Le immobilizzazioni materiali sono valutate al prezzo di acquisto o al costo di produzione ed iscritte al netto dei relativi ammortamenti accumulati.
Nel costo sono compresi gli oneri accessori ed i costi diretti ed indiretti sostenuti nel momento dell’acquisizione e necessari a rendere fruibile il bene.
Le immobilizzazioni sono sistematicamente ammortizzate in ogni periodo in relazione alle residue possibilità di utilizzo dei beni.
I terreni, le immobilizzazione in corso e gli acconti non sono oggetto di ammortamento.
Gli immobili non detenuti a fini strumentali nell’esercizio delle attività sociali sono classificati in un’apposita voce dell’attivo e registrati contabilmente in base a quanto previsto dallo IAS 40 “Investimenti immobiliari” (si veda il successivo paragrafo 1.c.).
Al verificarsi di eventi che possano far presumere una riduzione durevole di valore dell’attività, viene verificata la sussistenza del relativo valore contabile tramite il confronto con il valore “recuperabile”, rappresentato dal maggiore tra il fair value ed il valore d’uso.
Il fair value è definito sulla base dei valori espressi dal mercato attivo, da transazioni recenti, ovvero dalle migliori informazioni disponibili al fine di determinare il potenziale ammontare ottenibile dalla vendita del bene.
Il valore d’uso è
determinato mediante l’attualizzazione dei flussi di cassa derivanti dall’uso
atteso del bene stesso, applicando le migliori stime circa la vita utile
residua ed un tasso che tenga conto anche del rischio implicito degli specifici
settori di attività in cui opera
In caso di differenze negative tra i valori sopra citati ed il valore contabile si procede ad una svalutazione, mentre nel momento in cui vengono meno i motivi della perdita di valore l’attività viene ripristinata. Svalutazioni e ripristini sono imputati a conto economico.