Sogefi: risultati dei primi 9 mesi

SOGEFI (GRUPPO CIR): RISULTATI DEI PRIMI 9 MESI 2019

Buona tenuta dei ricavi: € 1.149,0m, -2,2% a cambi costanti, in un mercato in calo del 5,9%

EBITDA a € 130,7m (€ 141,6m nel 2018)

Miglioramento della redditività nel Q3 2019 (12%) vs Q1 (10,6%) e Q2 (11,6%)

Indebitamento netto (ante IFRS 16) in diminuzione
a € 264,6m (€ 286,2m al 30/9/2018)


Milano, 25 ottobre 2019 – Il Consiglio di Amministrazione di Sogefi S.p.A., riunitosi oggi sotto la presidenza di Monica Mondardini, ha approvato il resoconto intermedio di gestione del gruppo al 30 settembre 2019. Sogefi, società del Gruppo CIR, è uno dei principali produttori globali di componenti per autoveicoli in tre settori: Aria e Raffreddamento, Filtrazione e Sospensioni.

Laurent Hebenstreit, amministratore delegato di Sogefi, ha dichiarato: “In un terzo trimestre difficile che ha visto per i mercati automobilistici un calo del 3,2% dei volumi, Sogefi ha fatto meglio del mercato raggiungendo un fatturato in linea con l’esercizio precedente e ottenendo un EBIT margin in progressivo miglioramento rispetto ai primi due trimestri”.


Ricavi

Nei primi nove mesi del 2019, il mercato automobilistico mondiale ha registrato un calo della produzione del 5,9% rispetto al corrispondente periodo del 2018: -4,3% in Europa, -2,2% in Nord America, -11,6% in Asia e -3,3% in Sud America. Nel terzo trimestre, la flessione è stata più contenuta (-3,2%), con l’Europa in stagnazione e i restanti principali mercati in calo.

Sogefi ha registrato ricavi pari a € 1.149,0 milioni, in calo del 2,2% a cambi costanti e del 3,2% a cambi storici rispetto al corrispondente periodo del 2018, conseguendo una maggiore tenuta rispetto all’andamento del mercato, grazie all’attività in Europa.


Andamento dei ricavi per aree geografiche

Per aree geografiche, il fatturato a cambi costanti è sceso dell’1,6% in Europa, del 4,2% in Nord America e del 13% in Asia, mentre in Sud America ha registrato il +8,6%.


Andamento dei ricavi per Business Unit

Per settore di attività, a cambi costanti, il fatturato delle Sospensioni ha registrato un calo del 4,2% (-7,3% a cambi correnti) e quello dell’Aria e Raffreddamento del 3,5% (-1,6% a cambi correnti), mentre la Filtrazione ha riportato ricavi in crescita dell’1,1% (+0,1% a cambi correnti).


Risultati operativi e utile netto

L’EBITDA è ammontato a € 130,7 milioni, rispetto a € 141,6 milioni nei primi nove mesi del 2018; a criteri contabili costanti ed escludendo per l’anno precedente il provento non ricorrente di € 6,6 milioni derivante dalla chiusura dei claims qualità di Systèmes Moteurs S.A.S., la redditività (EBITDA/ Ricavi %) è stata pari all’11,4%, rispetto al 12% del corrispondente periodo del 2018. Nel terzo trimestre, la redditività (12%) registra una ripresa rispetto ai valori dei due trimestri precedenti (10,6% e 11,6% nel primo e secondo trimestre rispettivamente), collocandosi al di sopra del valore registrato nel terzo trimestre del 2018 (a parità di criteri contabili ed escludendo il già citato provento non ricorrente).

L’EBIT è stato pari a € 37,4 milioni a fronte di € 56,3 milioni nei primi nove mesi del 2018. La redditività (EBIT / Ricavi %) è stata del 3,3% rispetto al 4,3% nei primi nove mesi del 2018 (a parità di criteri contabili ed escludendo il già citato provento non ricorrente). La redditività del terzo trimestre 2019 mostra un miglioramento rispetto al terzo trimestre 2018 (da 3,2% a 3,5%) (a parità di criteri contabili ed escludendo il già citato provento non ricorrente).

Il risultato operativo ha mostrato una buona tenuta nei mercati principali, Europa e Nord America, grazie alle azioni poste in atto nel periodo, mentre hanno inciso negativamente l’andamento sfavorevole del mercato cinese e di quello sudamericano, nonché i costi di avviamento dello stabilimento per la produzione di filtri in Marocco.

L’utile prima delle imposte e della quota di azionisti terzi è ammontato a € 19,8 milioni (€ 35,9 milioni nei primi nove mesi del 2018) dopo oneri finanziari di € 17,6 milioni, rispetto a € 20,4 milioni nei primi nove mesi del 2018.

L’utile netto è stato pari a € 8,3 milioni rispetto a € 20,4 milioni nei primi nove mesi del 2018, dopo oneri fiscali per € 12,6 milioni nei primi nove mesi del 2019, rispetto a € 16,5 milioni nello stesso periodo del 2018. L’incremento dell’incidenza delle imposte riflette la composizione del risultato, con territori in significativo utile ed altri in cui, a fronte di perdite legate all’avvio dell’attività o a perduranti criticità di mercato, si è ritenuto di non registrare imposte differite attive.


Indebitamento netto

Il Free Cash Flow dei primi nove mesi del 2019 è stato negativo per € 4,3 milioni rispetto a un assorbimento di € 22,7 milioni dell’analogo periodo del 2018, che includeva l’esborso per l’acquisto delle minoranze della filiale indiana (€ 16,7 milioni).

L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2019 era pari a € 327,7 milioni, inclusi € 63,1 milioni derivanti dall’applicazione dell’IFRS 16. Escludendo tale importo, l’indebitamento finanziario al 30 settembre 2019 ammonta a € 264,6 milioni in calo rispetto all’indebitamento netto a settembre 2018 (€ 286,2 milioni) e sostanzialmente in linea con l’indebitamento netto a dicembre 2018.


Patrimonio netto

Al 30 settembre 2019 il patrimonio netto, esclusa la quota di azionisti terzi, ammontava a € 197,2 milioni (€ 192,9 milioni al 31 dicembre 2018).


Dipendenti

I dipendenti del Gruppo Sogefi al 30 settembre 2019 erano 6.663 rispetto a 6.967 al 31 dicembre 2018. La riduzione è dovuta, oltre che al calo dell’attività, alla cessione nel 2019 dello stabilimento di Fraize (127 dipendenti al 31 dicembre 2018 e 122 al 30 settembre 2018).


