive. Tale sospensione è intervenuta dapprima in Cina e successivamente, nel corso dei mesi di marzo e aprile, nelle restanti aree geografiche. Allo stato attuale l’attività è ripresa ovunque, in Cina con volumi anche maggiori di quelli dell’esercizio precedente e in Europa e NAFTA con volumi significativamente ridotti. Le situazioni produttive più critiche si registrano attualmente in Sud America e India.

La produzione automobilistica mondiale ha registrato nel semestre un calo del 33,2% rispetto al corrispondente periodo del 2019: -41,7% in Europa, -39,9% in Nord America, -24,9% in Asia e -50,6% in Sud America. Nel mese di giugno 2020 il mercato si è parzialmente ripreso (con un gap rispetto ai volumi mondiali del 2019 ridotto a -21,2%), trainato soprattutto dal mercato cinese (+14,1%); in miglioramento anche l’andamento in Europa e NAFTA, ma con volumi ancora molto deboli (-31,2% e -24,3%, rispettivamente). Resta molto critica la situazione nel Mercosur (-56%).

Nel corso del primo semestre la priorità assoluta della società è stata la sicurezza della propria forza lavoro. Dal momento in cui sono pervenute notizie sul fenomeno Covid-19 in Cina, sono state immediatamente assunte disposizioni volte a ridurre il rischio di contagio, a partire dal maggior utilizzo di smart-working. Successivamente, sono state implementate tutte le misure di sospensione dell’attività produttiva e di sicurezza sanitaria nelle fabbriche e sedi di lavoro definite dalle diverse autorità locali o dall’azienda. In questo contesto la società ha rivisto i processi produttivi in tutte le aree geografiche per implementare i protocolli di sicurezza relativi al distanziamento sociale e all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale.

In secondo luogo, Sogefi ha posto in atto tutto quanto in proprio potere per mitigare, nella misura del possibile, l’impatto della crisi e della conseguente contrazione delle vendite sui risultati e sulla solidità patrimoniale della società; è stato rapidamente varato un piano per variabilizzare i costi e limitare il consumo di cassa, e in particolare:

Infine, il gruppo ha riformulato il proprio piano di medio lungo periodo (2020-2024), volto a preservare la redditività e la generazione di cassa, anche a fronte di prospettive incerte sulla ripresa del mercato.

RICAVI

Nel primo semestre 2020, i ricavi di Sogefi sono ammontati a € 519,5 milioni, in flessione rispetto al primo semestre 2019 del 33,2% a cambi storici e del 31,2% a cambi costanti.

Dopo i primi due mesi dell’anno con ricavi a cambi costanti in crescita dell’1%, gli effetti della pandemia Covid-19 sono stati registrati a partire da marzo e sono divenuti particolarmente gravi nei mesi di aprile (-79,5%) e maggio (-64,5%), mentre in giugno si è registrato un significativo recupero, con un notevole contenimento del calo rispetto al corrispondente periodo del 2019 (-24,9%).

L’andamento dei ricavi a cambi costanti nelle principali aree geografiche in cui il gruppo è presente è stato nettamente migliore di quello del mercato: -32,2% in Europa rispetto a -41,7% per il mercato, -30,5% in Nord America rispetto a -39,9% del mercato, +4% in Cina rispetto al -19,7% del mercato. La flessione complessiva dei ricavi è stata invece in linea con quella registrata dal mercato mondiale, a causa della concentrazione del business del gruppo nei mercati che hanno registrato contrazioni maggiori (Europa e NAFTA), a fronte di una presenza meno significativa in Cina, in cui il calo del mercato è stato decisamente più contenuto.

Tra i diversi settori di attività, Filtrazione (con un calo dei ricavi del 25,7% a cambi costanti) e Aria e Raffreddamento (-29,1% a cambi costanti) hanno registrato un andamento decisamente meno sfavorevole del mercato grazie, per Filtrazione, alla maggiore tenuta dei canali OES e Aftermarket e per Aria e Raffreddamento allo sviluppo del portafoglio di contratti in particolare in Nord America. Per le Sospensioni l’impatto della crisi è stato maggiore, con un calo dei ricavi del 38,2% a cambi costanti, che riflette la maggiore concentrazione dell’attività in Europa e Mercosur e gli andamenti del settore in tali aree.

RISULTATO OPERATIVO E RISULTATO NETTO

La drastica riduzione dei volumi determinata dall’evoluzione del mercato a seguito della pandemia Covid-19 ha avuto effetti molto significativi sui risultati economici del gruppo, nonostante l’incisività delle misure di mitigazione adottate.