Evoluzione prevedibile della gestione

Nel corso degli ultimi mesi, le fonti settoriali hanno rivisto al ribasso le aspettative sulla produzione mondiale di automobili per il quarto trimestre, prevedendo attualmente una flessione del 5,5% (in linea con quanto registrato nei primi nove mesi dell’anno), rispetto al precedente -1%. In base a tali prospettive generali, nonché a fattori specifici, Sogefi prevede per l’ultimo trimestre un andamento delle vendite, in rapporto all’anno precedente, in linea con l’evoluzione del mercato e un EBIT margin in leggero miglioramento rispetto al quarto trimestre del 2018.


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Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Yann Albrand, dichiara ai sensi del comma 2 dell’art.154-bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.
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GEDI: risultati nei primi nove mesi 2019

Ai sensi della delibera Consob 11971/99 e successive modificazioni e integrazioni

GEDI GRUPPO EDITORIALE S.P.A.

RISULTATI ECONOMICO-FINANZIARI AL 30 SETTEMBRE 2019

FATTURATO A €441,5MN
EBITDA RETTIFICATO A €35,9MN
RISULTATO NETTO A
€18,3MN (effetto cessione Persidera – €16,9MN; oneri ristrutturazione – €3,7MN)
RISULTATO OPERATIVO RETTIFICATO 3°TRIM.
SOSTANZIALMENTE IN LINEA CON QUELLO DEL 2018
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO A €118,4MN



Roma, 21 OTTOBRE 2019 – Si è riunito oggi a Roma, presieduto da Marco De Benedetti, il Consiglio di Amministrazione di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.

In relazione alle valutazioni espresse dall’ing. De Benedetti nella sua intervista al Corriere della Sera circa l’andamento del Gruppo, il Consiglio di Amministrazione desidera precisare che, pur riconoscendo le difficoltà con le quali si confronta, derivanti dalla perdurante sofferenza del settore della carta stampata che incide sui risultati di tutti gli editori, il Gruppo GEDI mantiene una solida leadership nella stampa quotidiana, nel digitale e nelle radio, e adotta misure idonee ad affrontare il futuro, l’investimento e lo sviluppo e creare valore sostenibile, con consapevolezza della rilevanza e delicatezza del mestiere e della funzione che svolge nel paese, senso di responsabilità, rispetto e sostegno per il lavoro svolto dal management, dai direttori delle testate e da tutte le donne e gli uomini che in esso orgogliosamente operano.
Successivamente il Consiglio ha approvato i risultati consolidati al 30 settembre 2019 presentati dall’Amministratore Delegato Laura Cioli.


Andamento del mercato

Nei primi otto mesi del 2019 gli investimenti pubblicitari sono risultati in decremento del 5,9% rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente (dati Nielsen Media Research).
Tra i principali mezzi solo radio ed internet (esclusi Search e Social) hanno mostrato un andamento positivo con una crescita rispettivamente del 2,5% e del 2,2%. La raccolta della televisione è risultata in flessione del 6,4%, mentre la stampa è stato il mezzo più penalizzato registrando nuovamente un calo del 12,5% con i quotidiani al -10,6% (-12,7% la raccolta nazionale e -7,7% quella locale) ed i periodici al -15,5%. Quanto alla diffusione dei quotidiani, secondo i dati ADS (Accertamento Diffusione Stampa), nei primi otto mesi del 2019 è stata registrata una flessione delle vendite in edicola ed in abbonamento dell’8,2% (-6,7% i quotidiani nazionali e -9,0% i quotidiani locali). Includendo anche le copie digitali, la diffusione complessiva dei quotidiani si attesta al -7,3%.


Andamento della gestione del Gruppo GEDI nei primi nove mesi del 2019

I ricavi consolidati, pari a €441,5mn, hanno registrato una flessione del 6,0% rispetto ai primi nove mesi del 2018. I ricavi derivanti dalle attività digitali rappresentano complessivamente il 12,0% del fatturato consolidato (14,8% sul brand Repubblica) ed i prodotti digitali delle diverse testate del Gruppo hanno raggiunto a fine settembre 2019 i 126 mila abbonati.

I ricavi diffusionali, pari a €205,2mn, sono diminuiti del 4,8% rispetto a quelli del corrispondente periodo dell’esercizio precedente, in un mercato che, come sopra riportato, ha registrato una riduzione dell’8,2% delle vendite dei quotidiani in edicola e abbonamento.

I ricavi pubblicitari, pari a €206,4mn, sono risultati in calo del 7,0% rispetto ai primi nove mesi del 2018.

I costi, inclusi gli ammortamenti, sono inferiori del 5,2% rispetto ai primi nove mesi del 2018; sono diminuiti sia i costi del personale (-6,2%) che gli altri costi (-4,5%). Va peraltro evidenziato che tali riduzioni riflettono solo parzialmente gli effetti della ristrutturazione relativa alla redazione de la Repubblica (avviata operativamente nel mese di marzo) e della chiusura di due ulteriori stabilimenti di stampa (da aprile).

Il margine operativo lordo rettificato ammonta a €35,9mn; prima dell’applicazione dell’IFRS 16 sarebbe stato pari a €25,1mn che si confronta con i €31,6mn dei primi nove mesi del 2018. Il margine operativo lordo è stato pari a €31,1mn (€20,2mn al netto degli impatti dell’IFRS 16), includendo oneri per ristrutturazioni per complessivi €4,9mn derivanti principalmente dalle ulteriori razionalizzazioni dell’assetto industriale e delle strutture commerciali della concessionaria di pubblicità del Gruppo.

Il risultato operativo rettificato, escludendo gli oneri di ristrutturazione di cui sopra, ammonta a €12,0mn (€11,5mn prima dell’applicazione dell’IFRS 16) rispetto ai €17,5mn dei primi nove mesi del 2018. Il risultato operativo è stato pari a €7,1mn (€6,7mn al netto degli impatti dell’IFRS 16).

Il risultato netto consolidato registra una perdita di €18,3mn (-€17,3mn escludendo gli effetti dell’IFRS 16) recependo gli effetti della cessione di Persidera (-€16,9mn) e oneri per ristrutturazioni con impatto sul risultato netto pari a €3,7mn. Al netto di tali effetti il risultato netto consolidato è positivo per €2,2mn; i primi nove mesi del 2018 si erano chiusi con un utile netto consolidato di €7,8mn. In particolare, in data 5 giugno 2019, la Capogruppo GEDI Gruppo Editoriale SpA, d’intesa con TIM SpA, altra parte venditrice, ha sottoscritto un accordo vincolante con F21 e Ei Towers per la cessione della propria partecipazione del 30% nella società Persidera, asset non core del Gruppo. L’intesa prevede un corrispettivo per GEDI pari a €74,5mn, da cui verranno detratti al closing i dividendi distribuiti nel corso del 2019 (pari a €4,3mn incassati nel mese di aprile) ed a cui saranno aggiunti gli interessi maturati dal 1° agosto fino alla data del closing.
Il risultato netto include pertanto la svalutazione del valore della partecipazione di €16,9mn, effettuata al fine di adeguare il valore contabile al prezzo di cessione, incrementata di €0,4mn relativi ai costi di vendita (cost to sell) e diminuita di €0,4mn relativi agli interessi maturati dal 1° agosto sul corrispettivo.

L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2019 prima dell’applicazione del nuovo principio contabile IFRS 16 ammonta a €118,4mn, in aumento rispetto ai €103,2mn di fine 2018 principalmente per effetto di €25,6mn di pagamenti relativi ai piani di riorganizzazione in corso. L’applicazione dell’IFRS 16 ha comportato la rilevazione al 30 settembre 2019 di debiti finanziari per leasing e diritti d’uso pari a €58,6mn e pertanto l’indebitamento finanziario netto post IFRS 16 ammonta a €177,0mn.
Si ricorda che in data 9 aprile 2019 la Società ha interamente rimborsato a scadenza il prestito obbligazionario convertibile del valore di €100mn, utilizzando in parte la linea di credito revolving sottoscritta nell’aprile del 2018.

L’organico del Gruppo, inclusi i contratti a termine, ammontava a fine settembre 2019 a 2.241 dipendenti in riduzione di 118 unità rispetto al 31 dicembre 2018; l’organico medio del periodo è stato inferiore del 6,3% rispetto ai primi nove mesi dell’anno precedente.


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Il Direttore Amministrazione e Bilancio della società, dott. Gabriele Acquistapace, dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, dichiara ai sensi del comma 2 art. 154 bis del Testo Unico delle finanze che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.
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Principali risultati economici del terzo trimestre

L’andamento del terzo trimestre, come già il secondo, mostra un miglioramento rispetto alle linee di tendenza riscontrate nei primi mesi dell’esercizio.
Nel periodo luglio-settembre si è registrato un calo del fatturato totale del 5,8%, sostanzialmente in linea con quello che ha caratterizzato il primo semestre dell’anno (-6,1%) ma con andamenti non omogenei tra le diverse componenti: la contrazione della raccolta pubblicitaria (-5,9%) e dei ricavi diffusionali (-4,0%) è stata inferiore a quella dei mesi precedenti (-7,4% e -5,2% rispettivamente nel primo semestre) mentre più significativa è stata la riduzione dei ricavi dei prodotti opzionali e diversi (-17,5%) per effetto di un diverso calendario delle attività.
L’andamento dei costi totali, inclusi i proventi/(oneri) operativi, mostra un calo del 5,4% rispetto al corrispondente periodo del 2018 ed è in linea con la riduzione ottenuta nei primi mesi dell’anno (4,7%).
Il risultato operativo rettificato è pari a €4,3mn, mostrando una riduzione rispetto al terzo trimestre del 2018 (-15,9%) decisamente più contenuta rispetto a quella riscontrata sul primo semestre (-38,5%); il risultato netto consolidato ammonta a €0,7mn (€3,5mn nel corrispondente periodo del 2018).


Principali eventi successivi alla chiusura dei primi nove mesi dell’anno e prevedibile evoluzione della gestione

Non si sono verificati eventi di rilievo successivamente alla chiusura dei primi nove mesi dell’anno.
I risultati del secondo e terzo trimestre, che sono sostanzialmente in linea con il corrispondente periodo dell’esercizio precedente (-€1,0mn), mostrano un andamento sensibilmente migliore rispetto ai primi mesi dell’anno.

In merito alle prospettive dell’esercizio 2019, non si intravedono evoluzioni di mercato significativamente diverse da quelle che hanno interessato i primi nove mesi.

Per il quarto trimestre ci attendiamo di registrare ulteriori effetti dalle misure attuate: il rilancio del quotidiano la Repubblica e la ristrutturazione redazionale, la razionalizzazione conseguente alla chiusura di due ulteriori stabilimenti di stampa, la riorganizzazione di GEDI News Network e le conseguenti ulteriori opportunità di efficienze e sinergie, lo sviluppo delle piattaforme tecnologiche con particolare riferimento a CRM e sistemi editoriali.
Si può pertanto prevedere che, in assenza di eventi allo stato imprevedibili, il Gruppo registrerà a fine anno un risultato positivo, escludendo l’impatto della cessione di Persidera e di eventuali altre componenti non ordinarie.

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CIR: offerta Romed irricevibile

Milano, 13 ottobre 2019 – Con riferimento alla comunicazione diffusa in data odierna dall’Ing. Carlo De Benedetti, relativa all’offerta non sollecitata né concordata da egli presentata lo scorso venerdì, tramite Romed S.p.A., per l’acquisto di una partecipazione del 29,9% in GEDI S.p.A., CIR S.p.A. rende noto di ritenere detta offerta manifestamente irricevibile in quanto del tutto inadeguata a riconoscere a CIR S.p.A. e a tutti gli azionisti il reale valore della partecipazione e ad assicurare prospettive sostenibili di lungo termine a GEDI S.p.A., aspetto sul quale CIR S.p.A. è da sempre impegnata.

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KOS (Gruppo CIR): sottoscritto contratto per l’acquisto del gruppo tedesco Charleston Holding dal fondo EQT

L’investimento di KOS, società partecipata da F2i, ammonta a circa € 90 milioni

Il numero di strutture gestite da KOS salirà da 85 a 132, per un totale di oltre 12.000 posti letto


Milano, 31 luglio 2019 – CIR annuncia che la controllata KOS ha sottoscritto in data odierna un contratto, soggetto alle approvazioni antitrust, per l’acquisizione da EQT Infrastructure II Fund del 100% del capitale di Charleston Holding GmbH (“Charleston”).

Attivo nella fornitura di servizi residenziali per anziani non autosufficienti e di servizi ancillari per pazienti anziani e con elevata disabilità, Charleston gestisce 47 strutture residenziali, per un totale di 4.050 posti letto e ricavi generati nel 2018 pari a circa € 152 milioni.

Il controvalore dell’operazione (enterprise value) ammonta a circa € 90 milioni ed esclude la proprietà immobiliare delle residenze sanitarie gestite da Charleston, che non sarà parte del perimetro dell’acquisizione. L’operazione sarà finanziata attraverso linee di credito già nella disponibilità della società, ed il closing è previsto entro la fine di ottobre 2019.

Charleston, fra i primi dieci operatori tedeschi attivi nella parte occidentale del paese, è una società di dimensioni rilevanti strutturata per crescere ulteriormente nel mercato tedesco. Con circa 880mila posti letto residenziali, dei quali circa il 40% gestito da operatori privati, la Germania rappresenta oggi uno dei principali mercati europei e beneficia, grazie ai fattori demografici e alla solidità del sistema di finanziamento, di interessanti prospettive in termini di stabilità e crescita.