L’EBITDA è infatti ammontato a € 47,0 milioni rispetto a € 86,4 milioni nel corrispondente periodo del 2019, principalmente a causa del crollo dei volumi; la redditività (EBITDA / Ricavi %) è stata pari al 9,1% e si colloca al di sotto di quella del corrispondente periodo del 2019 (11,1%) di soli 2 punti percentuali, grazie alle misure di variabilizzazione dei costi implementate.

In particolare, il margine di contribuzione ha registrato un leggero miglioramento rispetto al primo semestre del 2019, dal 29,4% al 29,8%, per l’evoluzione favorevole dell’incidenza del costo delle materie prime, dovuta in parte a fenomeni di mercato e in parte ai piani attuati dallo scorso esercizio per ridurre i prezzi di acquisto degli acciai per la produzione delle sospensioni, che ha compensato l’impatto delle inevitabili inefficienze produttive determinate dalla sospensione e ripresa della produzione e dai bassi volumi.  

L’incidenza dei costi fissi è aumentata di circa 2 punti percentuali, un incremento relativamente contenuto se si considera l’entità del crollo dei ricavi ottenuto grazie alle misure di contenimento adottate, in parte temporanee ed in parte destinate a divenire strutturali.

L’EBIT è stato negativo per € 18,8 milioni a fronte di un risultato positivo di € 24,4 milioni nel primo semestre 2019. La riduzione dell’EBIT riflette la riduzione dell’EBITDA conseguente al crollo dei ricavi e recepisce inoltre l’effetto negativo dell’evoluzione dei tassi di cambio per € 4 milioni (€ 1,8 milioni nel primo semestre 2019) registrato dalle attività del gruppo in Nord e Sud America, oneri per ristrutturazione pari a € 7,3 milioni (€ 4,3 milioni nel primo semestre 2019) e write-downs di attivi per € 6,4 milioni (€ 1,9 milioni nell’anno precedente).

In termini di risultato netto, il gruppo ha registrato una perdita di € 28,8 milioni rispetto a un utile di € 6,9 milioni nel primo semestre 2019, dopo oneri finanziari sostanzialmente in linea con quelli dell’anno precedente e proventi fiscali per € 1 milione rispetto a oneri fiscali per € 8,3 milioni nell’esercizio precedente.

INDEBITAMENTO E PATRIMONIO NETTO

Con riferimento al Free Cash Flow, nel primo semestre 2020 si è registrato un consumo di € 64,0 milioni rispetto a € 8,8 milioni nel primo semestre 2019. La riduzione dell’attività e conseguentemente dell’EBITDA ha comportato la contrazione del cash flow operativo solo in parte compensato dal minore flusso di impieghi per investimenti. Va rilevato inoltre che circa l’80% del consumo è da attribuirsi all’incremento del capitale circolante causato dalle particolari circostanze intervenute nel corso del secondo trimestre dell’anno. Infatti, come in generale avviene nel settore, i crediti verso clienti vengono incassati più rapidamente rispetto ai tempi di pagamento dei fornitori, anche grazie al ricorso al factoring. A fronte del crollo delle vendite nel secondo trimestre, sono conseguentemente diminuiti gli incassi dai clienti, mentre sono continuati gli esborsi verso i fornitori. Tale squilibrio dovrebbe progressivamente riassorbirsi con la ripresa dell’attività.

L’indebitamento finanziario netto ante IFRS 16 al 30 giugno 2020 è aumentato a € 327,0 milioni, da € 256,2 milioni a fine 2019 e € 267,3 milioni a fine giugno 2019. Includendo i debiti finanziari per diritti d’uso, secondo il principio IFRS 16, l’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2020 ammontava a € 382,9 milioni rispetto a € 318,9 milioni al 31 dicembre 2019.

Al 30 giugno 2020 il gruppo ha linee di credito committed in eccesso rispetto al debito per € 194,2 milioni e i covenants previsti dai contratti di finanziamento in essere sono stati rispettati.

Al 30 giugno 2020 il patrimonio netto, esclusa la quota di azionisti terzi, ammontava a € 144,9 milioni (€ 188,7 milioni al 31 dicembre 2019).

RISULTATI DELLA CAPOGRUPPO SOGEFI S.P.A.

Nel primo semestre 2020 la capogruppo Sogefi S.p.A. ha registrato una perdita netta di € 5,8 milioni rispetto all’utile netto di € 32,7 milioni nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente. A fronte del quadro particolarmente incerto in quasi tutti i paesi di operatività del gruppo, è stata sospesa la distribuzione di dividendi dalle società controllate a Sogefi S.p.A..

IMPATTI COVID-19 SULL’ATTIVITA’

A seguito della diffusione della pandemia Covid-19, Sogefi ha sospeso dapprima la produzione in Cina e successivamente, nella seconda parte del mese di marzo, pressoché in tutti gli stabilimenti. Allo stato attuale, la produzione in Cina è tornata a livelli mensili in linea con le stime della Società precedenti alla crisi; negli altri stabilimenti la produzione è stata gradualmente riavviata a partire dal mese di maggio, a seguito della ripresa delle attività dei principali clienti, ma con volumi ancora significativamente inferiori alle attese di inizio anno.