KOS è uno dei principali operatori italiani nel settore socio-sanitario. Fondato nel 2002 dal Gruppo CIR, che detiene il 59,5% del capitale della società, dal 2016 è partecipato al 40,5% dal fondo infrastrutturale F2i. Il Gruppo KOS opera in Italia nel campo della riabilitazione funzionale con Santo Stefano Riabilitazione, nella residenzialità assistita per anziani con il marchio Anni Azzurri, nella riabilitazione psichiatrica con Neomesia, nella diagnostica per immagini e terapia oncologica con Medipass e in ambito ospedaliero con l’Ospedale di Suzzara. Inoltre, il Gruppo opera in UK e India con la controllata Medipass e, sempre in India, attraverso la joint-venture ApoKos nella fornitura di servizi di riabilitazione.
Con l’acquisizione di Charleston il numero di strutture gestite da KOS crescerà da 85 a 132, per un totale di oltre 12.000 posti letto e circa 11.200 dipendenti. Il fatturato pro-forma 2018 del Gruppo KOS post-acquisizione ammonta a circa € 700 milioni.

L’amministratore delegato di KOS Giuseppe Vailati Venturi ha dichiarato: “L’acquisizione di Charleston rappresenta un passo significativo nel percorso di internazionalizzazione di KOS e permetterà un’accelerazione dello sviluppo della società; il mercato tedesco offre sia molteplici opportunità di aggregazione sia possibilità di avviare numerose nuove residenze. Il know-how sviluppato dal Gruppo KOS in Italia, in ambito riabilitativo e sanitario, costituisce una leva importante per valorizzare il potenziale di crescita di Charleston.”  

Carlo Michelini, presidente di KOS, ha commentato: “Con questa operazione KOS ripropone in Germania il modello di crescita che ne ha caratterizzato il successo in Italia: l’acquisizione di una piattaforma che farà da volano per l’aggregazione e il consolidamento di nuove strutture, con l’obiettivo di creare un’eccellenza di scala europea nel settore socio-sanitario”.

Nell’operazione il Gruppo KOS è stato assistito da BNP Paribas in qualità di financial advisor, SKW Schwarz e Carnelutti Studio Legale Associato per gli aspetti legali e da Deloitte, Candesic, e Perner Architekten per le attività di due diligence relative all’acquisizione.

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Gruppo CIR: risultati primo semestre 2019

Il Consiglio di Amministrazione approva i risultati del primo semestre 2019

GRUPPO CIR: RISULTATI PRIMO SEMESTRE 2019

RICAVI A € 1,36 MLD

EBITDA A € 161,3 MLN


Risultato netto normalizzato (ante svalutazioni Persidera, effetto IFRS 16 e costi sostenuti per il progetto di fusione) a € 13,5 milioni, malgrado andamenti non favorevoli dei mercati automotive ed editoria

Posizione finanziaria netta della capogruppo al 30/6 positiva per € 324,7 milioni


Milano, 29 luglio 2019
– Il Consiglio di Amministrazione di CIR-Compagnie Industriali Riunite S.p.A., riunitosi oggi sotto la presidenza di Rodolfo De Benedetti, ha approvato la relazione finanziaria semestrale 2019 presentata dall’amministratore delegato Monica Mondardini.

Il gruppo CIR opera principalmente in tre settori: sanità (KOS), componentistica per autoveicoli (Sogefi) e media (GEDI Gruppo Editoriale).

Premessa


La relazione finanziaria del primo semestre 2019 è stata formulata applicando il principio IFRS 16, che stabilisce una nuova modalità di contabilizzazione dei contratti di locazione, con effetti significativi in particolare sulla rappresentazione dell’indebitamento finanziario netto e dell’EBITDA del Gruppo, che verranno segnalati nel prosieguo del comunicato.


Risultati consolidati

I risultati consolidati del gruppo CIR nel primo semestre 2019 sono stati influenzati dagli andamenti non favorevoli di due dei tre mercati nei quali opera: l’automotive e l’editoria. Il settore automotive, a livello mondiale, ha registrato un calo della produzione del 7%, mentre l’editoria in Italia ha risentito di un andamento recessivo degli investimenti pubblicitari, scesi complessivamente del 4%. Tali evoluzioni si sono riflesse sui ricavi e sui risultati delle controllate Sogefi e GEDI.

I ricavi del gruppo CIR sono ammontati a € 1.362,0 milioni, in riduzione del 3% rispetto al primo semestre del 2018 (€ 1.404,6 milioni); KOS ha registrato ricavi in crescita del 4,4%, Sogefi in flessione del 4,3% (-3% a cambi costanti, andamento migliore di quello del mercato di riferimento) e GEDI del 6,1%.

Il margine operativo lordo (EBITDA) consolidato è stato pari a € 161,3 milioni (11,8% dei ricavi), € 158,8 milioni (11,3% dei ricavi) nel primo semestre 2018; escludendo l’effetto del principio contabile IFRS 16, l’EBITDA del 2019 ammonterebbe a € 131,0 milioni (9,6% dei ricavi) e la flessione rispetto al primo semestre 2018 è dovuta alla riduzione dei margini registrata da Sogefi e GEDI.

Il risultato operativo (EBIT) consolidato è ammontato a € 51,5 milioni (€ 76 milioni nel primo semestre 2018).

Il risultato della gestione dell’attivo finanziario di CIR e delle controllate non industriali è stato positivo con un rendimento annualizzato del 5% rispetto al 2,7% del primo semestre 2018. Tuttavia, non sono stati registrati proventi da realizzo sul portafoglio di partecipazioni non strategiche e sono stati rilevati minori risultati sul portafoglio di private equity.

L’utile netto consolidato è stato pari a € 2,0 milioni, € 13,5 milioni se si escludono l’impatto sul gruppo della svalutazione registrata da GEDI sulla partecipazione Persidera nella prospettiva della sua dismissione (€ -7,9 milioni), l’effetto dei nuovi principi contabili (€ -1,6 milioni) e gli oneri sostenuti dalla capogruppo per l’operazione di fusione per incorporazione di CIR in COFIDE. Nel primo semestre del 2018, il risultato netto ammontò a € 24,1 milioni e la flessione a € 13,5 milioni deriva da minori risultati delle controllate Sogefi e GEDI, per l’andamento sfavorevole dei rispettivi mercati di riferimento, e da minori proventi della gestione finanziaria della capogruppo e controllate non industriali.

L’indebitamento finanziario netto consolidato al 30 giugno 2019, esclusi i debiti finanziari per diritti d’uso introdotti dal principio contabile IFRS 16, ammontava a € 357,4 milioni rispetto a € 297,1 milioni al 31 dicembre 2018 e a € 320,6 milioni al 30 giugno 2018.

L’indebitamento finanziario netto complessivo delle controllate industriali al 30 giugno 2019, ante IFRS 16, era pari a € 682,7 (€ 622,6 milioni a fine dicembre 2018), con un incremento dell’indebitamento di GEDI per € 19,9 milioni, per effetto degli esborsi per ristrutturazioni aziendali e di KOS per € 33,3 milioni, per il pagamento di dividendi e gli investimenti in sviluppo realizzati nel corso del primo trimestre, a fronte di un flusso della gestione significativamente positivo.

La posizione finanziaria netta della capogruppo (incluse le controllate non industriali) al 30 giugno 2019 era positiva per € 324,7 milioni, stabile rispetto a € 325,5 milioni a fine 2018 e a € 329,4 milioni al 30 giugno 2018. Nel primo semestre 2019 il flusso della gestione è stato positivo per € 28,0 milioni, sono stati distribuiti dividendi per € 25 milioni e sono state acquistate azioni proprie per € 3,2 milioni. L’applicazione del principio contabile IFRS 16 al 30 giugno 2019 comporta la registrazione di debiti finanziari per diritti d’uso per un importo di € 443,2 milioni e pertanto l’indebitamento finanziario netto consolidato complessivo, post IFRS 16, ammonta a € 800,6 milioni. L’incremento legato all’IFRS 16 deriva principalmente dalla controllata KOS (€ 317 milioni), in ragione dell’attività svolta, che implica ampio utilizzo di strutture residenziali in buona parte in locazione.

Il patrimonio netto di gruppo al 30 giugno 2019 era pari a € 908,5 milioni rispetto a € 936,2 milioni al 31 dicembre 2018.

Al 30 giugno 2019 il gruppo CIR impiegava 16.709 dipendenti (16.365 al 31 dicembre 2018).


Risultati delle controllate industriali del gruppo CIR


Sanità: KOS


KOS, controllata da CIR (59,5%) e partecipata da F2i Healthcare, è uno dei maggiori gruppi italiani nel settore della sanità socio-assistenziale (long-term care, diagnostica e cure oncologiche, gestioni ospedaliere). Il gruppo gestisce 85 strutture, prevalentemente nel centro e nel nord Italia, per un totale di 8.113 posti letto, ed è attivo anche in India e nel Regno Unito.

Nei primi sei mesi del 2019 KOS ha realizzato ricavi per € 281,3 milioni, in aumento del 4,4% rispetto al corrispondente periodo del 2018. L’area Long Term Care ha registrato un incremento grazie alla crescita organica e alla contribuzione delle acquisizioni effettuate nel 2018; l’area Diagnostica, cure oncologiche e acuti è cresciuta per i nuovi service avviati nel 2018.

L’EBITDA è stato pari a € 65,9 milioni; escludendo l’effetto IFRS 16, ammonterebbe a € 48,8 milioni (17,3% dei ricavi) in linea con il primo semestre 2018 (€ 49,1 milioni).

L’EBIT è stato pari a € 31,6 milioni (€ 32,0 milioni nel 2018).

L’utile netto è stato di € 14,4 milioni (€ 16,5 milioni nel corrispondente periodo del 2018), con un impatto negativo dell’applicazione del principio IFRS 16 pari a € -1,1 milioni.

Al 30 giugno 2019, KOS presentava un indebitamento finanziario netto, ante IFRS 16, di € 292,7 milioni, in aumento di € 33,3 milioni rispetto a € 259,4 milioni al 31 dicembre 2018; a fronte di un significativo flusso positivo della gestione, nel periodo sono stati distribuiti dividendi per € 35,1 milioni e investiti € 21 milioni in sviluppo di greenfield, acquisizioni e nuovi progetti nell’area Diagnostica e cure oncologiche. L’applicazione del principio contabile IFRS 16 ha comportato la rilevazione al 30 giugno 2019 di debiti finanziari per leasing e diritti d’uso pari a € 317,0 milioni e pertanto l’indebitamento finanziario netto complessivo ammonta a € 609,8 milioni. Nel mese di marzo KOS ha acquisito la società Selemar che gestisce un laboratorio di analisi a Urbino (PU).


Componentistica per autoveicoli: Sogefi

Sogefi è uno dei principali produttori mondiali nei settori delle sospensioni, della filtrazione e dell’aria e raffreddamento per autoveicoli con 42 stabilimenti in quattro continenti. La società è controllata da CIR (56,8%) ed è quotata in Borsa.

Nel primo semestre 2019, la produzione mondiale di automobili ha registrato un calo del 6,7% (fonte IHS – luglio 2019), con l’Europa in diminuzione del 6,1%, l’Asia del 12,4%, il Nord America del 2,7% e il Sud America del 3,2% (-33% in Argentina). In tale contesto, i ricavi di Sogefi sono stati pari a € 777,8 milioni, in calo del 3% a cambi costanti e del 4,3% a cambi storici rispetto al corrispondente periodo del 2018, registrando comunque un andamento migliore rispetto al mercato di riferimento grazie alla maggiore tenuta dell’attività in Europa. Per aree geografiche, i ricavi a cambi costanti sono scesi del 3,3% in Europa, del 3,7% in Nord America e del 14% in Asia, mentre in Sud America sono aumentati del 11%. Per settori di attività, a cambi costanti, le Sospensioni hanno registrato un calo dei ricavi del 4,3%, la Filtrazione dello 0,6% e l’Aria e Raffreddamento del 4,2%.

L’EBITDA è stato pari a € 86,4 milioni; escludendo l’effetto IFRS 16, ammonterebbe a € 80,3 milioni rispetto a € 95,3 milioni nel primo semestre 2018. La flessione riflette principalmente i minori volumi.

L’EBIT è stato pari a € 24,4 milioni rispetto a € 38,1 milioni nel primo semestre 2018. La redditività (EBIT/ricavi %) è stata del 3,1% rispetto al 4,7% nel primo semestre del 2018 e la flessione deriva sostanzialmente dalla riduzione dei volumi. L’andamento trimestrale indica un leggero recupero di redditività del secondo trimestre rispetto al primo (da 2,9% a 3,4%), nonché un tendenziale riallineamento sui valori del 2018 (3,8% nel secondo semestre).

L’utile netto è stato pari a € 6,9 milioni rispetto a € 14,8 milioni nel primo semestre 2018.

L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2019, ante IFRS 16, era pari a € 267,3 milioni, in linea con l’indebitamento netto a giugno e dicembre 2018. Il nuovo principio IFRS 16 ha determinato l’scrizione di un debito ulteriore di € 64,8 milioni, dando luogo a un debito complessivo pari a € 332,1 milioni. Per maggiori informazioni sui risultati di Sogefi si rimanda al comunicato stampa diffuso dalla società il 22 luglio 2019.