Per quanto riguarda gli impatti della pandemia sul gruppo, le stime ante Covid-19 prevedevano un andamento del fatturato 2020 sostanzialmente in linea con il 2019. Nei primi due mesi dell’anno, la Società ha realizzato volumi superiori alle attese, seguiti da un calo estremamente significativo e un graduale recupero nel mese di giugno. Per effetto di tale andamento, Sogefi ha registrato ricavi pari a € 519,5 milioni, in calo del 33,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; tale riduzione è pressoché integralmente ascrivibile agli effetti della crisi. La contrazione dei volumi, anche se in parte compensata dalla riduzione dei costi fissi, ha comunque comportato un impatto negativo stimabile in € 50 milioni sull’EBIT e € 39 milioni sul risultato netto, nonché un significativo incremento del debito.

La Società, oltre ad aver reagito per ridurre gli impatti della crisi da marzo a oggi, ha operato per adattarsi alle mutate circostanze del mercato e recuperare rapidamente l’equilibrio economico / finanziario, pure in un contesto di volumi ridotti quale quello ad oggi prevedibile, anche per il secondo semestre ed il 2021.

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

La visibilità sull’evoluzione del mercato nei prossimi mesi resta limitata; per quanto concerne il fenomeno della pandemia, se il contenimento in Europa appare ormai consolidato, la diffusione in Nord e Sud America non è ancora entrata nella fase di contenimento; permane inoltre il rischio di una seconda fase di Covid-19 ed infine allo stato attuale rimane difficile prevedere l’impatto delle circostanze macroeconomiche determinate dalla pandemia sulla domanda nel settore automotive.

Per il secondo semestre 2020, IHS prevede che, in assenza di una seconda fase di Covid-19 e conseguenti misure restrittive della produzione e impatti avversi sul mercato, la produzione mondiale potrebbe collocarsi al -10% rispetto al secondo semestre 2019, mentre le previsioni degli analisti di mercato tendono ad essere più prudenti anticipando una contrazione del mercato mondiale in un range compreso tra -15% e -30%, quest’ultima ipotesi in caso di una seconda ondata di Covid-19.

In questo scenario incerto, Sogefi ha incorporato nelle proprie aspettative sul secondo semestre una ipotesi di mercato mondiale intorno al -20%, a fronte della quale prevede di poter conseguire un EBIT, esclusi gli oneri per ristrutturazioni, leggermente positivo, una significativa riduzione della perdita netta rispetto al primo semestre ed un free cash flow leggermente positivo.

Inoltre, alla luce delle prospettive di mercato sicuramente incerte anche per gli esercizi futuri, Sogefi ha avviato un piano per una significativa riduzione dei costi fissi, che verrà completata entro il primo semestre 2021, nonché azioni di razionalizzazione del footprint e gestione dei fornitori.

La Società, pur disponendo ad oggi di risorse finanziarie in eccesso rispetto all’attuale fabbisogno e pur non prevedendo un incremento del debito rispetto a quello registrato a fine giugno 2020, alla luce dell’incertezza sull’evoluzione del mercato e in previsione delle naturali scadenze dei finanziamenti in essere, ha avviato trattative con i suoi partner finanziari, con cui sono in essere rapporti consolidati, per ottenere rinnovi e nuovi prestiti a medio termine per un valore complessivo nell’ordine di € 100 milioni.

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CIR: acquisita una partecipazione in Giano Holding

Milano, 13 luglio 2020 – CIR S.p.A. – Compagnie Industriali Riunite ha acquistato da EXOR in data odierna una partecipazione nel capitale sociale di Giano Holding S.p.A., secondo quanto previsto dall’accordo di investimento sottoscritto in data 23 aprile 2020 tra CIR, EXOR N.V. e Giano Holding.

Giano Holding è la società controllata da EXOR che, a seguito dell’acquisizione da CIR della partecipazione di controllo in GEDI S.p.A., ha promosso un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria avente ad oggetto le azioni di GEDI in circolazione non detenute dalla medesima, ad un prezzo unitario pari a € 0,46 ciascuna.

A seguito della conclusione dell’offerta e del reinvestimento, CIR detiene una partecipazione nel capitale sociale di Giano Holding che rappresenta, in trasparenza, il 5% del capitale sociale di GEDI. Il reinvestimento ha avuto luogo ad un prezzo pari a € 11.699.881,04 (che corrisponde, in trasparenza, ad un prezzo di € 0,46 per azione GEDI).

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