Media: GEDI Gruppo Editoriale

GEDI Gruppo Editoriale è leader nell’informazione quotidiana e multimediale in Italia, nonché una delle principali realtà in Europa. Opera, in particolare, nei settori della stampa quotidiana e periodica, radio, internet e raccolta pubblicitaria. La società è controllata da CIR (45,8%) ed è quotata in Borsa.

Per quanto riguarda il mercato, nei primi cinque mesi del 2019 gli investimenti pubblicitari sono risultati in decremento del 4% rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente (dati Nielsen Media Research). Tra i principali mezzi solo radio e internet (esclusi Search e Social) hanno mostrato un andamento positivo con una crescita comunque moderata, del 2,2% e del 2% rispettivamente. La stampa è stato il mezzo più penalizzato, con un calo del 12,6%. Quanto alle diffusioni, nei primi cinque mesi del 2019 i quotidiani hanno registrato una flessione delle vendite in edicola ed in abbonamento del 7,7% (dati ADS-Accertamento Diffusione Stampa). In tale contesto, i ricavi di GEDI sono ammontati a € 302,9 milioni, in flessione del 6,1% rispetto al primo semestre del 2018. I ricavi diffusionali sono diminuiti del 5,2% rispetto a quelli del corrispondente periodo dell’esercizio precedente e i ricavi pubblicitari del 7,4%, a causa dell’evoluzione del mercato.

L’EBITDA è stato pari a € 20,2 milioni; escludendo l’effetto IFRS 16, ammonterebbe a € 13,0 milioni (€ 22,1 milioni nel primo semestre 2018), dopo oneri per ristrutturazione pari a € 3,3 milioni.

L’EBIT è stato pari a € 4,3 milioni (€ 12,6 milioni nel primo semestre del 2018). L’andamento trimestrale indica un tendenziale riallineamento sui valori del 2018 con un risultato operativo del secondo trimestre, ante oneri straordinari, in linea con l’anno precedente.

Il risultato netto, ante attività destinate alla dismissione, è stato negativo per € 1,7 milioni. Tenuto conto della prevista cessione della partecipazione in Persidera, la società ne ha allineato il valore contabile al prezzo di vendita previsto, con un impatto negativo per € 16,9 milioni ed una perdita del periodo di € 19,1 milioni (€ +4,3 milioni nel primo semestre 2018). L’intesa sulla cessione della partecipazione in Persidera è stata raggiunta in data 5 giugno e prevede un corrispettivo per GEDI pari a € 74,5 milioni, da cui verranno detratti al closing i dividendi distribuiti nel corso del 2019 (pari a € 4,3 milioni incassati nel mese di aprile) e a cui saranno aggiunti gli interessi che matureranno dal 1° agosto fino alla data del closing.

L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2019, prima dell’applicazione del principio contabile IFRS 16, ammontava a € 123,1 milioni (€ 103,2 milioni al 31 dicembre 2018), dopo esborsi significativi derivanti dai piani di riorganizzazione in corso (€ 23 milioni). L’applicazione dell’IFRS 16 ha comportato la rilevazione al 30 giugno 2019 di debiti finanziari per leasing e diritti d’uso pari a € 61,2 milioni e pertanto l’indebitamento finanziario netto post IFRS 16 ammonta a € 184,4 milioni.

Per maggiori informazioni sui risultati di GEDI si rimanda al comunicato stampa diffuso dalla società il 26 luglio 2019.


Investimenti non-core

Al 30 giugno 2019, gli investimenti non-core del gruppo CIR ammontavano a € 63,5 milioni (€ 72,5 milioni al 31 dicembre 2018) e si componevano di: un portafoglio diversificato di fondi nel settore del private equity, gestito da CIR International, il cui fair value, determinato sulla base dei NAV comunicati dai relativi fondi, al 30 giugno 2019 era pari a € 42,8 milioni, investimenti in partecipazioni non strategiche per un valore pari a € 10,7 milioni e un portafoglio di non-performing loans per un valore complessivo di € 10,0 milioni.


Risultati della società capogruppo CIR S.p.A.

La società capogruppo CIR S.p.A. ha chiuso il primo semestre 2019 con un utile netto di € 16,6 milioni (€ 18,2 milioni nel primo semestre 2018).
Il patrimonio netto, che include l’utile del periodo, è passato da € 869,1 milioni al 31 dicembre 2018 a € 858,5 milioni al 30 giugno 2019, in riduzione per la distribuzione di € 25 milioni di dividendi e l’acquisto per € 3,2 milioni di azioni proprie.


Prevedibile evoluzione della gestione


Per quanto riguarda KOS, si prevede la prosecuzione della crescita dei ricavi in linea con la strategia di sviluppo.
Per quanto riguarda Sogefi e GEDI, l’andamento nella parte restante dell’anno dipenderà dall’evoluzione del mercato automotive e di quello editoriale in Italia, entrambi caratterizzati, allo stato, da andamenti non favorevoli e da un quadro di sostanziale incertezza delle previsioni.
In particolare, per Sogefi, qualora l’evoluzione del mercato confermasse le attuali previsioni settoriali (calo della produzione di autoveicoli nel secondo semestre 2019 molto più contenuto di quello registrato nel primo semestre, -0,4%) le vendite potrebbero essere sostanzialmente in linea con il periodo precedente e l’EBIT margin in leggero miglioramento rispetto al primo semestre.
Per GEDI, non si prevede variazione dei trend di mercato in atto; per effetto degli interventi adottati e sulla base del trend osservato sui risultati del secondo trimestre, si può comunque prevedere per la restante parte dell’anno un andamento della redditività in miglioramento rispetto al primo semestre.


Fatti di rilievo successivi al 30 giugno 2019

In data 19 luglio 2019, le Assemblee degli azionisti di CIR e COFIDE, in sede straordinaria, hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione di CIR nella controllante COFIDE. La fusione produrrà effetti civilistici e fiscali a partire dall’inizio di gennaio 2020, subordinatamente al completamento della relativa procedura societaria e alla stipula dell’atto di fusione.


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Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Giuseppe Gianoglio dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.
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GEDI (Gruppo CIR): risultati del primo semestre 2019

RISULTATI ECONOMICO-FINANZIARI AL 30 GIUGNO 2019

FATTURATO A €302,9MN
EBITDA RETTIFICATO A €23,5MN
RISULTATO OPERATIVO RETTIFICATO 2°TRIM, PARI A €6,1MN, IN LINEA CON QUELLO DEL 2018
RISULTATO NETTO A
€19,1MN
(effetto cessione Persidera €17,3MN; oneri ristrutturazione €2,5MN)
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO A €123,1MN



Roma, 26 luglio 2019 – Si è riunito oggi a Roma, presieduto da Marco De Benedetti, il Consiglio di Amministrazione di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. che ha approvato i risultati consolidati al 30 giugno 2019 presentati dall’Amministratore Delegato Laura Cioli.


Andamento del mercato


Nei primi cinque mesi del 2019 gli investimenti pubblicitari sono risultati in decremento del 4,0% rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente (dati Nielsen Media Research).
Tra i principali mezzi solo radio e internet (esclusi Search e Social) hanno mostrato un andamento positivo con una crescita rispettivamente del 2,2% e del 2,0%. La raccolta della televisione è risultata in flessione del 3,7%, mentre la stampa è stato il mezzo più penalizzato registrando nuovamente un calo del 12,6%, con i quotidiani al -10,6% (-12,6% la raccolta nazionale e -7,9% quella locale) ed i periodici al -15,4%.

Quanto alla diffusione dei quotidiani, secondo i dati ADS (Accertamento Diffusione Stampa), nei primi cinque mesi del 2019 è stata registrata una flessione delle vendite in edicola ed in abbonamento del 7,7% (-6,1% i quotidiani nazionali e -8,8% i quotidiani locali). Includendo anche le copie digitali, la diffusione complessiva dei quotidiani si attesta al -6,8%.


Andamento della gestione del Gruppo GEDI nel primo semestre 2019

I ricavi consolidati, pari a €302,9mn, hanno registrato una flessione del 6,1% rispetto al primo semestre del 2018. I ricavi derivanti dalle attività digitali rappresentano complessivamente il 12,2% del fatturato consolidato (15,2% sul brand Repubblica). In particolare i ricavi da edicola digitale sono cresciuti complessivamente di oltre il 35%.

I ricavi diffusionali, pari a €134,5mn, sono diminuiti del 5,2% rispetto a quelli del corri- spondente periodo dell’esercizio precedente, in un mercato che, come sopra riportato, ha registrato una riduzione del 7,7% delle vendite dei quotidiani in edicola e abbonamento.

I ricavi pubblicitari, pari a €147,3mn, sono risultati in calo del 7,4% rispetto ai primi sei mesi del 2018.

I costi, inclusi gli ammortamenti, sono inferiori del 5,5% rispetto al primo semestre del 2018; sono diminuiti sia i costi del personale (-6,0%) che gli altri costi (-5,0%). Va peraltro evidenziato che tali riduzioni riflettono solo parzialmente gli effetti della ristrutturazione relativa alla redazione de la Repubblica (avviata operativamente nel mese di marzo) e della chiusura di due ulteriori stabilimenti di stampa (da aprile).

Il margine operativo lordo rettificato ammonta a €23,5mn, €16,3mn prima dell’applicazione dell’IFRS 16 che si confronta con i €21,9mn del primo semestre del 2018.
Il margine operativo lordo è stato pari a €20,2mn (€13,0mn al netto degli impatti dell’IFRS 16), includendo oneri per ristrutturazioni per complessivi €3,3mn derivanti principalmente dalle ulteriori razionalizzazioni dell’assetto industriale e delle strutture commerciali locali della concessionaria di pubblicità del Gruppo.

Il risultato operativo rettificato, escludendo gli oneri di ristrutturazione di cui sopra, ammonta a €7,6mn (€7,3mn prima dell’applicazione dell’IFRS 16) rispetto ai €12,4mn del primo semestre del 2018. Il risultato operativo rettificato del 2° trimestre, pari a €6,1mn, è in linea con quello del 2018. Il risultato operativo consolidato è stato pari a €4,3mn (€4,0mn al netto degli impatti dell’IFRS 16).

Il risultato netto consolidato è negativo per €19,1mn (-€18,4mn escludendo gli effetti dell’IFRS 16) recependo gli effetti della cessione di Persidera (-€17,3mn) e oneri per ristrutturazioni con impatto sul risultato netto pari a €2,5mn. Il primo semestre del 2018 si era chiuso con un utile netto consolidato di €4,3mn.

In particolare, in data 5 giugno 2019, la Capogruppo GEDI Gruppo Editoriale SpA, d’intesa con TIM SpA, altra parte venditrice, ha sottoscritto un accordo vincolante con F2i e Ei Towers per la cessione della propria partecipazione del 30% nella società Persidera, asset non core del Gruppo. L’intesa prevede un corrispettivo per GEDI pari a €74,5mn, da cui verranno detratti al closing i dividendi distribuiti nel corso del 2019 (pari a €4,3mn incassati nel mese di aprile) ed a cui saranno aggiunti gli interessi che matureranno dal 1° agosto fino alla data del closing.

L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2019 prima dell’applicazione del nuovo principio contabile IFRS 16 ammonta a €123,1mn, in aumento rispetto ai €103,2mn di fine 2018 per effetto di €23,0mn di pagamenti relativi ai piani di riorganizzazione in corso nonché dell’andamento del capitale circolante. L’applicazione dell’IFRS 16 ha comportato la rilevazione al 30 giugno 2019 di debiti finanziari per leasing e diritti d’uso pari a €61,2mn e pertanto l’indebitamento finanziario netto post IFRS 16 ammonta a €184,4mn.
Si ricorda che in data 9 aprile 2019 la Società ha interamente rimborsato a scadenza il prestito obbligazionario convertibile del valore di €100mn, utilizzando in parte la linea di credito revolving sottoscritta nell’aprile del 2018.

L’organico del Gruppo, inclusi i contratti a termine, ammontava a giugno a 2.259 dipendenti in riduzione di 100 unità rispetto al 31 dicembre 2018; l’organico medio del periodo è stato inferiore del 5,8% rispetto al primo semestre dell’anno precedente.


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Il Direttore Amministrazione e Bilancio della società, dott. Gabriele Acquistapace, dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, dichiara ai sensi del comma 2 art. 154 bis del Testo Unico delle finanze che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.
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Sogefi (Gruppo CIR): ricavi a € 777,8m nel primo semestre 2019

Il Consiglio di Amministrazione approva i risultati al 30 giugno 2019

SOGEFI (GRUPPO CIR): RISULTATI DEL PRIMO SEMESTRE 2019

Ricavi a € 777,8m, -3% a cambi costanti in un mercato globale in calo del 6,7%
EBITDA a € 86,4m (€ 95,3m nel 2018)
Utile netto a € 6,9m (€ 14,8 nel 2018)
Indebitamento netto (ante IFRS 16)
a € 267,3m (€ 260,5 al 31/12/2018)

Milano, 22 luglio 2019
– Il Consiglio di Amministrazione di Sogefi S.p.A., riunitosi oggi sotto la presidenza di Monica Mondardini, ha approvato la relazione finanziaria semestrale del gruppo al 30 giugno 2019. Sogefi, società del Gruppo CIR, è uno dei principali produttori globali di componenti per autoveicoli in tre settori: Aria e Raffreddamento, Filtrazione e Sospensioni.

Laurent Hebenstreit, amministratore delegato di Sogefi, ha dichiarato:
Il primo semestre è stato difficile per i mercati automobilistici con una diminuzione dei volumi del 6,7%. Sogefi ha invece registrato un calo dei ricavi del 3% a cambi costanti, con un andamento migliore del mercato, in particolare in Europa. La redditività del secondo trimestre è stata, come da previsioni, in lieve miglioramento rispetto al primo trimestre”.


Ricavi


Nel primo semestre 2019, il mercato automobilistico mondiale ha registrato un calo della produzione del 6,7%, con l’Europa in diminuzione del 6,1%, l’Asia del 12,4% e il Nord America del 2,7%. Anche il Sud America ha registrato un decremento (-3,2%), per l’andamento particolarmente critico del mercato argentino (-33%).

Sogefi ha registrato ricavi pari a 777,8 milioni, in calo del 3% a cambi costanti e del 4,3% a cambi storici, rispetto al corrispondente periodo del 2018, conseguendo un andamento migliore del mercato di riferimento grazie alla maggiore tenuta dell’attività in Europa.


Andamento dei ricavi per aree geografiche

Per aree geografiche, il fatturato a cambi costanti è sceso del 3,3% in Europa, del 3,7% in Nord America e del 14% in Asia, mentre in Sud America ha registrato una crescita del 11%.


Andamento dei ricavi per Business Unit


Per settore di attività, a cambi costanti, le Sospensioni hanno registrato un calo del fatturato del 4,3% (-7,5% a cambi correnti), la Filtrazione dello 0,6% (-2,1% a cambi correnti) e infine Aria e Raffreddamento del 4,2% (-2,4% a cambi correnti).


Risultati operativi e utile netto

L’EBITDA
è ammontato a € 86,4 milioni, rispetto a € 95,3 milioni nel primo semestre 2018; la redditività (EBITDA / Ricavi %) è passata dal 11,7% al 11,1%. La flessione dell’EBITDA riflette principalmente i minori volumi.

L’EBIT è stato pari a € 24,4 milioni a fronte di € 38,1 milioni nel primo semestre 2018. La redditività (EBIT / Ricavi %) è stata del 3,1%, rispetto al 4,7% nel primo semestre del 2018 e la flessione deriva anch’essa sostanzialmente dalla riduzione dei volumi.

L’andamento trimestrale indica un leggero miglioramento della redditività del secondo trimestre rispetto al primo (da 2,9% a 3,4%), nonché un riallineamento sui valori dell’equivalente periodo del 2018 (3,8%).

L’utile prima delle imposte e della quota di azionisti terzi è ammontato a € 13,4 milioni (€ 24,2 milioni nel primo semestre 2018) dopo oneri finanziari di € 11 milioni rispetto a € 13,9 milioni nel primo semestre 2018.

L’utile netto è stato pari a € 6,9 milioni rispetto a € 14,8 milioni nel primo semestre 2018, dopo oneri fiscali per € 8,3 milioni nel primo semestre 2019, rispetto a € 10,4 milioni nello stesso periodo del 2018. L’incremento dell’incidenza dell’imposte riflette la composizione del risultato, con territori in significativo utile ed altri in cui, a fronte di perdite legate all’avvio dell’attività o a perduranti criticità, si è ritenuto di non registrare imposte differite attive.

Il risultato netto include un utile di € 4,0 milioni derivante dalla cessione dello stabilimento di Fraize (riportato nella voce “Attività operativa cessata”), che si confronta con un utile di € 3,1 milioni della stessa attività nel primo semestre 2018.


Indebitamento netto

Il Free Cash Flow del primo semestre 2019 è stato negativo per 8,8 milioni, che includono 5,4 milioni per l’applicazione del principio contabile IFRS 16; escludendo l’effetto IFRS 16, il cash flow del periodo è pari a -€ 3,4 milioni, rispetto all’importo positivo di € 3,9 milioni dello stesso periodo del 2018, come conseguenza della minore generazione di cassa operativa per effetto dell’andamento dell’attività.

L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2019 era pari a € 332,1 milioni, inclusi € 64,8 milioni derivanti dall’applicazione dell’IFRS 16. Escludendo tale importo, l’indebitamento finanziario al 30 giugno 2019 ammonta a € 267,3 milioni e si colloca sostanzialmente in linea con l’indebitamento netto a giugno e dicembre 2018.


Patrimonio netto

Al 30 giugno 2019 il patrimonio netto, esclusa la quota di azionisti terzi, ammontava a € 195,4 milioni (€ 192,9 milioni al 31 dicembre 2018).


Dipendenti

I dipendenti del Gruppo Sogefi al 30 giugno 2019 erano 6.683 rispetto a 6.967 al 31 dicembre 2018. La riduzione è dovuta, oltre che al calo dell’attività, alla cessione nel 2019 dello stabilimento di Fraize (127 dipendenti al 31 dicembre 2018 e 123 al 30 giugno 2018).


Risultati della Capogruppo Sogefi S.p.A.

Nel primo semestre 2019 la Società ha registrato un utile netto di € 32,7 milioni rispetto a € 24,2 milioni del corrispondente periodo dell’anno precedente. L’incremento, rispetto al primo semestre 2018, è stato determinato principalmente dal maggior flusso di dividendi distribuito dalle società controllate (+€ 4,4 milioni) e da minori oneri finanziari netti (-€ 3,7 milioni).

L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2019 era pari a € 188,6 milioni (€ 225,7 milioni al 31 dicembre 2018).

Il patrimonio netto della società al 30 giugno 2019 era pari a € 236,5 milioni (€ 203,2 milioni al 31 dicembre 2018).


Evoluzione prevedibile della gestione

In relazione alle previsioni sul mercato automobilistico, dopo il calo del 6,7% registrato nel primo semestre 2019, le fonti abitualmente utilizzate a livello settoriale anticipano, per la seconda metà dell’anno, un calo molto più contenuto (-0,4%), che riflette anche la debolezza del mercato nel secondo semestre 2018. In base a tali prospettive generali, nonché a fattori specifici, Sogefi prevede che nel secondo semestre le vendite siano sostanzialmente in linea con il corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Stante quanto precede, l’EBIT margin del secondo semestre è previsto in leggero miglioramento rispetto al primo semestre.


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Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Yann Albrand, dichiara ai sensi del comma 2 dell’art.154-bis del Testo Unico della Finanza che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.
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